Venice Visual Map by Filipa Ramos

Venice Visual Map by Filipa Ramos

Lampi della Biennale – ciò che, disordinatamente, mi rimane in testa persistentemente due settimane dopo.

Diego Perrone ai Giardini. È da 400 anni che nessuno combina in modo cosi azzeccato armonia e grottesco.

Il display dell’Arsenale (in particolare lo spazio curato da Cindy Sherman) e la collezione delle Hidden Mother di Linda Fregni Nagler.

Gli uccellini dietro le radici di Petrit Halilaj.

The Man Who Sold the World al Padiglione Inglese (la musica ancora mi rimane in testa, molto più presente e costante che la memoria visiva della biennale).

La scoperta del Museo Cini.

João Maria Gusmão e Pedro Paiva all’Arsenale – Portugal Rocks!

Pulmo Marina di Aurelien Froment al Pinchuk Art Prize, lo schermo come acquario.

L’istallazione di Ryan Trecartin a Punta della Dogana, in particolare l’audio di Ashley Mines/Total Freedom.

La performance of Mårten Spangberg e Luna durante la Festa della Gottenburg Biennale.

Davanti al ponte dell’Accademia c’era una striscia di cartelloni rosa che annunciavano un concerto, il 2 luglio, di Daft Punk Phoeniz, Air, Justice, Cassius, Kavinsky, Sebastian Tellier e altri. Non ci potevamo credere, l’emozione ha superato quella di qualsiasi altro padiglione! Pensando già di prendere i biglietti per Parigi, abbiamo poi visto che la venue era all’Elysée di Montmartre (bruciato 2 anni fa…). Ancora non si sa di chi è il cartellone. Si pensa di André, aka Monsieur A., lo street artist luso-discendente André Saraiva (Portugal Rocks, again!).

Il confronto Mono-ha / Arte Povera alla Punta della Dogana.

Rudolf Stingel al Palazzo Grassi, e quelli che si fanno fotografare sullo sfondo ottomano-digitale.

(inconsapevole?) Tino Sehgal al Padiglione Rumeno.

Farkas+ZAK+Budak+Blanchot – Il catalogo del Padiglione Estone.

Il daltonismo è una malattia che interessa soltanto gli uomini. Le donne vedono sempre tutti i colori e forse per quello non innescano i drammi catturati in fucsia da Richard Moss nel Padiglione Irlandese.

Il concerto dei Melodians String Orchestra alla Festa del Padiglione Inglese (again).

Filipa Ramos