John McCracken
Think Pink (Pensiero positivo), 1967, Courtesy l’artista e David Zwirner, New York
John McCracken, Cosmos (Cosmo), 2008 – Courtesy l’artista e David Zwirner, New York
John McCracken, Ophirin, 1972 – Courtesy Elkon Gallery, Inc., New York
John McCracken, Minnesota, 1989 – Courtesy l’artista e David Zwirner, New York
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“Semplicemente magnifico”, era la frase che John McCracken usava spesso. Riferita ai colori, alle forme, all’immaginario contemporaneo.
Think Pink
Case for Fakery in Beauty
Live it up in Lilac
The Absolutely Naked Fragrance…
Alcuni titoli poetici per opere estremamente silenziose.
E’ sempre molto difficile scrivere di qualcuno che, a poche ore dalla sua scomparsa, ci ha insegnato l’infinita bellezza nascosta delle cose elementari o basilari come i colori e le semplici forme.
Il Castello di Rivoli rende omaggio al grande artista (fino al 19 giugno), ospitando quella che McCracken considerava la sua ultima grande gioia. Felici e onorati di aver accolto l’opera di un grande maestro in un museo italiano, sono anche rattristati dal fatto che sono testimoni della sua scomparsa. Mai celebrato in nessun museo americano con un esposizione di così ampio respiro, il curatore Andrea Bellini, si dice onorato di aver lavorato con quello che a ragione, è stato più volte definito l’ ‘artista degli artisti’.
Al di là dell’evento, su cui è sinceramente meglio che me ne stia zitta – per lasciare ai critici, ai curatori, agli storici, lo spazio per commemorare, ricordare e approfondire l’indubbia importanza di McCracken nella storia dell’arte – sono contenta che una realtà museale come quella a Rivoli, si collochi esattamente dove deve stare: in una posizione di ammirevole autorevolezza storiografica nei confronti di un grande artista.

Essenziale, il gallerista Massimo De Carlo, lo ricorda così:
“Concreto e visionario. Outsider e maestro”.

“Cerco davvero di fare le cose in modo che sembrino giungere da qualche altro luogo, da un Ufo o un ambiente avveniristico o un’altra dimensione. Che le cose esistano contemporaneamente in più di una dimensione per me non è una semplice suggestione, attiene al mondo umano. Penso che gli umani esistano contemporaneamente in più dimensioni”.*

*Intevista di John McCracken – D. Blair, Otherworldly, in “Purple Prose”, n. 13, inverno 1998