Vico Magistretti. Architetto milanese | La Triennale di Milano

...l’iconica passerella di Michele De Lucchi ci proietta al cospetto di macro installazioni rosso mattone che ripropongono un tavolo, uno scaffale e una cappa, ovvero gli archetipi dello spazio domestico magistrettiano.
29 Giugno 2021
Vico Magistretti. Architetto milanese | La Triennale di Milano – Exhibition view – Foto: Gianluca Di Ioia – courtesy: Triennale Milano
Vico Magistretti. Architetto milanese | La Triennale di Milano – Exhibition view – Foto: Gianluca Di Ioia – courtesy: Triennale Milano

Testo di di Alessandro Masetti —

La Triennale di Milano ha riaperto le sue porte con Vico Magistretti. Architetto milanese, la mostra a cura di Gabriele Neri in collaborazione con la Fondazione Vico Magistretti. Fino al 12 settembre 2021 il tempio meneghino delle Arti invita a scoprire la poetica di uno dei maestri del Novecento destreggiatosi sul labile confine tra architettura e design grazie alla sua sensibilità pratica.
Come nel viaggio attraverso lo specchio di Lewis Carroll, l’iconica passerella di Michele De Lucchi ci proietta al cospetto di macro installazioni rosso mattone che ripropongono un tavolo, uno scaffale e una cappa, ovvero gli archetipi dello spazio domestico magistrettiano. Disegni, fotografie, arredi, oggetti e documenti d’archivio abitano questo ambiente fuori scala progettato da Lorenzo Bini/BINOCLE, raccontando l’indissolubile legame tra la vita personale e professionale del maestro milanese.
Il Presidente della Triennale, Stefano Boeri, definisce l’esposizione “preziosa e molto empatica col profilo di Vico Magistretti” poiché ha il merito di illustrare l’opera completa di una figura unica che la storiografia dell’architettura italiana non ha apprezzato e valorizzato abbastanza.
Citando proprio l’architetto che nei primi anni 2000 gli disse “il design migliore è come l’ora legale; è come un piccolo gesto che cambia la vita quotidiana” Boeri sottolinea che “la lampada Eclisse o il tavolino Demetrio, sono oggetti che cambiano la vita quotidiana e sono diventati dei classici. Oggetti al di fuori del tempo e impossibili da collocare dentro una dimensione cronologica.”
Secondo Lorenza Baroncelli, direttore artistico della Triennale, la preparazione della mostra è stata l’occasione per conoscere le due dimensioni di Magistretti. La prima è quella intima, emersa dai racconti di famiglia che restituiscono l’immagine di un nonno gentile, un po’ distratto, che disegna cose necessarie per la sua quotidianità: “Se non voglio mettere dentro casa un oggetto che ho disegnato, significa che non è un buon oggetto”. La seconda, invece, è costituita dal forte legame tra architettura e design che si manifesta nei richiami costanti tra ambienti e oggetti, dove la curvatura di un materiale plastico ritorna nelle forme di un appartamento. 
L’iniziativa risponde all’obiettivo della Triennale di celebrare i grandi maestri con un occhio attento alla contemporaneità, puntando su figure emergenti che possono guardare con freschezza il passato, come Gabriele Neri, classe 1982, curatore di questa mostra che avrebbe dovuto aprire nel 2020 per il centenario della nascita di Magistretti. 

Eclisse, Artemide, 1966-67 – Vico Magistretti. Architetto milanese | La Triennale di Milano – Exhibition view – Foto: Gianluca Di Ioia – courtesy: Triennale Milano
In primo piano: Selene, Artemide, undated – Vico Magistretti. Architetto milanese | La Triennale di Milano – Exhibition view – Foto: Gianluca Di Ioia – courtesy: Triennale Milano
Piccy, Fumagalli, 1946 (re-edition Campeggi, 20211) – Vico Magistretti. Architetto milanese | La Triennale di Milano – Exhibition view – Foto: Gianluca Di Ioia – courtesy: Triennale Milano

Il primo obiettivo è mostrare l’opera nella sua totalità. Un Vico architetto milanese al 100%, ma allo stesso tempo internazionale”, non mancano infatti approfondimenti sulle influenze dei Paesi del Nord, il Giappone e l’Inghilterra, testimoniate con documenti speciali come le lettere dei designer Konstantin Grcic e Jasper Morrison, suoi allievi al Royal College of Arts di Londra.
Infine, un omaggio al rosso, “quello delle calze di Vico, una suggestione ironica che acquisisce molti significati nella sua poetica: il rosso delle avanguardie, il rosso del Bauhaus di Mondrian, fino al rosso dei mattoni della vecchia Milano. Modernità e tradizione in un colore che si manifesta nell’allestimento.
Il grande tavolo centrale assume la forma di un frastagliato percorso tematico che racconta e rappresenta la Milano del boom economico dove la poliedricità di Magistretti si manifesta a tutte le scale di progetto. Ai disegni tecnici degli edifici per uffici o delle torri residenziali, come quelle di piazzale Aquileia, seguono i modelli e schizzi per le abitazioni private della borghesia imprenditoriale, fino a scendere nel dettaglio millimetrico del vivere quotidiano con i prototipi per le maniglie delle porte. Il tutto, illuminato e valorizzato dalle essenziali calotte semisferiche delle lampade Sonora (1976), Atollo (1977), Eclisse (1967) e Dalù (1966).
La maxi scaffalatura che incornicia la sala si configura come un elogio alla sedia, un vero e proprio museo dedicato al mobile funzionale per eccellenza, croce e delizia di architetti e designer, che Magistretti modella coraggiosamente in infinite fogge e combinazioni materiche. Non basta una foto d’insieme per cogliere la varietà creativa con la quale il maestro si è sbizzarrito ad affrontare questo tema progettuale sin dagli anni Quaranta, spingendosi spesso anche oltre i limiti tecnologici, come nel caso della sedia in vetroresina Selene (1969) la cui sezione a S delle gambe conferisce contemporaneamente solidità strutturale e leggerezza.
Difficile citare tutti gli interventi architettonici o i progetti di design creati per Artemide, Campeggi, Cassina, De Padova, Flou, Kartell e Oluce, ma tra i pezzi in mostra Boeri si sente di segnalare un disegno del grande Alessandro Mendini che riporta la frase “Il folle (impossibile) desiderio di imitare Magistretti”. Un pensiero che “coglie a pieno il senso profondo di questa mostra, di questo personaggio e di un’intera generazione”.

Vico Magistretti. Architetto milanese 
11 maggio – 12 settembre 2021 
A cura di Gabriele Neri
In collaborazione con Fondazione Vico Magistretti 
Progetto dell’allestimento Lorenzo Bini / BINOCLE 
Direzione artistica Lorenza Baroncelli 
Triennale di Milano

Vico Magistretti. Architetto milanese | La Triennale di Milano – Exhibition view – Foto: Gianluca Di Ioia – courtesy: Triennale Milano
Renato Guttuso, Sedia rossa libri e bicchiere / Red Chair, Books and Glass, 1968 Courtesy Galleria Mazzoleni
Pubblicità del Maralunga / Maralunga advertisement, Cassina, 1997 Courtesy Cassina. Foto: Carlo Orsi
Vico Magistretti, Torre al Parco Sempione, Milano / Tower in Parco Sempione, Milan, 1953-1956 (con / with F. Longoni) Foto: Gabriele Basilico / Archivio Gabriele Basilico
Vico Magistretti e Rosario Messina con il prototipo Nathalie, 1978 Archivio Fotografico Flou
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