Visual Doggerel | 28 posizioni per scrivere: “grazie per l’ospitalità” | Giuseppe De Mattia

"Ho assunto tutte le posizioni che mi sono venute in mente per scrivere la frase di ringraziamento e ho usato una piccola fotocamera con autoscatto per documentare la performance solitaria."
6 Maggio 2020

Qualche anno fa mi venne data ospitalità da una coppia di amici a Roma.
Mi misero l’intero appartamento a disposizione, a Trastevere, a due passi da Porta Portese, uno dei luoghi che amo più della capitale. Ero così contento che, per sdebitarmi, decisi di lasciare una piccola opera. Questo piccolo progetto ha generato uno “strascico” che oggi finisce su ATPdiary grazie a REPLICA.

L’opera donata ai proprietari consisteva in una cartolina su cui scrissi per 28 volte: “grazie per l’ospitalità”. Il numero è stato indicato dalle posizioni che sono riuscito ad assumere per scrivere la frase. Per lasciare questa traccia della mia presenza e della relazione con lo spazio che mi avevano messo a disposizione, ho usato una penna Fisher, progettata assieme alla NASA per la missione Apollo 7 del 1968, che usa inchiostro pressurizzato e permette allo strumento di scrivere in qualsiasi posizione.
Ho assunto tutte le posizioni che mi sono venute in mente per scrivere la frase di ringraziamento e ho usato una piccola fotocamera con autoscatto per documentare la performance solitaria.

Questa breve storia ha generato: un opera esclusiva già donata ai padroni di casa, due consigli per gli acquisti (spacepen.comcorraini.com Ricerca-della comodità in una poltrona scomoda) e un multiplo senza tiratura per voi.


Tradotto dall’inglese Doggerel è una poesia irregolare nel ritmo e nella rima, spesso deliberatamente burlona o comica. In questo periodo difficile, anche un po’ triste, in cui risulta difficile collaborare o frequentarsi, la redazione di ATPdiary insieme a REPLICA – l’archivio italiano del libro d’artista – ha pensato di invitare un gruppo di curatori a pensare un progetto espositivo in un luogo impensabile e in forme impensabili.
Ad ogni curatore abbiamo richiesto di proporre una “mostra editoriale”, un sintetico testo critico sulla scelta dello spazio, delle opere, degli eventuali libri d’artista o pubblicazioni indipendenti che fungano da supporto critico documentativo del progetto.
L’invito che abbiamo proposto è stato quello di impostare un’indagine sullo spazio – reale e virtuale – utilizzando immagini di opere, pagine di libri, luoghi impensabili o immaginati.

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