Thomas Struth Sorghum, Danforth Plant Science Center, St Louis 2017 Inkjet print, 159,8 x 221,6 cm © Thomas Struth

Thomas Struth Sorghum, Danforth Plant Science Center, St Louis 2017 Inkjet print, 159,8 x 221,6 cm © Thomas Struth

Thomas Struth definisce se stesso un costruttore di immagini. L’obiettivo della sua macchina fotografica non propone scatti fugaci della realtà, ma come un bisturi chirurgico, seziona in modo preciso una porzione del contemporaneo per analizzarlo nel minimo dettaglio. La sua indagine, che si rivolge all’uomo e all’ambiente che lo circonda, ha avuto inizio con la serie dedicata alla strada, con fotografie in bianco e nero che raffigurano l’opera dell’uomo senza la benché sua minima traccia, per poi indagare l’ambito famigliare con i Family Portraits, l’individuo e il rapporto con l’arte e la cultura con le Museum Photographs, fino alla natura con la serie Paradise. Gli altri due temi che ricorrono nella sua produzione sono la scienza e la tecnologia, studiati attraverso indagini condotte in siti industriali e laboratori di ricerca scientifica. Ed è proprio a questo aspetto del lavoro di Struth che Fondazione MAST rivolge la propria attenzione con la mostra Nature & Politics, a cura di Urs Stahel.

Questa attenzione alla tecnologia si è palesata nel 2007 quando sono andato a Cape Canaveral e ho visto le strutture della NASA. In quello stesso periodo sono stato poi invitato da una galleria in Corea del Sud per una indagine del territorio, in cui ho fotografato le città, il paesaggio e i grandi cantieri navali. In quegli anni c’è stato anche un importante incontro a Copenhagen sull’ambiente, un’opportunità purtroppo perduta che non ha generato nessun accordo concreto per intervenire sul pianeta. Decisi così di diventare uno strumento attraverso cui far vedere al pubblico l’altra faccia della tecnologia, quella accessibile a pochi, e mettere in discussione lo sviluppo tecnologico come unica fonte di salvezza per l’umanità”, commenta Struth davanti a Tokamak Asdex Upgrade Interior 1 (2010), che ritrae l’omonimo ideatore della società tedesca Max Planck Society. L’artista lo definisce una sorta di Santo Graal dei nostri giorni, quasi una Sinfonia di Beethoven che si pone come un’icona del nostro tempo.

Thomas Struth, Spettrometro a incidenza radente / Grazing Incidence Spectrometer, Max Planck IPP, Garching, 2010 C-print, 115,1 x 144,0 cm © Thomas Struth

Thomas Struth, Spettrometro a incidenza radente / Grazing Incidence Spectrometer, Max Planck IPP, Garching, 2010 C-print, 115,1 x 144,0 cm © Thomas Struth

Thomas Struth, Cappa chimica, Università di Edimburgo / Chemistry Fume Cabinet, The University of Edinburgh, 2010 C-print, 120,5 x 166,0 cm © Thomas Struth

Thomas Struth, Cappa chimica, Università di Edimburgo / Chemistry Fume Cabinet, The University of Edinburgh, 2010 C-print, 120,5 x 166,0 cm © Thomas Struth

Ho cercato di vedere come questo tipo di costruzioni potessero essere viste nella prospettiva umana e il modo in cui generano una sorta di ammirazione per il potenziale evolutivo che promettono. Da qui parte la narrazione umana dal punto di vista della tecnologia e della scienza odierne” aggiunge Struth. Le fotografie in mostra stupiscono non solo per le grandi dimensioni, che si stagliano sulle pareti del MAST come pale d’altare che esibiscono le conquiste scientifiche dell’uomo, ma anche per l’incredibile nitidezza che lascia intravedere la grana del cemento e le scalfitture delle strutture in acciaio, come è possibile osservare nell’opera Piattaforma semisommergibile, Cantieri navali DSME (2007). Come sottolinea il curatore Urs Stahel “i lavori di Struth hanno una dimensione pittorica e anche l’uso del grande formato è fondamentale. Lui non fotografa qualcosa e basta, ma vuole che si presti attenzione alla dimensione di insieme. Nel nostro uso contemporaneo delle immagini noi usiamo lo zoom dei nostri cellulari e ci focalizziamo su una porzione di mondo. Qui, invece, abbiamo davanti una immagine che è una mappa della realtà e del visivo”.

Nature & Politics presenta un’ecosistema di macchine, una giungla fatta di cavi aggrovigliati, bulloni, bottoni, valvole, tubi e braccia meccaniche. Mostra la potenza della mente dell’uomo nel riuscire a costruire macchine che influiscono sulla nostra vita tentando di agevolarla in modalità diverse e allo stesso tempo luoghi inaccessibili e sconosciuti ai più. Thomas Struth gioca inoltre sulla presenza/assenza dell’uomo all’interno delle sue fotografie: le strumentazioni e i luoghi ritratti sono creati dall’uomo ma è proprio la presenza di quest’ultimo che viene a mancare. “Queste immagini sono quasi come dei ritratti di famiglia, hanno un aspetto quasi comico, suggerisce Stahel, non ci sono esseri umani ma allo stesso tempo l’ambiente ne è pieno perché sono oggetti creati da qualcuno e ognuno ha un suo ruolo”. Le uniche fotografie che ritraggono figure umane sono quelle scattate all’ospedale Charitè di Berlino durante alcuni interventi chirurgici portati avanti dal Da Vinci, un sistema robotico in grado di effettuare in autonomia operazioni sui pazienti. Questi individui, tuttavia, assomigliano più a cyborg che a uomini: le braccia meccaniche del Da Vinci avvolgono il corpo del paziente dando quasi vita ad un unico organismo umanoide che ha completato la sua fusione con lo strumento meccanico.

Thomas Struth, GRACE-Follow-On, veduta dal basso / GRACE-Follow-On Bottom View, IABG, Ottobrunn, 2017 Inkjet print, 139,7 x 219,4 cm © Thomas Struth

Thomas Struth, Golems Playground, Georgia Tech, Atlanta, 2013 C-print, 235,1 x 328,0 cm © Thomas Struth

Thomas Struth, Golems Playground, Georgia Tech, Atlanta, 2013 C-print, 235,1 x 328,0 cm © Thomas Struth

Thomas Struth, inoltre, priva le sue immagini delle consuete didascalie costringendo l’osservatore a guardare attentamente l’opera e a lasciarsi attrarre dagli elementi presenti sulla scena. Ogni dettaglio ricopre un ruolo fondamentale poiché la loro disposizione ha il potere di dirigere lo sguardo da una parte all’altra delle immagini, influenzandone la lettura. “Quando sono in un museo preferisco passeggiare e lasciarmi catturare dalle opere senza seguire un ordine imposto e voglio che questo approccio venga seguito di fronte alle mie foto. Chi le osserva deve lasciarsi guidare da ciò che lo incuriosisce”.

Nature & Politics raccoglie opere dalla duplice valenza, che risiede negli stessi soggetti immortalati dall’obiettivo di Thomas Struth. Essi sono definiti dalla loro funzione oggettiva, relativa allo scopo per cui sono stati creati, e dal valore simbolico conferito dall’uomo, in un’epoca che vede nell’innovazione tecnologica e nelle più ardite sperimentazioni la risposta a qualsiasi dilemma. Struth spinge così l’osservatore a porsi interrogativi e a mettere in discussione l’ecosistema in cui viviamo, insieme ai meccanismi e le politiche che lo governano.

Thomas Struth, Albero bronchiale con struttura di supporto / Bronchial Tree with Support Structure, MMM, Wildau 2016 Inkjet print, 77,9 x 114,9 cm © Thomas Struth

Thomas Struth, Albero bronchiale con struttura di supporto / Bronchial Tree with Support Structure, MMM, Wildau 2016 Inkjet print, 77,9 x 114,9 cm © Thomas Struth

Thomas Struth, Modello in dimensioni reali / Full-scale Mock-up 2, JSC, Houston, 2017 Inkjet print, 208,1 x 148,6 cm © Thomas Struth

Thomas Struth, Modello in dimensioni reali / Full-scale Mock-up 2, JSC, Houston, 2017 Inkjet print, 208,1 x 148,6 cm © Thomas Struth