STEFANO CERIO, AQUILA

Testo di Veronica Pillon

The POOL NYC presenta Notturno Più, una collettiva curata da Giacinto di Pietrantonio in occasione della 58a Biennale di Venezia. A Palazzo Cesare Marchesi i trentuno artisti coinvolti dialogano tra di loro sul tema della notte e del notturno in una coralità di poetiche, tecniche e materiali.

La rappresentazione della notte è un soggetto che affascina gli artisti da tempo immemore. Non soltanto nelle arti visive, ma anche nella musica – il notturno nasce come genere musicale in epoca romantica- e in letteratura. La notte è un momento di riflessione, di paura, di solitudine, di dolcezza, di creatività. Tali sfumature vengono approfondite dagli artisti che promuovono una visione unica e complessa del tema, inserendosi in un componimento collettivo diversificato. Come in una jam session, in cui ogni musicista si esprime in una forma libera, anche la mostra è concepita come uno spartito musicale e allestita in modalità scrittura di scena.

L’atrio ospita i diorami di Patrick Jacobs, che riproducono in una dimensione lillipuziana paesaggi notturni, surreali, fiabeschi, onirici. Inseriti all’interno di giganteschi pannelli, il visitatore è costretto ad avvicinarsi il più possibile, poiché inscritti in una finestra di qualche centimetro. Lo stravolgimento delle dimensioni dello spazio, da immensamente grande ad immensamente piccolo, conducono lo spettatore in una dimensione altra, in un sogno. Sulle note di Casta Diva, Laura Baldassari realizza un video selfie e una serie di dipinti che affrontano il tema della notte attraverso la musica lirica. L’aria è infatti una preghiera rivolta alla luna, nella speranza che gli animi si plachino e la pace regni. La notte è quindi intesa come un momento di rigenerazione, di calma, di tranquillità.

Vedovamazzei

La riflessione sul notturno prosegue all’interno del palazzo con le visioni dell’artista belga Jan Fabre, di cui sono presenti una serie di lavori su carta realizzati con la penna Bic blu. In Lonely Castle in the Hour Blue un insetto foglia si staglia al centro dell’immagine. Abile nella mimetizzazione tra il fogliame, diviene unico e solo protagonista del lavoro. Il blu della penna indica il momento di transizione tra la notte e l’alba, in cui la luce assume una connotazione unica e indimenticabile. Un momento di metamorfosi e di passaggio, che viene enfatizzato dalla presenza dell’insetto di kafkiana memoria. Come un fil rouge, il tema della metamorfosi, dell’evoluzione e del cambiamento caratterizza tutti i lavori presenti in mostra.

Negli autoritratti dell’artista georgiana Eteri Chkadua, la figura femminile si trasforma e viene indagata nella sua accezione sociale. In Ice Cream, si ritrae intenta a mangiare un gelato. Alle sue spalle si erge una barricata realizzata con dei sacchi di sabbia: realizzato nel 2013, parla della guerra e del ruolo della donna durante il conflitto. L’immagine è tuttavia surreale: con un vestito giallo a pois rossi, sembra una ragazza occidentale all’uscita del McDonald. Il ritrovo di una quotidianità, dell’armonia tra popoli, della libertà è l’invito che l’artista muove attraverso Ice Cream. I lavori di Chkadua si basano sull’opposizione dialettica degli elementi, unendo Occidente ed Oriente, tradizione e innovazione, giorno e notte.

L’installazione di Sarah Revoltella affronta la metamorfosi sociale della famiglia. Attraverso 154 statuine di ceramica, posti su dei parallelepipedi, Polarizzazione rappresenta 27 nuclei possibili di famiglie occidentali. In una notte trasgressiva, d’esibizionismo e perversione, tutto ha inizio da un vertice preciso, che è quello della famiglia tradizionale. A partire dall’immagine della Sacra Famiglia, Sarah Revoltella dispone i nuclei secondo una relazione algebrica basata sulla rivisitazione del concetto freudiano dell’Edipo classico: la variegata e colorata popolazione mette in scena un’idea fortemente relativista del rapporto tra sesso, genere e sessualità.

ANDREA SALVATORI

La mostra mette in luce dunque una visione della notte metamorfica e dialogica. La collaborazione tra gli artisti emerge soprattutto nella realizzazione di alcuni lavori sulla base del progetto LIBERI DENTRO. Il laboratorio di ceramica del carcere di Rossano Calabro ha preso parte al progetto L’ultima cena- Omaggio a Leonardo da Vinci in cui artisti e designer hanno proposto un servizio di piatti completo per l’Ultima Cena del Cristo, in occasione del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci. I 13 servizi realizzati e presentati in mostra dialogano con i disegni e i dipinti alle pareti. La notte, intesa come un momento di dolore, di perdizione e di peccato, non diviene altro che il preludio della rinascita e della resurrezione.

Notturno Più
The POOL NYC in Venice – a cura di Giacinto di Pietrantonio
Palazzo Cesare Marchesi, Venezia Fino al 15 giugno 2019

PATRICK JACOBS, MARSH WITH MOON & STARS
JAN FABRE, COAT OF ARMS IN THE HOUR BLUE