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Il ‘rumore bianco’ di Yoan Capote alla Galleria Continua, San Gimignano

Con "Ruido Blanco" Yoan Capote ci invita a riflettere sull’alienazione e la rassegnazione che l’essere umano vive nella società contemporanea.
Yoan Capote, ISLA (ABRAZO) | & II, 2018, olio, chiodi e ami da pesca su pannello di lino su compensato, 90 x 234,5 cm, 35.43 x 92.32 in, Courtesy: l’artista e GALLERIA CONTINUA.

Un suono costante e uniforme che contiene tutte le frequenze udibili con la stessa intensità, simile ad un fruscio, al battere della pioggia o allo sciabordio del mare. “Ruido Blanco” è il titolo suggestivo con cui l’artista cubano Yoan Capote presenta la sua ultima produzione alla Galleria Continua a San Gimignano fino al 7 gennaio 2026. 
L’artista porta nel suo lavoro le sue origini cubane, la situazione del suo popolo, sublimandola in immagini che si percepiscono poetiche e visionarie. L’artista sembra scegliere gli immensi paesaggi marini, per raccontare lo stato di isolamento sociale, dell’immobilismo politico e della capacità di introspezione della collettività che si vive attualmente a Cuba. 
Nella grande opera presentata nella sala principale della galleria, Litoral (nenúfares), 2025 l’artista sembra trattare l’immensità del mare, la sua illimitatezza come fosse un alto muro che sbarra e delimita lo sguardo. In un lungo pannello di iuta montata su pannelli di legno, l’artista traccia una marina fatta con pietre di barriere, gesso, encausto, chiodi e ami da pesca. Alla liquidità e irrequietezza del mare, alla sua indefinitezza, Capote oppone la pesantezza del ferro e l’opacità del gesso. Le onde diventano pesanti e statiche mentre si infrangono su rocce taglienti e minacciose. La linea d’orizzonte è molto alta dunque all’ampio respiro si sostituisce la chiusura in una terra violenta e aggressiva. Anche nelle altre opere della serie Litoral, Capone mostra paesaggi marini raccontati sempre con la linea d’orizzonte che quasi scompare nel bordo superiore del dipinto. “In questi dipinti Capote riproduce per la prima volta la prospettiva di coloro  che hanno smesso di guardare l’orizzonte, rassegnandosi a un litorale disseminato di scogli; di coloro che, arresi nell’accettazione del presente, hanno perso la speranza nel futuro; ed ancora, di coloro che semplicemente vagano o cercano di fuggire mentre l’acqua svanisce fra le rocce taglienti.”

Yoan Capote, Ruido Blanco, vedute della mostra, Galleria Continua San Gimignano, Courtesy: l’artista e GALLERIA CONTINUA, Fotografa: Ela Bialkowska, OKNO Studio

Anche nell’installazione che accoglie il visitatore all’ingresso della galleria, la sensazione è quella di costrizione e libertà limitata. L’opera, dal titolo Pasos perdidos (Cortinas de hierro) I, 2025, è un’installazione composta da 10 reti realizzate con ami da pesca e impronte di persone provenienti da Cuba e fuse in alluminio. Nonostante la leggerezza delle rete, strumento che nella realtà serve alla pesca e dunque al sostentamento, nell’opera di Capote cambia di segno e diventa utensile che racconta di fughe, emigrazioni, salvataggi o, peggio, di recuperi di fortuna.
Nell’opera in vetro Yugo y Estrella, 2025, il mare diventa superficie diafana ed omogenea dove la stella della bandiera nazionale di Cuba sembra galleggiare nella superficie, lasciando aperta la domanda se di speranza si tratta o, invece, di un ennesimo sprofondare negli abissi.
L’aggressività dei materiali utilizzati da Capote – cristalli taglienti, vetri rotti, minacciosi ami dalle punte arrugginite, si ritrovano in quasi tutte le opere in mostra, creando una strana idiosincrasia tra la bellezza dei soggetti – paesaggi marini – e i materiali con cui quesi luoghi vengono raccontati.
Nel trittico dal titolo Purificación (aeternum), 2025, che, assieme a Litoral (nenúfares), domina la grande sala della galleria, nuvole che si vogliono leggere ed etere, nella visione dell’artista diventano ammassi di gesso, filo spinato, catene ed elementi metallici. Se viste da lontano la voluttuosità delle masse acquee mantiene la vaporosità ed inconsistenza della nuvole, ma avvicinandosi si notano le punte minacciose del filo spinato. Come fossero segni a matita leggeri e appena abbozzati, le nuvole diventano invece presenze inquietanti dalla pesantezza sia fisica che metaforica.
Completano il percorso espositivo un gruppo di disegni della serie Sentimientos encontrados: l’artista ha composto queste opere raccogliendo una lunga serie di elettrocardiogrammi di suoi connazionali. I battiti del cuore diventano narrazioni sintetiche della frammentazione della società cubana, dove  dolore e frustrazione si alternano al desiderio di libertà. 

Cover: Yoan Capote, Litoral (nenúfares), 2025, pietre di barriera, gesso, encausto, chiodi e ami da pesca su iuta montata su pannelli di legno, 180 x 1200 x 45 cm, 70.86 x 472.44 x 17.71 in, Courtesy: l’artista e GALLERIA CONTINUA, Fotografa: Ela Bialkowska, OKNO Studio

Yoan Capote, Yugo y Estrella, 2025, gioghi e stella in tessuto e vetro, 200 x 280 cm, 78.74 x 110.36 in, Courtesy: l’artista e GALLERIA CONTINUA, Fotografa: Ela Bialkowska, OKNO Studio
Yoan Capote, Ruido Blanco, vedute della mostra, Galleria Continua San Gimignano, Courtesy: l’artista e GALLERIA CONTINUA, Fotografa: Ela Bialkowska, OKNO Studio