18° Giornata del Contemporaneo AMACI | Intervista con Lorenzo Balbi

"Uno dei punti di forza della Giornata del Contemporaneo rimane la sua forte capillarità ma credo che il vero successo vada oltre il numero e la varietà degli enti, delle persone e delle istituzioni coinvolte e debba tenere conto anche di tutte quelle realtà che partecipano a questa grande manifestazione anche senza registrarsi ufficialmente, aumentandone moltissimo la portata."
6 Ottobre 2022
PAC Milano – RI-SCATTI. Per me si va tra la perduta gente Eric, 2021. Istituto Penale per Minorenni di Milano “Cesare Beccaria”

In occasione della 18° edizione della Giornata del Contemporaneo –  che prende vita sabato 8 ottobre 2022, promossa da AMACI Associazione dei Musei d’arte contemporanea italiani –  abbiamo intervistato il presidente dell’Associazione, Lorenzo Balbi
Questa grande festa dedicata alla cultura artistica, come nelle scorse edizioni, presenta diversi nuclei di attività: una programmazione ad hoc dei Musei associati AMACI, che proporranno un particolare focus su attività dedicate al pubblico dei diciottenni; le iniziative sviluppate in collaborazione con la rete estera del MAECI (Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura all’estero); il coinvolgimento della rete dei Luoghi del Contemporaneo promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura; infine, le proposte dei soggetti aderenti che, sommate alle precedenti, rendono la manifestazione capillare, facendo emergere la rete diffusa delle realtà culturali che promuovono con vigore i diversi linguaggi del contemporaneo italiano sul territorio nazionale e internazionale. 
Abbiamo chiesto a Lorenzo Balbi quali sono i punti di forza di questa manifestazione, le motivazioni della scelta di dedicare una particolare attenzione ai giovani; le relazioni tra i progetti reali e digitali, e non ultimo, gli abbiamo chiesto di parlarci del tema di quest’anno: l’ecologia
Tema che ha anche guidato al scelta dell’immagine che caratterizza questa importante giornata: Icarus (2021-2022), ultimo tassello di un articolato progetto realizzato da Giorgio Andreotta Calò a partire dal 2019. 

Domande per Lorenzo Balbi

Elena Bordignon: Quest’anno possiamo dire che la Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI ha raggiunto, come manifestazione, una piena maturità. Diciotto anni sono bel traguardo per tirare un po’ le somme. Da quanto segui la manifestazione, quale mutamenti hai maggiormente recepito? Qual è il punto di forza di questa manifestazione?

Lorenzo Balbi: La Giornata del Contemporaneo è nata nel 2005 con lo scopo di aumentare la visibilità, di mettere in dialogo e di rendere accessibile ai differenti pubblici il mondo dell’arte contemporanea in Italia. Non esisteva una occasione in cui le diverse realtà che operano in questo settore potessero avere i “riflettori” puntati addosso, potessero dare evidenza su larga scala alle proprie proposte e differenti progettualità. Dopo 18 anni di lavoro e di promozione questa giornata si è ormai imposta come uno degli appuntamenti fissi nel calendario culturale e raccoglie ogni anno un migliaio di adesioni, con mostre e iniziative visitate gratuitamente in tutto il paese, a cui si è aggiunta, da quattro edizioni,  l’estensione all’estero grazie al coinvolgimento della rete estera del MAECI con la partecipazione di  Ambasciate, Consolati e  Istituti Italiani di Cultura di tutto il mondo. Il punto di forza principale è la capillarità che la Giornata del Contemporaneo riesce a raggiungere, con la partecipazione di musei, fondazioni pubbliche e private, studi d’artista, accademie, gallerie e spazi no-profit… una rete diffusa che si unisce in una grande festa dell’arte contemporanea.

MACTE – Raffaela Mariniello, Zio_Riz, 2022 – Still da film

EB: Hai dichiarato che questa edizione sarà rivolta al coinvolgimento dei giovani. Cosa avete pensato per abbracciare quest’età complessa e sfuggente? 

LB: Abbiamo preso spunto dalla “maggiore età” della manifestazione come pretesto per concentrare l’attenzione dell’edizione 2023 sul coinvolgimento dei giovani e degli adolescenti: un pubblico che può sembrare difficile da attrarre ma che è estremamente stimolante per le possibilità di coinvolgimento e di partecipazione a cui si presta. Abbiamo predisposto una comunicazione ad hoc sui nostri canali social, i musei soci hanno prodotto delle immagini di e con giovani frequentatori dei loro spazi e delle loro attività e stiamo sviluppando diverse progettualità in collaborazione con i Dipartimenti educativi del Musei AMACI oltre a chiedere a tutte le realtà coinvolte nella Giornata del Contemporaneo di prestare attenzione a questa fascia d’età. I giovani sono il futuro del nostro sistema e devono essere nostri interlocutori privilegiati.

EB: Dopo il lungo periodo di pandemia, possiamo finalmente tornare alla normalità, soprattutto per quanto riguarda la frequentazione di luoghi pubblici senza restrizioni. Negli anni scorsi AMACI, per venire incontro alla necessità di fare rete non in presenza, ha sviluppato dei progetti digitali. Per quest’anno avete pensato ad un formato ibrido che unisce progetti sia nello spazio sia digitali. In cosa consistono?

LB: Anche in questo aspetto ritengo ci possa essere un’attenzione al coinvolgimento dei giovani e a una più diffusa accessibilità dei progetti della Giornata del Contemporaneo. La situazione pandemica ci ha obbligato a sperimentare formati e strumenti nuovi e il ritorno ad una presunta “normalità” ci obbliga a far tesoro di quanto imparato: non credo ci sarà più una Giornata del Contemporaneo “solo” in presenza, ai progetti fisici si accompagneranno sempre quelli digitali, online e virtuali. Si tratta di mostre online, percorsi di visita in app, opere in realtà aumentata o rassegne in realtà virtuale; anche in questo senso la varietà della rassegna dell’8 ottobre si palesa e si rende accessibile al pubblico anche senza muoversi da casa.

EB: Il tema di quest’anno è l’ecologia, tema suggerito anche dall’immagine guida scelta per la manifestazione di Giorgio Andreotta Calò. Nel complesso, come viene affrontato questa tema importante, in che chiave lo interpreta la Giornata del Contemporaneo? Immagino tante belle parole, ma nel concreto ci sono atti pratici e gesti concreti per fare davvero qualcosa? 

LB: La scelta dell’immagine guida della diciottesima edizione della Giornata del Contemporaneo, a opera come da consuetudine di un importante artista italiano -Giorgio Andreotta Calò- è stata scelta dalle direttrici e dai direttori dei musei AMACI in quanto fortemente evocativa dei due temi portanti di questa edizione: l’attenzione verso i giovani -appunto- unita ad un doveroso approfondimento sui temi ecologici della sostenibilità energetica, dell’abbattimento delle emissioni e della valutazione degli impatti ambientali. I due temi non sono affatto lontani, sono proprio le nuove generazioni che ci chiedono questo cambiamento urlandolo con forza nei Fridays For Future e in molte altre forme di manifestazione. I musei AMACI hanno iniziato un percorso di adesione al programma Gallery Climate Coalition che parte da un’attenta analisi degli impatti ambientali delle nostre istituzioni -attualmente già in atto in diverse realtà- per poi stabilire dei piani di abbattimento degli impatti e di pareggio delle emissioni. Sappiamo che in primavera uscirà un bando del PNRR su questi temi e i musei AMACI vogliono farsi trovare pronti.

Gamec Bergamo – Anri Sala – Transfigured Veduta dell’installazione – Palazzo della Ragione | GAMeC, Bergamo, 2022 Foto: Lorenzo Palmieri Courtesy GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo © Anri Sala by SIAE 2022

EB: Tra le novità anche il logo di AMACI è mutato. Ha un valore particolare questo cambiamento?

LB: AMACI è ormai una realtà istituzionale solida e riconosciuta come interlocutore centrale nel dibattito sull’arte e la cultura contemporanea in Italia. Molte sono le istanze che l’associazione affronta con lo scopo di sviluppare il sistema e dotarlo di sempre migliori strumenti e occasioni. Il nostro logo affianca questa centralità e, insieme ai direttori e alle direttrici AMACI abbiamo pensato che meritasse un restyling. La rivisitazione si è resa possibile grazie alla partecipazione a un bando della Fondazione Italia Patria della Bellezza che ci ha permesso di essere adottati dallo studio M&C Saatchi. Per AMACI si è pensato ad un logo dinamico, in continuo movimento, in cui in particolare la M dell’acronimo, quella che indica i musei che compongono l’associazione, cambia di continuo, di volta in volta avvicinandosi alle varie M dei musei soci ma senza mai fermarsi, mutando forma, luogo e identità. Questa è l’immagine dell’associazione che vogliamo dare, continuamente in discussione sulla propria forma, sul proprio ruolo e sulle proprie posizioni.

EB: Tra i punti di forza di AMACI c’è la sua capillarità. La manifestazione dà tutta l’idea che sia una vera e proprio festa, con tanti appuntamenti e iniziative eterogenee. Gallerie – pubbliche e private – musei grandi e piccoli, Istituzioni di diversa entità: tutti vogliono partecipare e contribuire. Resta sempre la grande problematica che il museo deve avere un valore anche per chi non lo frequenta. Nella grande eterogeneità dei partecipanti come far sì che i musei tornino ad essere luoghi di produzioni di valore, a prescindere da un discorso numerico o di biglietti veduti?

LB: Confermo, uno dei punti di forza della Giornata del Contemporaneo rimane la sua forte capillarità ma credo che il vero successo vada oltre il numero e la varietà degli enti, delle persone e delle istituzioni coinvolte e debba tenere conto anche di tutte quelle realtà che partecipano a questa grande manifestazione anche senza registrarsi ufficialmente, aumentandone moltissimo la portata. Sono il vero senso di una iniziativa che può essere definita come una “chiamata” ad aprirsi, a farsi vedere e conoscere. I musei pubblici hanno ribadito negli ultimi due anni la propria centralità e la propria “necessità” (per usare termini molto frequenti durante la pandemia) all’interno delle loro comunità di riferimento. Sono stati casa degli artisti, sono stati interlocutori per le istituzioni, in molti casi hanno proposto differenti modelli di produzione culturale e di relazione con il pubblico. Tutto questo va molto al di là del mero dato numerico dei visitatori  (che per molti mesi non si è neanche potuto registrare). Durante la pandemia è stato “normale” per il pubblico pensare che una biblioteca o un cinema si dovesse fermare a causa delle restrizioni, ma mai nessuno ha pensato che un museo potesse stare completamente chiuso o fermo; tutti hanno cominciato a chiedere: cosa sta facendo il museo della mia città? Che canali sta usando?
Ecco credo i musei debbano continuare a produrre valore a partire da questa consapevolezza del pubblico.

EB: Ci sono già delle idee per la prossima edizione? Cosa e come potrà cambiare la Giornata del Contemporaneo? 

LB: Ci sono aspetti della Giornata del Contemporaneo che bisogna assolutamente mantenere, tutelare e incrementare (l’inclusività, la capacità di radicamento, la visibilità, il network di relazioni in Italia e all’estero) e altre che sono pensate per cambiare e rinnovarsi ogni edizione (il tema con la sua immagine guida, il target di riferimento, il formato). Dal 9 ottobre il compito delle direttrici e dei direttori dei musei AMACI, insieme al Ministero della Cultura e al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale sarà di individuare le nuove urgenze della contemporaneità, i nuovi possibili temi attorno a cui “chiamare a raccolta” tutto il nostro mondo di riferimento per i 2024.

MADRE, Napoli – Maurizio Elettrico – L’infante Demiurgo 2022 – still frame
GAM Verona – Remoto – Giorgio Andreotta Calò, Remoto, 2020-2022, documentazione fotografica dell’estrazione di carotaggi, Cava di Grisi di Campofontana, comune di Selva di Progno (VR).Foto: Giorgio Andreotta Calò. Courtesy dell’artista. Progetto vincitore dell’avviso pubblico PAC2020 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e prodotto da Studio Giorgio Andreotta Calò in collaborazione con i Musei Civici di Verona.
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