Andrea Dojmi, Alan walks to a RED point, stampa fotografica lambda, 80×60 cm, courtesy Jarach Gallery

Stefano Calligaro, Calendar, portrait in three times, 2012, gomma, sughero, legno intarsiato, dimensioni variabili, courtesy Jarach Gallery & SABOT

Sergio Breviario, Otto, 2012, disegno a grafite su carta, 32×23 cm, Lilith, 2007:2012, stampa b:n su carta, 200×73 cm, courtesy Jarach Gallery

Paolo Gonzato, IT’S NOT RIGHT, 2012, griglie di legno, rafia, smalto, dimensioni variabili, courtesy Jarach Gallery

Lucia Veronesi, HO PRESO IL MIO ORIZZONTE E L’HO SPOSTATO PIU’ IN LA’, 2012, collage e tecnica mista su carta, 29, 7×42 cm, courtesy Jarach Gallery

David Casini, SUM I, 2006, aerografo, disegno su carta, 50×40 cm, courtesy Jarach Gallery

Dacia Manto, Dusking, 2012, grafite, disegni, dimensioni variabili, courtesy Jarach Gallery

Pietro Mele, Every day, 2011, HD, colore, stereo, courtesy Jarach Gallery

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‘The Dark Side of the Moon’ viene pubblicato il 24 marzo 1973 e verrà considerato da gran parte della critica come l’insuperato capolavoro musicale dei Pink Floyd.

Gli artisti della mostra ospitata alla galleria veneziana Jacopo Jarach,  Il lato oscuro della luna,   sono nati – suppergiù – tutti attorno alla stessa data.

Sergio Breviario (Bergamo, 1974)

Stefano Calligaro (Cividale del Friuli, 1976)

David Casini (Montevarchi, 1973)

Andrea Dojmi (Roma, 1973)

Paolo Gonzato (Busto Arsizio, 1975)

Dacia Manto (Milano, 1973)

Pietro Mele (Alghero, 1976)

Lucia Veronesi (Mantova, 1976)

Curatela e testo critico di Andrea Bruciati (nato nel 1968, altra data molto significativa direi).

“Nel 1973 esce The Dark Side of the Moon e oggi quelle atmosfere esistenziali ma profondamente malinconiche sono tornate ad essere attuali. La vita preme, assedia l’animo umano non solo nella fattispecie di una quotidiana emergenza, ma nella configurazione storica di una nuova centralità. La rassegna attraverso otto autori, vuole indagare il lato oscuro, misterioso e problematico della riflessione artistica, intrisa di quella nigredo che era propria degli spiriti malinconici, ma ora non esente dall’indagine sul presente e una diversa percezione dell’oggetto. La decisione di tacere da parte dell’oggetto, lo conduce verso il suo abbandono puro e semplice: il suo ripiegamento negli elementi costitutivi ultimi, un passo avanti verso una lettura vera e finalmente poetica.

And everything under the sun is in tune

But the sun is eclipsed by the moon”

(da comunicato stampa)