‘non corrisponde eppure fiorisce’: questo il poetico titolo della mostra di Marisa Merz ospitata alla Fondazione Querini Stampalia, a cura di Chiara Bertola. Non coincide, ma evoca, non rappresenta ma suggerisce… le opere della Merz, sembrano sfiorare con delicatezza le pareti; le sue testine in argilla cruda, posate in mensole o sottili piedistalli in ferro, evocano dei ritratti interiori, delle fisionomie plasmate dal ricordo.
“Le testine di Marisa Merz si sono allontanate dalla sfera della devozione e rappresentano la presa di coscienza della delicatezza. Sono silenziose, nel silenzio, eloquenti.” Harald Szeemann
Tra le stanze della Fondazione, le opere su carta della Merz, mostrano figure di donne evanescenti, spesso tracciate con pochi tratti sintetici e con ampie campiture di colore. Ovunque appaiono volti accennati, silenziosi, bellissimi. A fine percorso, due fragilissime scarpine in filo di nylon dentro una teca di vetro.

Nel frastuono veneziano, questa piccola grande mostra è veramente un approdo pacifico volto a ricordarci che l’arte deve e può rivolgersi a quella parte di noi più fragile e profonda.

*** La curatrice Chiara Bertola