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GIULIO DELVÈ

Quali libri sono stati o sono in questo momento fondamentali per la tua ricerca?

Da qualche tempo mi dedico al restauro dei vecchi libri della biblioteca di mio nonno, una collezione grande e variegata, che mi ha riportato ultimamente tra le mani un libro con una copertina bellissima, L’Odissea, un Classico, di impressionante attualità, in un momento storico come questo, buio, in cui il nostro mare sempre più divide.

Come e quando si inserisce il momento della lettura nella tua pratica?

Da due anni a questa parte, leggo nella mia furgonetta, una sorta di libreria su quattro ruote, ed al tempo stesso il mio studio; per cause di forza maggiore sono ritornato infatti alla pittura “da campo”, da quando – letteralmente – sono stato cacciato dalla casa che abitavo insieme con la mia compagna e nostra figlia, dalla campagna per il diritto all’abitare di Napoli!

Ho cercato di analizzare il tempo vissuto in un edificio occupato – una delle numerose proprietà comunali inutilizzate in città, insieme a un gruppo di famiglie con bambini, studenti e disoccupati. Questo periodo è stato caratterizzato da un grande senso di umanità, ma allo stesso tempo ha visto replicare nel micro, lo stesso sistema lottato, come una “copia bastarda”.
I meccanismi contestati, erano replicati ed attualizzati: dinamiche di subdola manipolazione, controllo della presenza, monitoraggio della partecipazione, inclusione esclusiva. Colto nella tensione tra potere istituzionale esterno e quello interno, mettendo in discussione l’autonomia come individuo e libero pensatore…

Avvalendomi fondamentalmente di due libri:
- Condominium di J.G Baillard, un romanzo del 1975, di fantascienza , ma estremamente reale nella lettura del malessere psichico che contraddistingue la nostra socialità.
- Ambiente e Comportamento di Jakob Von Uexküll un brillante saggio di divulgazione scientifica, ma soprattutto un documento interessante per lo sviluppo da parte dell’autore, di una riflessione teorica e filosofica che ha tanto da parlare dell’uomo attraverso lo studio del mondo animale, iniziata fin dai suoi primi anni di ricerca trascorsi alla Stazione zoologica di Napoli.

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C’è un libro che consiglieresti a un altro artista?

Radicali liberi. Elogio di una scienza anarchica dell’autore Michael Brooks.
Mi hanno appassionato i tantissimi esempi di come alcune delle più importanti scoperte scientifiche hanno come punto di partenza vere e proprie visioni, sogni, ed intangibili fonti d’ispirazione, ad esempio Mullis, Nobel per la chimica; racconta che era sotto acido quando iniziò a vedere le catene di Dna fluttuargli davanti suggerendogli il modo in cui si potevano legare.

C’è un termine usato in psicologia, che accomuna qualsiasi disciplina umanistica, per definire il momento di consapevolezza, d’illuminazione, la comprensione improvvisa e subitanea, Insight (letteralmente “visione interna”) L’Eureka.

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