• Danilo Correale, Tales of Exhaustion cur. by Matteo Lucchetti, Ballad singer Jennifer Reid performing , La Loge Brussels, BE
  • Tales Of Exhaustion, by Danilo Correale, curated by Matteo Lucchetti, exhibition view, La Loge 2016 - Photo Lola Owsky
  • Tales Of Exhaustion, by Danilo Correale, curated by Matteo Lucchetti, exhibition view, La Loge 2016 - Photo Lola Owsky
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  • Danilo Correale, Tales of Exhaustion cur. by Matteo Lucchetti, Performance Sorrynotsorry, La Loge Brussels, BE

Testo di Giulia Morucchio

La mostra raccoglie una serie di opere prodotte da Danilo Correale tra il 2012 e il 2105 che si focalizzano su come l’estensione degli aspetti produttivi nella società neoliberista abbia invaso e conquistato tutti i campi della vita contemporanea, fino a rendere indistinguibili i confini fra lavoro, tempo libero e riposo, e a trasformare anche i momenti di svago e sonno in fasi potenzialmente produttive.

Traendo spunto da recenti scandali finanziari, episodi di sorveglianza di dati personali e altre iniquità degli Stati nei confronti dei propri cittadini, l’artista mette in luce i meccanismi di potere e di controllo che alienano l’individuo, i rapporti sociali e, in generale, la vita moderna. Alcune delle opere in mostra parlano del tempo del lavoro, analizzando episodi dell’ambito bancario e finanziario: in The visible hand. The future in their hands (2012/2013), la personalità di alcuni dei responsabili della crisi economica del 2008 è dichiarata attraverso la lettura del palmo della loro mano, mentre in The warp and the weft (2013), i motivi tartan con cui l’artista ha fatto realizzare (in questa nuova rielaborazione dell’opera già vista presso PeepHole nel 2013) 5 paia di guanti, riprendono i colori dei loghi delle istituzioni finanziarie più potenti al mondo, riportando in maniera scientifica i dati relativi al loro asset finanziario nei rispettivi mercati.

Altri lavori ancora mostrano come i dispositivi di telecomunicazione abbiano trasformato in maniera radicale il nostro tempo libero, monitorando costantemente le preferenze e gli spostamenti di ognuno di noi. La serie di diapositive intitolata Mr Bojangles may also enjoy… (anche in questo caso una rilettura dell’omonima opera presentata presso la galleria Raucci Santamaria nel 2015) mostra come l’algoritmo interno di un eCommerce ci trasformi in “consumatori prevedibili”, suggerendoci acquisti coerenti all’ultima spesa effettuata. Fivehundredfortyeight è una carta da parati tutt’altro che rilassante: riporta dati e statistiche di consumi della società capitalistica, la stessa che crea personalità deviate come cleptomani, scommettitori (13th Step) o assuefatti giocatori di gratta e vinci (The surface of my eye is deeper than the ocean). Questo corpo di opere, installate nel piano interrato de La Loge, dialogano – spiega l’artista – con il concetto di “fatigue” attraverso un dispositivo visuale ipertrofico, per cui la concretizzazione dei dati in forma quasi scultorea illustra come nella nostra “data driven society” le astrazioni numeriche divengano dei significanti autonomi, capaci di normalizzare processi di soggettivizzazione costruendo delle gabbie semiotiche dal quale è sempre più difficile liberarsi.

Ulteriore campo di indagine nella ricerca dell’artista è quello del sonno, ultimo territorio, in ordine di tempo, ad aver subito la pressione del potere capitalista. Nel video No more sleep no more Correale raccoglie le interviste a diversi esperti del sonno. Le loro voci fuoricampo spiegano come la nostra società sia indirizzata verso uno scenario inquietante fatto di una produttività continua, destinata a colonizzare anche i nostri sogni, e di come forse proprio il sonno sia l’unico vero momento di resistenza a questa iper-produttività. Sullo schermo si sussegue una progressione di fluidi colorati interpretabili, forse, come un’allegoria della fase del sonno e dell’intensa attività cerebrale che ha luogo anche mentre riposiamo. Per meglio godere della proiezione è possibile distendersi su uno dei 4 letti (ispirati dall’opera Boosted del 2014), fatti installare nella sala dall’artista. Ma anche qui c’è un monito: l’oggetto per eccellenza dedicato al riposo è ricoperto da lenzuola coloratissime, le cui texture richiamano i brand di famose bevande energetiche, a ricordarci che lo stile di vita 24/7 imposto dal capitalismo ritrae l’iperattività come una caratteristica positiva che può aiutarci a rispondere agli impulsi sempre maggiori che ci circondano, mentre, al contrario, il riposo e le quiete sono demonizzati come spreco di tempo potenzialmente operativo e commerciabile.

Tales of exhaustion rappresenta il primo survey exhibition sull’opera di Correale, in cui molti dei lavori prodotti negli ultimi anni, sono stati rivisitati in chiave sia formale che performativa proponendone una nuova lettura.
Lo stesso vernissage della mostra, una maratona di appuntamenti che si son svolti dal 3 al 5 marzo, è stato pensato per esaurire gli argomenti trattati e, metaforicamente, logorare le energie del pubblico. Il filosofo Alexei Penzin ha tenuto una conferenza in cui ha raccontato come il sonno sia costantemente minacciato dai “mostri” della vigilanza e dell’insonnia che abitano lo spazio del capitale e del potere sin dalla prima modernità. La cantante Jennifer Reid ha percorso le sale della sede espositiva intonando ballads folk e canti sindacali dell’epoca della rivoluzione industriale e, infine, la performer Peggy Green ha indossato i panni di un rappresentante di una grande corporazione e recitato il manifesto We are sorry scritto da Correale e ispirato ad un’opera omonima del 2012. Il testo elenca una serie di scuse di torti fatti da politici e potenti alla popolazione mondiale, un lungo collage che si conclude con la richiesta di venire perdonati per averci fatto credere di essere realmente dispiaciuti.

Tales of Exhaustion – Danilo Correale

A cura di Matteo Lucchetti

La Loge, Bruxelles.

Tales Of Exhaustion, by Danilo Correale, curated by Matteo Lucchetti, exhibition view, La Loge 2016 - Photo Lola Owsky

Tales Of Exhaustion, by Danilo Correale, curated by Matteo Lucchetti, exhibition view, La Loge 2016 – Photo Lola Owsky

Tales Of Exhaustion, by Danilo Correale, curated by Matteo Lucchetti, exhibition view, La Loge 2016 - Photo Lola Owsky

Tales Of Exhaustion, by Danilo Correale, curated by Matteo Lucchetti, exhibition view, La Loge 2016 – Photo Lola Owsky

Tales Of Exhaustion, by Danilo Correale, curated by Matteo Lucchetti, exhibition view, La Loge 2016 - Photo Lola Owsky

Tales Of Exhaustion, by Danilo Correale, curated by Matteo Lucchetti, exhibition view, La Loge 2016 – Photo Lola Owsky