Ed Atkins,   Ribbons (Nastri),   2014 video HD a tre canali 4:3 in 16:9,   sonoro surround a tre canali 4.1,   13’19’’ Collezione Marco Rossi,   Torino Courtesy l’artista e Isabella Bortolozzi Galerie,   Berlino

Ed Atkins, Ribbons (Nastri), 2014 video HD a tre canali 4:3 in 16:9, sonoro surround a tre canali 4.1, 13’19’’ Collezione Marco Rossi, Torino Courtesy l’artista e Isabella Bortolozzi Galerie, Berlino

Ed Atkins
a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Irene Calderoni
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino

Ed Atkins
a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marianna Vecellio
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
27 settembre 2016 – 29 gennaio 2017

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea inaugura la personale dell’artista inglese Ed Atkins (Oxford, 1982) in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. La mostra si sviluppa al terzo piano del Castello di Rivoli e alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
Al Castello di Rivoli sono presentate le opere Even Pricks, 2013, Warm, Warm, Warm Spring Mouths, 2013, Ribbons, 2014, Hisser, 2015 e Happy Birthday!!!, 2014, oltre a nuovi interventi dell’artista. Alla Fondazione Sandretto è presentata l’opera Safe Conduct, 2016, con nuovi elementi scultorei a parete.
Tra i giovani artisti più attivi nel campo dell’esplorazione della soggettività nell’era digitale, Atkins realizza video-installazioni, performance, oggetti in materiali vari ed è autore di testi. I suoi lavori esplorano la vita di chi è abituato a passare molto tempo “online” davanti ai computer. Esprimono le emozioni di chi si sente sospeso tra realtà e finzione. Le opere di Atkins, attraverso una tecnica “povera” di do-it-yourself al proprio laptop, tecniche digitali sempre aggiornate di produzione e montaggio, e l’uso del video in alta definizione, restituiscono l’angoscia e l’autismo del presente allo scopo di ricostruire una dimensione vivibile nelle pieghe del reale, tra corporeità e virtualità.
La retrospettiva, allestita in cinque sale al terzo piano del Castello, si sviluppa come un allestimento olistico mediante una disposizione innovativa di opere che coniugano in un indistinto narrativo immagini, spazio, suono, linguaggio e colore e fanno vivere al visitatore un’esperienza immersiva, ipnotica e iperreale.
La mostra intende soffermarsi sulla combinazione tra fisicità e assenza che trova riscontro nella dimensione fantasmagorica del luogo espositivo: un antico castello “sotto incantesimo”, forse abitato da fantasmi, espressione di un’intangibilità materiale che l’artista sembra riscontrare nella realtà prodotta dall’alta definizione e dalla cultura digitale.
Afferma Carolyn Christov-Bakargiev: “L’originalità della rassegna sta nell’allestimento voluto dall’artista, che si sofferma sulle caratteristiche emozionali, storiche e architettoniche dello spazio in cui la mostra si sviluppa. Se l’edificio è un corpo, il cervello è all’ultimo piano, nel sottotetto, dove Ed Atkins vuole stare, il centro neurologico del pensiero e degli affetti dell’edificio-corpo. Le ampie sale, con i loro soffitti di travi in legno a vista e la colonna centrale del camino ascendente in mattoni rossi – un tempo adibite a caserma – restituiscono un luogo metaforico, ancestrale, in cui presenza e assenza rimandano alla sensazione di una casa “stregata” tra antico e contemporaneo”.
L’architettura contemporanea della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ospita invece l’opera più recente dell’artista, Safe Conduct, 2016, un’installazione video a tre canali le cui immagini riprendono i filmati degli aeroporti che illustrano ai viaggiatori le procedure da seguire per passare i controlli di sicurezza. Oltre all’installazione video, Atkins presenterà una serie di nuovi lavori grafici collegati all’opera Safe Conduct. Alla Fondazione Sandretto, aggiunge Christov-Bakargiev, “il protagonista dà corpo allo stato d’ansia che caratterizza la nostra epoca di paure e vulnerabilità e al contempo di eccessi di controlli negli spazi pubblici che, sebbene abbiano la finalità di garantire la nostra sicurezza, finiscono con il ledere la nostra privacy. Il confine sempre più labile tra ciò che sembra reale e ciò che lo è davvero è uno dei temi trattati dall’artista, nonché un tratto distintivo della società digitale, in cui tutto è mediato”.

Ed Atkins,   Safe Conduct,    2016 Three channel HD film with 5.1 surround sound 9 minutes 4 seconds - Courtesy the artist and Cabinet,   London

Ed Atkins, Safe Conduct, 2016 Three channel HD film with 5.1 surround sound 9 minutes 4 seconds – Courtesy the artist and Cabinet, London

Anne Imhof
Kunsthalle Basel
10.06.2016 – 21.08.2016

Anne Imhof (b. 1978), recent winner of the Preis der Nationalgalerie 2015 for young artists, presents an audacious new commission that combines her interests in performance, painting, and installation with a live element that will extend over the duration of the exhibition. Here, Imhof presents the first act of an “opera” of sorts composed by the artist in several acts and constructed through a choreography of cryptic gestures, an abstract musical composition, and sculptural elements. The opera’s various characters—which ephemerally appear, occasionally coincide, and leave traces of their presence in the exhibition—are played by amateur and formally trained performers. Each has a name, as in the Lover, the Diver, the Spitter, or the Prophet (played by a live falcon). Together they continuously form and un-form what could be called the “images” that make up the piece and give sense to the enigmatic sculptural scenography that forms their backdrop. The whole expands on Imhof’s signature vocabulary and materials, from her exploration of task-like movements and acceleration to her frequent use of dripping liquids and branded comestibles, like Pepsi. In the process, Angst, true to the artist’s larger practice, troubles the boundaries of the body, time, and the fleeting images created between them. With Franziska Aigner, Billy Bultheel, Ekaterina Cheraneva, Frances Chiaverini, Emma Daniel, Eliza Douglas, David Imhof, Josh Johnson, Mickey Mahar, Enad Marouf, Lea Welsch.

The opera that forms the basis of Anne Imhof’s Angst is co-produced by Kunsthalle Basel and the Nationalgalerie – Staatliche Museen zu Berlin supported by the Freunde der Nationalgalerie with the collaboration of La Biennale de Montréal. The exhibition benefits from the generous support of Martin Hatebur, the Rudolf Augstein Stiftung, the Isaac Dreyfus-Bernheim Stiftung, and ValeriaNapoleoneXX.

Act I: spread over five hours,   epic pinnacle of Anne Imhof's exhibition "Angst" • Kunsthalle Basel - Kunsthalle,   Basel

Act I: spread over five hours, epic pinnacle of Anne Imhof’s exhibition “Angst” • Kunsthalle Basel – Kunsthalle, Basel

Anne Imhof,   Angst,   Kunsthalle Basel,   2016. Photo Dominik Asche

Anne Imhof, Angst, Kunsthalle Basel, 2016. Photo Dominik Asche

Anne Imhof,   Angst,   Kunsthalle Basel,   2016.

Anne Imhof, Angst, Kunsthalle Basel, 2016.