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DAVIDE SGAMBARO
Quali libri sono stati o sono in questo momento fondamentali per la tua ricerca?
La mia ricerca deve molto ad alcuni capolavori della letteratura, primi fra tutti “Lo straniero” e “La peste” di Albert Camus, “La nausea” di J.P. Sartre. Penso che l’importanza per la lettura la devo a chi da piccino mi leggeva “Marcovaldo” prima di dormire, ricordo ancora che immediatamente sognavo le scene appena ascoltate.
Successivamente nelle mie ricerca mi sono imbattuto in illuminanti opere come “L’occhio e lo spirito” e “Fenomenologia della percezione” di Maurice Merleau-Ponty e un po’ tutta la produzione di Baudrillard. Ultimamente ho scoperto questo bellissimo saggio scientifico di una disarmante facilità di lettura dal titolo “L’ingegneria degli animali” di Mark Denny e Alan McFadzean.
Nella mia ricerca più recente sto affrontando due saggi che mi sento di consigliare caldamente, il primo è di Judith Butler “Vite precarie. I poteri del lutto e della violenza.”, mentre il secondo della nostra Adriana Cavarero “Inclinazioni. Critica della rettitudine” gentilmente consigliatomi per approfondimenti vari.
Lo so, “Marcovaldo” a parte che è per tutte le stagioni, sono quasi tutti libri da caminetto, quindi se dovessi immaginare un libro da consigliare in spiaggia allora cito “Le storie di Arturo Bandini” di John Fante.
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C’è un libro che consiglieresti a un altro artista?
Agli altri artisti consiglierei “Breve ma veridica storia della pittura italiana” di Roberto Longhi, giusto per ripassare che fa sempre bene, poi “Peter Pan nei giardini di Kensington” di James Matthew Barrie e per la poesia “Una stagione all’inferno” di Rimbaud. Tengo sempre tre libri di diversa lettura sul comodino.
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Come e quando si inserisce il momento della lettura nella tua pratica?
Solitamente ho un’intuizione o un’idea mentre leggo, penso siano riferimenti e costruzioni che si sviluppano nello scarto tra la mia esperienza e quella della lettura. Nella ricerca poi viene tutto da sé, aiutano molto le bibliografie e i consigli di persone con le quali cerco un confronto. Penso sia importante un continuo studio e aggiornamento e quindi anche la lettura delle testate giornalistiche d’arte e di cronaca.
Oltre a tutto ciò ho anche una vita sociale.
Una citazione che non manca mai proviene da “La Nausea” di J.P. Sartre: “Si direbbe che il loro stato normale sia il silenzio, e la parola una piccola febbre che li prende di tanto in tanto”.
E ancora cito Walt Whitman dalla raccolta “Leaves of grass”
106. To a common prostitute:
BE composed—be at ease with me—I am Walt Whitman, liberal and lusty as Nature;
Not till the sun excludes you, do I exclude you;
Not till the waters refuse to glisten for you, and the leaves to rustle for you, do my words refuse to glisten and rustle for you.
My girl, I appoint with you an appointment—and I charge you that you make preparation to be worthy to meet me,
And I charge you that you be patient and perfect till I come.
Till then, I salute you with a significant look, that you do not forget me