“Ti è piaciuta la mostra?” “Sì, a me è piaciuta tantissimo. Lei mi piace da sempre, è veramente brava”. Questa risposta (più o meno uguale), l’ho sentita da molti visitatori accorsi in tanti all’opening da Giò Marconi. In effetti Nathalie Djurberg non ha deluso. Non vedevo una sua opera dalla Biennale di Venezia, e devo dire, che ha riconfermato quello che pensavo di lei. Abilissima tecnicamente, riesce sempre a creare con la plastilina ‘esserini’ esasperati e al limite del grottesco. Preferisco senza dubbio il lavoro video, dove racconta delle storie, affabula perversioni recondite: sesso, depravazione, erotismo drammatizzato… In questa mostra ‘Snakes know it’s a Yoga’ (in collaborazione con Hans Berg, compositore delle musiche), ha deciso di parlare di spiritualità, trascendenza e illuminazioni mistiche. Non ho intuito nulla di tutto ciò. Anche i box di neon rosa, blu, gialli, non mi davano la sensazione di ‘viaggi catartici metaforicamente rappresentati dalla luce che circondava’ i vari guru, santoni, martiri e asceti. Inevitabile rimanere affascinati dai corpi martoriati dei vari pupazzi tra draghi, elefanti e mostri vari. Mentre girovagavo tra un box e l’altro (troppi, decisamente troppi!!) mi è venuto in mente Tim Barton, i fratelli Chapman e chi altri? Miyazaki? … fumetti di cui non ricordo il nome… Mi è piaciuto molto il video dove una rana lussuriosa ‘interagiva’ con una donna nuda. Slinguate e palpate varie mi hanno fatto sorridere e poco mi è servito sapere che la rana ha un ruolo di primo piano nella tradizione sciamanica. Nel senso.. il video mi è piaciuto lo stesso. (!)



Untitled, 2010, Clay animation, video, music by Hans Berg, 6:30 min. Ed.: 4, II

Courtesy Galleria Giò Marconi