The color of the season – Stefania Galegati Shines.

L’utilizzo di tecniche espressive differenti, guardando al mondo nella sua complessità, consente un processo di conoscenza della realtà.

Con queste linee di riferimento, mediante un lavoro denso di riferimenti sensoriali e tematici che sondano l’umanità, Stefania Galegati Shines, espone, fino al 26 Giugno 2011, alla Gam di Palermo con The Color of the Season: pittura, fotografia, video, filmati, rivelano intenti documentaristici ed artistici, con un’ attenzione al reale, priva di pregiudizi o schemi precostituiti.
Dalla serie intitolata Bonjour Tristesse deriva l’immagine guizzante tra la schiuma salata del mare di un bambino africano, con un sorriso aperto al mondo, un’icona che unifica quella capacità di vedere, suggerita dall’artista, innervata ad un sentire empatico con il mondo, superando i limiti imposti dalle lotte sociali e dalle logiche del potere.
Il percorso artistico si presenta nella prima sala come un’antica quadreria: si accostano opere differenti per la tematica affrontata e le tecniche utilizzate, variazioni di contenuto ed immaginazione, come le creazioni elaborate con il progetto dei fantasmi, le quattro foto dei nani ritagliati nei mobili, il video dei bulldozer che combattono, la serie dei banditi, la serie dei bunker, rappresentazioni di rifugi di guerra ormai in disuso e il video Humans.
Nella seconda sala con la nuova serie dei Pirates, ispirati a individui della pirateria somala, l’artista opera sottili interventi di dislocazione, fissando, in una dimensione estetica, le contraddizioni che emergono quando si rinnega il bisogno umano di convivenza e relazione.
Dalle estetiche visioni di guerra, rese in maniera edulcorata, come cartoline di un passato che ha perso i tratti di maggiore durezza, si passa ai colori e alla vivacità del vivere quotidiano, alle vicende che accomunano e rendono vicini gli esseri viventi, come in The color of the season, Dolce e Cababba, (2009 2010 slide show e musica ), un collage di frammenti di persone e cose accomunate dal denominatore comune del colore viola, fino a rompere ogni legame con le logiche delle tristi vicende della storia umana, attraverso il filmato Passeggiata in Paradiso: un’esaltazione dell’esperienza amorosa di un uomo e di una donna, ormai anziani, che rivivono il tempo della memoria delle lotte partigiane e rinnovano in un impeto di dolce trasporto la loro passione amorosa.
Nell’ultima sala si eleva il ritratto di Giuseppe Garibaldi posizionato su un’Apecar Piaggio:. L’opera di Pietro Volpes è stata prestata dalla Galleria d’Arte Moderna di Palermo, avvicinando la storia alla quotidianità, con contrasti e possibili riflessioni lasciate al fruitore, senza alcuna forma di coercitivo condizionamento.
Al momento dell’inaugurazione, due macchine, contraffatte con imponenti sistemi stereofonici, erano poste nell’atrio interno del convento di Sant’Anna che ospita la Galleria D’Arte Moderna.
Le macchine con gli sportelli aperti lanciavano musica ad alto volume, senza ricorrere a brani musicali elitari, seguendo le hit del momento, un richiamo alla cultura della strada, al trash ed al pop, alla vita che scorre nelle vie di Palermo, che insieme alle sensazioni create dalle opere esposte, stimolano un certo sguardo verso la bellezza e la verità nelle semplici emozioni.
La mostra riassume il percorso creativo dell’artista che come un moderno demiurgo ricrea un’ immagine del mondo, raccontando un’ umanità non inquadrabile in segmenti statici di pensiero, ma descrivendo un essere umano che scopre con i sensi la vita, non rimanendo succube dei reticoli della mente.

Giuseppe Giovanni Blando