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Nuove produzioni, mostre e incontri: torna a novembre Lo Schermo dell’Arte

Giunto alla sua 19a edizione, Lo Schermo dell’Arte torna dall’11 al 15 novembre 2026 al Cinema La Compagnia di Firenze con un ricco programma di film, mostre e lecture, realizzato grazie alla collaborazione con istituzioni culturali tra cui Fondazione Palazzo Strozzi, NYU Florence, European University Institute e IED Firenze.
Amanat di Saodat Ismailova, 2026, still courtesy Saodat Ismailova

Il focus del 2026 è dedicato alla regista uzbeka Saodat Ismailova, vincitrice dell’Art Basel Award 2025 per gli Emerging Artist, che presenta cinque film realizzati nell’arco di dieci anni. La sua ricerca parte da vicende personali e da eventi del passato per riflettere su temi di attualità quali il cambiamento climatico, la condizione e l’emancipazione delle donne nell’Asia centrale e la memoria cancellata dalle guerre. Durante il festival saranno proiettati The Haunted (2017); Her Right (2020); Bibi Seshanbe (2022); Amanat (2026) e To the Throat of the Sun (2026).

Ad aprire il festival Lo Schermo dell’Arte sarà Euphoria di Julian Rosefeldt, ambientato in una New York distopica e in parte girato a Kyiv pochi giorni prima dell’invasione russa. Il film intreccia pensieri filosofici e politici di epoche diverse, dando vita a un viaggio attraverso la storia del capitalismo. 
In anteprima italiana saranno presentati i film The Sentinel (2026) di Ali Cherri selezionato alla Semaine de la Critique di Cannes e Casting for a Film, Ihsan’s Diary (2026) di Lamia Joreige. Ambientato a Beirut, il film segue la ricerca degli interpreti per un’opera ispirata al diario scritto nel 1915 da un soldato dell’esercito ottomano. I provini diventano così un’occasione per i giovani candidati di confrontarsi con l’attualità e interrogarsi su sé stessi.

Euphora by Julian Rosefeldt, still courtesy of the artist 2026
La Sentinelle by Ali Cherri, 2026, still courtesy of the artist
Homecoming di Yarema Malashchuk e Roman Khimei 2025, still courtesy of the artists

Prima italiana anche per Homecoming (2026) di Roman Khimei e Yarema Malashchuk dove centrale è invece la guerra in Ucraina e il desiderio di poter tornare a casa. In BORDERLAND (2017-2024), Melik Ohanian esplora il concetto di confine come spazio fisico e simbolico, interrogando temi come migrazione, identità e appartenenza. Attraverso storie e prospettive differenti, l’opera dà voce a chi vive in una condizione di marginalità e sospensione.
Il lavoro di Camille Henrot, In the Veins (2026) affronta invece il tema dell’estinzione della fauna riflettendo sulla fragilità degli ecosistemi e la necessità di imparare a prendersene cura. 
Nei giorni del festival sarà presentato anche [ÒDIO] (2026) di Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande della compagnia teatrale Motus, progetto vincitore dell’Italian Council 2024. Il film si interroga sul significato della parola “odio” attraverso le voci di decine di persone di nazionalità diverse.
A chiudere il programma sarà 1,5°C PYROPOLITICS AND THE NEW WORLD (2026) di Lukas Marxt, un’intensa riflessione sul cambiamento climatico attraverso il racconto degli incendi che hanno devastato Los Angeles nel 2025.

Oltre alle proiezioni sarà possibile visitare durante i giorni di festival la mostra Scénarios et les cinq cahiers de Scénario de Jean-Luc Godard realizzata in collaborazione con Fondazione Palazzo Strozzi. In mostra per la prima volta le ultime opere di Jean-Luc Godard: cinque taccuini con disegni e collage e due film.Scénarios (2024), completato il giorno prima della morte del regista, e Exposé du film-annonce du film «Scénario» (2024) che offre uno sguardo sul suo processo creativo negli ultimi anni di vita.

In The Veins, Camille Henrot copyright ADAGP Camille Henrot – Courtesy of the artist, Mennour, Hauser and Wirth and Esther Schipper
Pyropolitics by Lukas Marxt, still courtesy by artist

A completare il programma la lecture-performance del duo svizzero Maria Iorio e Raphael Cuomo appositamente realizzata per Lo Schermo dell’Arte. Un percorso attraverso l’acqua che parte dalla sorgente del fiume Sele e, passando dai campi dell’agricoltura industriale, sfocia nel Mediterraneo, teatro di tensioni geopolitiche e migrazioni. 

Torna anche VISIO – European Programme on Artists’ Moving Images, programma di ricerca, residenze e produzione, dedicato a giovani artisti under 35 che utilizzano video e immagini in movimento come linguaggio principale nella loro pratica artistica. I sette vincitori, Younes Ben Slimane (1992, Tunisia), Arijit Bhattacharyya (1994, India), Catriona Gallagher (1991, Regno Unito/Irlanda), Minne Kersten (1993, Paesi Bassi), Martí Madaula (1996, Spagna), Bart Seng Wen Long (1995, Singapore), Anastasia Sosunova (1993, Lituania), saranno in residenza allo Schermo dell’arte a Firenze dall’11 al 15 novembre. 

Tre di loro riceveranno un sostegno per la realizzazione di una nuova opera attraverso il VISIO Production Fund, realizzato in collaborazione con Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Fondazione In Between Art Film e MACBA – Museu d’Art Contemporani de Barcelona e grazie all’ulteriore sostegno di Human Company.

Cover: Euphoria by Julian Rosefeldt, 2026, still courtesy of the artist

Jean Luc Godard, Exposé du film annonce du film Scénario, 2024 – Courtesy Ecran noir productions
Undercurrents di Maria Iorio e Raphael Cuomo, 2026, still courtesy artists
O Homem no Pelourinho by Francesco Bertocco, still courtesy of the artist
Un mare molto piccolo di Elisa La Boria e Luka Bagnoli, still courtesy of artists