VENETO * Nathaniel Mellors ‘Ourhouse – The Nest
PIEMONTE * Victor Man ‘Place, Lodgings, Company = (il cavallo torinese)
SARDEGNA * Ulla von Brandenburg ‘Mamuthones/Issohadores
TRENTINO ALTO ADIGE * Tobias Putrih ‘Einzelhof’
BASILICATA * Taiyo Onorato & Nico Krebs ‘ Constuctions I-X
VALLE D’AOSTA Sunah Choi ‘Untitled’
CALABRIA * Roman Ondàk ‘Balancing at the Toe of the Boot’
MARCHE * Markus Schinwald ‘Untitled (mimik) #1 – Santa Casa di Loreto (Ancona)
SICILIA * Kate?ina Šedá ‘Now Way’
LAZIO * Johanna Billing ‘Italy’ – frames dal video ‘I’m gonna live anyway until I die’
PUGLIA * Isabelle Cornaro ‘Of Cinematic’
LOMBARDIA * Ibon Araberri ‘Extinction made a place vital’
FRIULI VENEZIA GIULIA Hugo Markl ‘EKWTNIB
CAMPANIA * Gabriel Kuri ‘Pizzo’
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Anche la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo festeggia i 150 dell’Unità, e lo fa con i punti di vista di 20 artisti internazionali, per lo più giovani e conosciuti. Francesco Bonami, nella mostra Espressione geografica, ha invitato gli artisti a girovagare per le 20 regioni italiane, sorteggiandoli a caso come una vera e propria lotteria. I bon Araberri, in Lombardia, si concentra sulla Valcamonica estrapolando le incisioni ruperstri e analizzandone il significato e l’importanza; Sunah Choi, in Val d’Aosta, osserva le facciate delle case della regione per rifarle in acciaio e con le corde per arrampicarsi; Isabelle Cornaro, in Puglia, replica due parti della Basilica di Santa Croce a Lecce… Per raccontarvi tutti le opere, non basterebbe un post, e vi perderei alla decima riga.
Ho avuto l’opportunità di leggere alcuni tragitti compiuti dagli artisti. Ad esempio, Gabriel Kuri, in Campania, ha passeggiato nei quartieri spagnoli, ha cenato a Port’Alba, ha visitato l’orto botanico, è stato a Posillipo… un salto alla Galleria Lia Rumma, al Vulcano Solfatara, ha cenato con Padraig Timoney… ma anche con Cezary Bodzianowski e Gintaras Didžiapetris alla Fondazione Morra Greco. Che lo ha colpito di questa regione? Le felci all’Orto Botanico e la ‘smorfia': la tradizionale pratica di legare ogni singolo evento della vita a un numero da poter poi giocare.
Nel visitare questa sorta di Mini Italia, tante le sorprese: come l’opera di Markus Schinwald ‘Untitled (mimik) #1: il calco di un gradino della Santa Casa di Loreto (Ancona). In effetti, per quanti abbiano avuto l’occasione di vedere questa grande lastra di marmo nella chiesa, modellata per secoli dai pellegrini, non c’e da stupirsi che l’abbia presa come simbolo del legame storico esistente tra religione cattolica e il paesaggio italiano. Opera toccante.
Mi è piaciuto molto il breve video di Gintaras Didžiapetris (Toscana) ‘A Byzantine Place': un viaggio per frammenti tra Firenze e Livorno. Scene quotidiane, quasi insignificanti – una fontana con degli angeli dalla cui bocca spilla dell’acqua, una restauratrice che lavora di notte, un uomo che scarica un camion, delle macchine che corrono in centro – per raccontare in modo ‘crepuscolare’ brevi storie quotidiani ammantate da una sorta di realismo magico. Così come ho apprezzato il video di
Nathaniel Mellors ‘Ourhouse – The Nest, girato nel parco del Museo Nazionale di Villa Pisani a Strà (Venezia). Toni onirici e surreali per raccontare le vicende di un divertente giardiniere, Bobby Jobby, alle prese con la sensuale e accattivante Baby doll.
Non tutte le opere, a mio avviso, sintetizzavano o, sublimavano, il territorio. Un opera su tutte, quella di Andro Wekua che, mandato in Emilia Romagna, ha prodotto un’opera che avrebbe potuto, formalmente, associare a ben altre esperienze.
Nel complesso la mostra mi è piaciuta: ricca, interessante e a volte anche profonda nel testimoniare che l’Italia – del valzer, del caffè. L’Italia derubata e colpita al cuore, l’Italia che non muore. L’ l’Italia presa a tradimento, l’Italia assassinata dai giornali e dal cemento. L’Italia che lavora, che si innamora e che resiste ecc. (Francesco De Gregori, W l’Italia) – è un territorio fantastico, paradossale, meraviglioso e rovinoso, carnevalesco e santo, operoso e grossolano. Penso all’esilarante e veritriero video di Ruti Sela & Maayan Amir ‘Commune Sense’, che documenta il viaggio in Umbria delle due artiste, alla ricerca dei sindaci di varie cittadine.

E’ stato buffo all’opening sentire Patrizia Sandretto che, vista la quantità di artisti presenti, li individuava con il nome delle regioni. “Ti presento il Lazio e la Liguria…”. Io ero seduta tra la Lombardia e la Sicilia. Davanti avevo la Valle d’Aosta.

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Susanh Choi, Alberto Visconti, Gregor Podnar, Tobias Putrih e Francesca Pennone, Kate?ina Šedá e Franco Soffiantino
Edoardo Bonaspetti, Andrea Viliani e Paola Clerico, Alessandro Castiglioni, Hilda Ricardone e Carlotta Pezzolo, Paolo Palmieri