© Sam Falls per Antinori Art Project

English text below

Invitato da Ilaria Bonacossa per Antinori Art Project, l’artista californiano Sam Falls (1984), presenta “Untitled (Antinori)”, intervento site specific che dal 25 giugno 2019, giorno della sua inaugurazione, farà parte della collezione permanente della Famiglia Antinori.
Per  la cantina Antinori nel Chianti Classico, l’artista propone un’opera pittorica ambientale: la vegetazione e le vigne che circondano la struttura, insieme al sole, alla intemperie, all’umidità notturna, sono gli elementi che compongono quella che potremmo definire la tavolozza dell’artista. Casualità e temporalità sono le due dinamiche che Falls ha orchestrato per realizzare  la grande tela, lunga e stretta, che sarà istallata in uno dei due scaloni che attraversano in altezza la struttura.
“Untitled (Antinori)” è da considerare un ritratto ‘atmosferico’ del territorio del Chianti Classico che, come ci racconta la curatrice Ilaria Bonacossa nell’intervista che segue,  “si trasforma in una sorta di finestra virtuale sul paesaggio, una stratigrafia dei terreni in cui la cantina è scavata.”

Quest’opera si inserisce in una più ampia ricerca iniziata in California, dove Falls vive, e arricchisce la lunga serie di Rain Paintings: tele disposte orizzontalmente dove l’artista sparge  pigmenti polverosi, foglie, rami, petali, terra, per poi attendere che l’umidità e la pioggia, fissino i colori sulla tela, ripetendo il rito anche per più volte.

“In estate vado nei boschi e guardo la luce che filtra attraverso la volta di foglie. Stendo teli di stoffa nella foresta dietro casa nostra per poter catturare le proiezioni che passano attraverso le foglie dall’alba al tramonto. Il vento muove le ombre nel giro di secondi e il sole nell’arco di ore, questi campi di colore sono meridiane astratte di un luogo, rese temporaneamente bidimensionali in modo che si possa percepire la terza dimensione come la sensazione di un paesaggio.”
(Estratto da un testo scritto da Sam Falls in occasione della sua personale al Museo Mart – Nature Is the New Minimalism – 03 / 06, 2018)

Sam Falls per Antinori Art Project

Segue l’intervista con Ilaria Bonacossa —

Elena Bordignon: Tenendo presente le tappe che connotano le varie mostre che hai curato per Antinori Art Project – penso alla mostra dedicata alla natura morta, Still Life – Remix, ma anche gli interventi di Nicolas Party, Jorge Peris e Stefano Arienti – come motivi la scelta di invitare Sam Falls a realizzare un progetto installativo site-specific  per AAP?

Ilaria Bonacossa: Antinori Art Project nasce da un desiderio di indagare e mettere in evidenza attraverso l’arte contemporanea i rapporti tra l’arte contemporanea, la tradizione e il paesaggio. Il lavoro di Sam Falls si poneva come la possibilità di raccontare il rapporto tra uomo e natura attraverso la pittura contemporanea. Le opere di Sam Falls nascono nel territorio e sono una sorta di frottage fotografico del paesaggio in cui la volontà dell’artista e il caso si compenetrano in maniera interessante e inaspettata.

EB: Il contesto ambientale della cantina nel Chianti Classico ha inciso fortemente sulla realizzazione dell’opera di Falls. Mi racconti, dal tuo punto di vista di curatrice del progetto, come hai recepito la proposta dell’artista di radicarsi così fortemente nel luogo?

IB: Quello che per me è stato più affascinante è che nei 10 giorni prima dell’inaugurazione l’artista abbia con la sua tela e i suoi pigmenti occupato le vigne di Tignanello lavorando davvero on site. La tela in questo modo recepisce il paesaggio e la sua specificità stagionale e climatica e la presenza dell’arte interagisce con le attività quotidiana e inarrestabile della cantina nelle vigne. Credo che il suo lavoro sia il ritratto più preciso delle vigne del Chianti che si possa immaginare.

EB: Ci sono delle riflessioni che l’artista ha condiviso con te, in merito alle sue impressioni sul paesaggio del Chianti Classico?

IB: Sam era felice di poter lavorare in Italia, un luogo ricco di una tradizione così diversa da quella californiana in cui i suoi lavori sono nati.

Sam Falls California Flora (National Forest Condensation Wall, North to South), 2017 303 Gallery, Galleria Franco Noero, Galerie Eva Presenhuber

EB: C’è un’analogia o un parallelismo tra la capacità dell’artista di dosare azione e interazione con il tempo e l’ambiente, e la tradizione vinicola custodita dalla famiglia Antinori?

IB: Credo che il processo creativo di Sam Falls per queste tele ambientali – che sono quasi delle pitture fotografiche – abbia molto in comune con le modalità di produzione del vino in cui il tempo, la pazienza, devono unirsi a una conoscenza, a una manualità reagendo e adattandosi sempre alla imprevedibilità del clima e degli accadimenti naturali. Vi è qualcosa di affascinante nel non mettere la volontà dell’artista, e la sua visione, al centro ma nel trasformare la creazione in una forma di pratica di attivazione sinergica con la natura. Come il sapere della tradizione vinicola della famiglia, Sam Falls coniuga la conoscenza della tradizione della land art e della pittura astratta con la sua visione contemporanea e la sua conoscenza della storia della fotografia sperimentale.

EB: Viste le dimensioni e il principio stesso con cui è stata realizzata l’opera “Untitled (Antinori)”, in che ambiente della cantina avete deciso di installarla? Perché è da considerarsi una sorta di rappresentazione del paesaggio tipico del Chianti Classico?

IB: L’opera verrà allestita su una delle scale (in quella gemella è installata l’opera di Tomas Saraceno) che porta dalla collina, su cui si aprono la vinsantaia e il ristornate, ai due piani sotto terra, alle cantine in cui il vino nasce e viene invecchiato.
Questi spazi, che portano dalla superficie all’interno della cantina ipogea, sono sormontati da dei lucernai e la tela di Sam Falls qui si trasforma in una sorta di finestra virtuale sul paesaggio, una stratigrafia dei terreni in cui la cantina è scavata.

Sam Falls Untitled (Canyon live oak, San Bernardino National Forest, California) 2015 acrylic on linen with artist’s frame 180 x 231 cm Foto Sebastiano Pellion di Persano

Sam Falls —“Untitled (Antinori)”
Antinori Art Project

Interview with Ilaria Bonacossa

Cantina Antinori nel Chianti Classico
In the permanent collection from June 25, 2019

Elena Bordignon: Bearing in mind the stages that have characterized the various exhibitions you have curated for Antinori Art Project—I’m thinking of the one entitled Still Life—Remix, as well as the interventions of Nicolas Party, Jorge Peris and Stefano Arienti—how do you explain the choice to invite Sam Falls to create a site-specific installation for AAP?

Ilaria Bonacossa: The Antinori Art Project stems from a desire to investigate and highlight the relations between art, tradition and the landscape through contemporary art. The work of Sam Falls presented the possibility of exploring the relationship between humanity and nature through contemporary painting. Sam Falls’s works emerge out of the territory and are a sort of photographic hash of the landscape in which the will of the artist and chance are interwoven in an interesting and unexpected manner.

EB: The environmental setting of the Cantina nel Chianti Classico has had a powerful influence on the realization of Falls’ work. Tell me, from your viewpoint as curator of the project, how you reacted to the artist’s proposal to root himself so strongly in the location?

IB: What I found most fascinating was that for ten days prior to the inauguration the artist occupied the Tignanello vineyards with his canvas and pigments, truly working on site. In this way the canvas absorbed the landscape and its seasonal and climatic characteristics and the presence of art interacted with the winery’s daily and relentless activity in the vineyards. I think his work is the most accurate portrait of the vineyards of Chianti that could be imagined.

EB: Has the artist had anything to say to you about his impressions of the landscape of the Chianti Classico region?

IB: Sam was happy to be able to work in Italy, a place with a tradition so different from that of California where his works were born.

EB: Is there an analogy or a parallel between the artist’s ability to gauge his action and interaction to suit the time and the setting and the tradition of winemaking cherished by the Antinori family?

IB: I think that the creative process used by Sam Falls for these environmental canvases that are almost photographic paintings has a great deal in common with the modes of production of wine, in which time and patience have to be combined with knowhow and manual skill, reacting and always adapting to the unpredictability of the weather and to natural events. There is something fascinating in the fact of not placing the will of the artist and his vision at the center but turning the act of creation into a sort of practice of synergic interaction with nature. Like the family’s knowledge of the winemaking tradition, Sam Falls marries his familiarity with the tradition of Land Art and abstract painting with his contemporary vision and his knowledge of the history of the experimental photography.

EB: Given the dimensions and the principle with which the work Untitled (Antinori) has been realized, in what part of the winery have you decided to install it? Why should it be considered a sort of representation of the landscape typical of the Chianti Classico region?

IB: The work will be located on one of the staircases (on the other is installed the work by Tomás Saraceno) that leads from the hill onto which open the area where the barrels of Vin Santo are fermented and the restaurant on two stories to the cellars below ground in which the wine is made and aged. These spaces that lead from the surface down into the cellar are surmounted by skylights and Sam Falls’s canvas is transformed here into a sort of virtual window on the landscape, a stratigraph of the ground in which the cellar has been excavated.

Hammer Projects: Sam Falls, installation view, Hammer Museum, Los Angeles, December 16, 2017 – April 29, 2018. Photo: Brian Forrest
Sam Falls Pacific Ocean (Leo Carrillo, CA, G) 2018 pigment on canvas 228.6 x 513.1 cm Foto Baroni – Rovereto