• Zak Kitnick, Flag, 2017, courtesy the artist
  • Ethan Cook, De Beauvoir Crescent, 2015, installation view
  • Cory Arcangel for Arcangel Surfware, Arcangel surfware SSWF 2014 Ready-To-Wear Lookbook, 2013-2014, ph Tim Barber
  • Erik Saglia, Ruota della fortuna, 2017, Ø 120 cm, courtesy the artist
  • Marco Basta, Cosmic Anguria, 2017, courtesy the artist
  • Simone Berti, Untitled, mixed media on lycra, variable dimension - view
  • Stefano Arienti, Mario Airò, nuovo Altare, 2010, San Giacomo Maggiore, Sedrina
  • Adrian Paci, cimitero comunale di Romano di Lombardia
  • Stefano Arienti, Andrea Mastrovito, ferrariofrères, 2014 Chiesa Papa Giovanni XXIII, Bergamo

Giunto alla sua settimana edizione, The Blank Contemporary ArtDate, reinventa il proprio formato, scompaginando le nostre aspettative. L’evento annuale organizzato da The Blank, si estende per tre giornate dedicate all’arte e alla cultura, dove si susseguono una molteplicità di eventi collaterali, come apertura di dimore storiche e collezioni private, performance, studio visit e talk. Il tema – difficile e complesso – scelto per questa edizione è il Sacro: una riflessione su rituali, gesti e ritmi capaci di unire le persone in uno spirito comune.  Prendendo come riferimento le antiche sagre – dal latino sacrum –, che erano innanzitutto dei momenti di comunione tra uomini e sacro, The Blank ArtDate ha invitato numerosi artisti ad interpretare questo tema attraverso la loro pratica contemporanea.
The Blank ArtDate presenta per la prima volta il progetto Sagra dell’Arte. Grazie alla collaborazione con il comitato organizzatore dell’annuale Festa di S. Antonio, una delle più popolari della città di Bergamo, l’oratorio di Longuelo diventa per tre serate la sede di una vera e propria Sagra artistica, dove gli elementi contraddistintivi di questo genere di contesto, come il cibo, la musica, il ballo, i giochi tradizionali e i complementi d’arredo, sono ideati dagli artisti invitati. Il risultato, dicevamo, sarà decisamente imprevedibile.
Dall’approfondimento di alcuni temi come il significato degli ex voto, alla proiezione inedita di film, ma anche concerti di musica indie, visite guidate a luoghi storici della città (la Basilica di Santa Maria Maggiore per scoprire le tarsie di Lorenzo Lotto), incontri con artisti come Jonathan Monk, Stefano Arienti e Mario Airò ecc.
La carrellata continua con Cory Arcangel che ha realizzato le magliette dello staff di servizio, ideando per i volontari della sagra una grafica inedita; Ryan Gander, attingendo dal suo libro Artist’s Cocktails, che raccoglie le ricette delle bevande preferite di alcuni fra i più importanti artisti del mondo, ha selezionato i cocktail che sabato sera saranno proposti al pubblico; Erik Saglia si è occupato della creazione della “ruota della fortuna”; Marco Basta, Riccardo Beretta e Andrea Mastrovito hanno ideato la grafica delle tovagliette; Simone Berti organizza un inconsueto “torneo di freccette” ecc.

Per scoprire il programma del festival 

Marinella Senatore, The School of Narrative Dance. Venice Parade, Public Parade, 2015, Fine Art Print on Hahnemühle paper, framed

Marinella Senatore, The School of Narrative Dance. Venice Parade, Public Parade, 2015, Fine Art Print on Hahnemühle paper, framed

Abbiamo posto alcune domande a Stefano Raimondi, il direttore di The Blank —

ATP: Tempo fa ho sentito l’organizzatore della sagra tradizionale di Bergamo, il Sig. Enzo Pagnoni. Fin dalle prime battute si intuiva che la proposta di collaborare con voi gli sembrava una cosa strana, anzi ha utilizzato la parola “anomala”. Ti volevo chiedere come avete convinto gli organizzatori della Sagra di Bergamo ad ospitare il vostro progetto.

Stefano Raimondi: Anomalia è una bellissima parola, in effetti rispecchia perfettamente il carattere irregolare e di quanto di più lontano ci sia da un modello generale che questa Sagra incarna. La cosa curiosa è che questa anomalia è stata bifronte, valida sia per gli organizzatori della sagra tradizionale che per gli artisti che abbiamo coinvolto.
Per cui posso dire che la parte più interessante è stata spiegare agli uni e agli altri cosa si volesse e potesse fare, con la netta sensazione, in alcuni frangenti, che ci stessero prendendo per pazzi. Ma, cosa più importante, avvertendo sempre un grande spirito di curiosità, elasticità e avvicinamento da parte di tutti gli attori coinvolti, sapendo che “Sagra” e “Arte” non sono un ossimoro ma sono profondamente conciliabili.

ATP:  Nei racconti del sig. Pagnoni, emergevano alcune caratteristiche tipiche della sagra bergamasca: una cura particolare per la proposta culinaria, ad esempio. Sempre in merito alla relazione tra il festival e la sagra cittadina: ci sono dei punti in comune tra le due manifestazioni? 

SR: L’idea che questa unione fosse possibile nasce dagli studi e approfondimenti sul rituale inteso sia come atto performativo che come atto distintivo – emotivo e evolutivo oltre che sociale, politico o religioso –  di una comunità. La ricchezza semantica del rituale si sprigiona tanto immensamente nelle pratiche artistiche contemporanee quanto, per esempio, nelle danze sciamaniche. Cosa c’è allora di più avvincente che unire la visione di due cose che sono già unite, ma che nel tempo lo strabismo ci ha fatto credere distanti?
Sorrido sempre quando sento dire – e credo che chiunque stia leggendo lo abbia sentito o lo abbia detto almeno una volta – che: “bisogna avvicinare la gente all’arte contemporanea”.  Io, per certi aspetti, vorrei sapere chi è riuscito a fare l’opposto, con quanta fatica e a quali conseguenze!

 ATP: Il tema del festival è SACRO/SAGRA. Mi introduci come affronterete il tema del “sacro” con i progetti di arte contemporanea?

SR: Quello che emerge dal programma è che il “sacro” è un termine così ricco di significati che può emergere solo nella diversità delle sue sfumature: trovo per esempio molto affascinante l’idea del Sacro legata alla proiezione sonorizzata dal vivo di Frankestein, moderno Prometeo, così come le mostre alla GAMeC sull’opera moltiplicata e sull’Aura di Warhol e quella sulla percezione del blu come colore sacro e alieno di Pamela Rosenkranz o, ancora, l’idea del sacro nelle fotografie di Giacomelli al monastero di Astino, nei meravigliosi Ex-voto del Museo Bernareggi, nelle chiese e nei cimiteri attraverso le opere di grandi artisti contemporanei.

ATP: Nelle tre giornate del festival avete programmato una quarantina di eventi.
Quali sono i più salienti?

SR: Abbiamo cercato di rendere il programma, all’interno del tema trattato, il più eterogeneo possibile, per cui è difficile stilare una classifica che non sia di puro gusto personale. Ma se ti dovessi dire gli eventi che attirano maggiormente attenzione tra i numerosi membri dell’associazione finirei per elencarli più o meno tutti. Penso che ognuno possa farsi un percorso personalizzato guardando il programma oppure leggendosi questa lista di artisti…
Mario Airò, Valerio Ambiveri, Cory Arcangel, Stefano Arienti, Kader Attia, Andrea Baleri, Riccardo Baruzzi, Marco Basta, Riccardo Beretta, Simone Berti, Dorothy Bhawl, Ludovico Bomben, Sergio Breviario, Matteo Callegari, Giulia Cenci, Collettivo Opsi, Davide Conventi, Ethan Cook, Alvin Curran, Gabriele De Santis, Eva Hide, Ferrario Frerès, Ryan Gander, Gelitin, Mario Giacomelli, Rochelle Goldberg, Dario Guerini, Zak Kitnick, Klaus Rinke, Claudia Losi, Edoardo Manzoni, Andrea Mastrovito, Samuele Menin, Jonathan Monk, Renzo Nucara, Gaetano Orazio, Francesco Pedrini, Edoardo Piermattei, David Reimondo Rezzamastrella, Alessandro Roma, Pamela Rosenkranz, Roger Rota, Erik Saglia, Sabina Sala, Marinella Senatore, Priscilla Tea, Cosimo Terlizzi, Bill Viola, Carla Volpati, Andy Warhol.

ATP:  Avete previsto delle aperture straordinarie di luoghi simbolo della città. Quali in particolare?

SR: Il Monastero di Astino ospita la mostra di Mario Giacomelli “Terre scritte”: è in programma la visita guidata notturna fatta da uno dei curatori, Corrado Benigni.
Contemporary Locus apre l’Ex Diurno, chiuso dal 1978, ospitando l’intervento di Kader Attia e Alvin Curran. Importante anche la visita guidata di Mauro Zanchi al coro della Basilica di Santa Maria Maggiore e l’apertura di Porta S. Alessandro con la proiezione di Frankenstein, a cura di Bergamo Film Meeting.

ATP: Tra tutti, scegli un momento che reputi imperdibile.

La partita di calcio-performance di Gabriele De Santis!

Durante il primo tempo i giocatori devono indossare o tenere in mano un’opera d’arte.
Le iscrizioni sono aperte: booking@theblank.it

Kader Attia, Réfléchir la Mémoire – Reflecting Memory, 2016, video HD, 48’, courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, ph Vanni Bassetti

Kader Attia, Réfléchir la Mémoire – Reflecting Memory, 2016, video HD, 48’, courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, ph Vanni Bassetti

Jonathan Monk, The World in Jeans and T shirts, 2008 2009, Clothing collage, 116.5 x 202.5 cm, Courtesy the artists and Galleri Nicolai Wallner, Copenhagen copia

Jonathan Monk, The World in Jeans and T shirts, 2008 2009, Clothing collage, 116.5 x 202.5 cm, Courtesy the artists and Galleri Nicolai Wallner, Copenhagen copia