Sin dall’età di 18 anni, quando ancora vivevo a Grosseto, nutro un forte interesse verso la ricerca di realtà alternative, ribaltamenti di punti di vista e giochi di parole.
Cominciai con un processo, diventato poi automatico, anagrammando immediatamente le parole che leggevo, cercando di comporre nella mia mentre tutte le combinazioni possibili.

Era il 2004 e mi imbattei nel mondo dei messaggi subliminali e delle illusioni ottiche, un mondo che ancora oggi mi affascina e che sicuramente mi ha consentito di avere un accesso facilitato al più complesso studio dell’alchimia.
Iniziai quindi a creare personali tentativi di ciò che il filosofo statunitense Douglas Hofstadter definì “ambigrammi”, grazie alla sua pubblicazione del 1987, Ambigrammi: un microcosmo ideale per lo studio della creatività.
Gli ambigrammi sono delle speciali composizioni di grafie che, grazie ad un approfondito studio del lettering, consentono di scorgere due o più significati all’interno di una singola parola, grazie ad alcuni stratagemmi, come la rotazione o la riflessione simmetrica.
Il primo esempio di questo complicato studio lo realizzai al mio penultimo anno di Liceo Artistico con la scritta Peace, che una volta ruotata di 180o mostrava il suo opposto War.

Peace-War, ambigramma rotazionale, 2004.

Oltre ad altri 3 ambigrammi, che realizzai nell’anno seguente, decisi di non dedicarmi più a quella pratica, che pareva portarmi in una direzione grafica, dalla quale però volevo fuggire, preferendo lo studio delle discipline pittoriche e plastiche.
Solo negli ultimi mesi, specialmente per via dell’isolamento forzato all’interno della mia abitazione, e complice la mancanza degli strumenti che solitamente uso, poiché rimasti tutti nel mio studio, ho deciso di riprendere in mano la pratica di comporre e scomporre le parole, interrompendo così una pausa durata 15 anni.

Horizon, ambigramma speculare, 2020.

La scelta delle scritte adesso è stata più consapevole, rispetto ai tentativi fatti in passato, poiché più mirata verso temi che quotidianamente tratto nella mia ricerca artistica, come lo studio della fisica e dell’astronomia intrecciate al mondo degli opposti, tipici della pratica alchemica.

Dry-Wet, ambigramma speculare, 2020.

Dove questa ricerca mi porterà ancora non lo so, ma ciò di cui sono certo è la grande libertà con la quale ho deciso di tornare ad una metodologia di studio ossessivo, che ho scoperto essere incredibilmente affascinante nella sua ripetitività, esattamente come la tecnica degli origami in cui tutto è fondamentale: disciplina, esercizio, respirazione, attesa, osservazione e risultato.

Hole, ambigramma rotazionale, sigillo e ceralacca, 2020.
Dusk-Dawn, ambigramma speculare, 2020.
Bless-Time, ambigramma rotazionale, 2020.