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Genny Petrotta — MAMMA PERDONAMI / MËMA MË FAL

Il Museo Civico di Castelbuono, Castelbuono a Palermo ospita, fino al 1 settembre, l’installazione video dell’artista italiana Genny Petrotta

Testo di Gabriele Logiudice 

Sulla parete rocciosa del Monte Kumeta viene lucidata una piccola porzione di marmo rosso. Due uomini levigano una precisa sezione di un metro per ottanta; nessun centimetro è lasciato al caso. La loro attenzione ricade solo in quella piccola area. Lentamente il contrasto con la pietra circostante si fa evidente. «Siamo saliti sul monte Kumeta e lucidato una parte di mondo. Abbiamo chiesto alla pietra di diventare carne. Per accarezzarla» si legge. La rossa trama del marmo emerge dalla roccia opaca e con essa il ricordo che trascina. Il colore del marmo evoca la carne umana e la levigatura diventa un gesto di carezza su un corpo martoriato, volto ad alleviarne il dolore e a tramandarne la memoria. «Mamma perdonami. davvero perdonami» si ascolta. Riaffiora il corpo così come il trauma subito. «Mamma perdonami. davvero perdonami» si ripete ancora. Sul Monte Kumeta rivive la storia della Repubblica Popolare Contadina di Piana degli Albanesi proclamata da un gruppo di rivoluzionari il 31 dicembre 1944 ma repressa nel sangue cinquanta giorni dopo. «Mamma perdonami. davvero perdonami» risuona adesso come un’invocazione da parte di chi, oggi, si impegna a narrare i racconti di quella Repubblica rimasti a lungo tempo oscurati. 

La scena appena descritta è tratta da MAMMA PERDONAMI / MËMA MË FAL (2024), installazione video dell’artista italiana Genny Petrotta ed esposta per la prima volta al pubblico presso il Museo Civico di Castelbuono. Il progetto intende riscoprire le tracce della Repubblica Popolare Contadina di Piana degli Albanesi, nata in seguito a un’insurrezione popolare contro la cattiva gestione dei raccolti agricoli da parte di un’alleanza tra grandi proprietari terrieri ed élite fasciste rimaste al governo. Un episodio in particolare alimentò la spinta insurrezionalista, il quale vide protagonisti un maresciallo colpevole di aver rubato cibo destinato alle famiglie povere del paese, e Giacomo Petrotta, futuro leader e istigatore della ribellione. Giacomo Petrotta scoprì il magazzino in cui era nascosto il cibo sottratto ingiustamente e arrivò a uno scontro fisico con il carabiniere ma, nonostante il momento di tensione, decise di non sparargli. L’esistenza della Repubblica terminò il 22 febbraio 1945 quando duemila soldati occuparono il paese e arrestarono circa centoventi persone, tra le quali Giacomo Petrotta. Egli fu recluso e torturato per dieci giorni: il suo corpo legato ad una cassa di un metro per ottanta, le sue unghie strappate, la sua pelle cosparsa di sale e acqua per aumentare il dolore delle frustrate. Questo stesso corpo appare nell’opera di Petrotta dove lo si vede respirare, aprire gli occhi. A ogni carezza il corpo sembra assumere vigore nella memoria dei suoi successori. Genny Petrotta aveva solo undici anni quando sua nonna decise di raccontarle la storia del suo prozio Giacomo, innescando in lei un desiderio di testimonianza rispetto a una vicenda rimossa dall’identità culturale e politica della comunità arbëreshë di Piana degli Albanesi. La produzione artistica di Petrottarisponde all’esigenza di non rimanere da sola in questa storia, di farla rivivere, di dar spazio a quei corpi soppressi e di ricordare quelle parole taciute. 

Opening ‘MAMMA PERDONAMI _ MËMA MË FAL’ di Genny Petrotta presso il Museo Civico Castelbuono. Photo credits Tito Puglielli
MAMMA PERDONAMI – MËMA MË FAL, Genny Petrotta, Luna Brancaccio. Video still, 2024. Courtesy l’artista e Fondazione Studio Rizoma
Opening ‘MAMMA PERDONAMI _ MËMA MË FAL’ di Genny Petrotta presso il Museo Civico Castelbuono. Photo credits Tito Puglielli

MAMMA PERDONAMI / MËMA MË FAL si apre udendo le note di O e Bukura More, antico canto popolare albanese che evoca la nostalgia verso una patria persa per sempre. «Queste persone volevano portare il cielo in terra ma sono state dimenticate» si afferma. La melodia diventa metafora di un desiderio perduto di cui rimane un’immagine sbiadita da ravvivare nelle radici della propria identità comunitaria. Parlare di quanto successo a Piana degli Albanesi significa per l’artista ritornare alla propria terra d’origine, ritrovare la lingua del padre, condividere con persone care una storia comune. MAMMA PERDONAMI / MËMA MË FAL è un’ode alla produzione teatrale omonima rappresentata durante i giorni della Repubblica il cui testo, però, è andato perduto. Mamma Perdonami raccontava le azioni condotte durante i cinquanta giorni rivoluzionari ma dell’opera originaria persistono solo ricordi sfocati. Questa condizione di mancanza accompagna l’intera ricerca e diventa occasione per immaginare nuove parole, allestire nuove scene; tessendo in questo modo la trama dì un inedito racconto poetico in lingua albanese. La ricostruzione della storia unisce al suo interno testimonianza personale e collettiva, passato e presente, unità e molteplice. Essa si sviluppa nel tentativo di creare un monumento tangibile alla memoria di quei giovani uomini e di quella giovani donne volenterose di cambiare il mondo. Collaborando con artisti e artiste della comunità locale nella realizzazione di scenografie e costumi, Petrotta tenta di ricostruire un passato collettivo da tramandare alla generazione presente e futura. «E per queste anime dimenticate abbiamo portato il cielo in terra» si prega. La storia della Repubblica Contadina è una storia che indugia sul significato di giustizia, sulla solidarietà e sulla responsabilità dei singoli individui. MAMMA PERDONAMI / MËMA MË FAL non è una storia appartenente alla sola gente arbëreshë né la sua vicenda è rilegata alla zona di Piana. MAMMA PERDONAMI / MËMA MË FAL è una storia di lotta universale che appartiene a tutti. 

MAMMA PERDONAMI / MËMA MË FAL si inserisce all’interno della quinta edizione del Festival Between Land and Sea, organizzato da Fondazione Studio Rizoma. Il progetto rimarrà in mostra fino al 1 settembre 2024. Il progetto continuerà in una pubblicazione che sarà presentata il prossimo autunno.

Genny Petrotta — MAMMA PERDONAMI / MËMA MË FAL
Museo Civico di Castelbuono, Castelbuono (PA)
26 maggio – 1 settembre 2024

MAMMA PERDONAMI – MËMA MË FAL, Genny Petrotta, Gli studenti di Piana degli Albanesi.2024. Courtesy l_artista e Fondazione Studio Rizoma