• © Mika Taanila
  • © Mika Taanila
  • © Mika Taanila
  • © Mika Taanila
  • © Mika Taanila
  • © Mika Taanila
  • © Mika Taanila
  • © Mika Taanila
  • © Mika Taanila
  • © Mika Taanila
  • Mika Taanila - Photo Anne Hämäläinen
  • Mika Taanila - Photo Anne Hämäläinen
  • © Mika Taanila
  • Mika Taanila, photo Sanna Skants
  • © Mika Taanila
  • © Mika Taanila
  • © Mika Taanila, Six Day Run, photo by Jussi Eerola

Dal 20 maggio al 5 giugno si svolge a Milano I BOREALI, il primo festival italiano dedicato alla cultura del Nord Europa. La manifestazione si svolge tra il Piccolo Teatro di Milano, il PAC, il Teatro Franco Parenti, lo Spazio Oberdan, il Museo di Storia Naturale, l’Orto Botanico di Città Studi e il Teatro Filodrammatici. I quindi giorni del festival saranno densi di incontri con scrittori, registi, intellettuali nordici e italiani, concerti ed eventi legati alla musica nordica, una rassegna di cinema, workshop, corsi di lingua, performance, seminari e teatro.

Allo Spazio Oberdan è in programma una rassegna di film che dal 3 al 5 giugno offrirà uno sguardo sul cinema contemporaneo del Nord Europa, organizzata da Iperborea in collaborazione con Fondazione Cineteca Italiana, Nordic Film Festival di Roma, NABA e Milano Film Festival. Fra i titoli in programma il thriller norvegese Pioneer, ultimo film di Erik Skjoldbjærg, scrittore regista di Insomnia (dal quale Christopher Nolan ha tratto il noto remake); The Hour of the Lynx di Søren Kragh-Jacobsen, regista, sceneggiatore e musicista danese, uno dei fondatori di Dogma 95; The Grump di Dome Karukoski, ispirato ai popolari romanzi dello scrittore finlandese Tuomas Kyrö; The Salvation di Kristian Levring, western con Mads Mikkelsen ed Eva Green; il finlandese The Disciple di Ulrika Bengts, premiato come Miglior Film per la sezione Alice nelle Città al Festival del Cinema di Roma 2013.

Giovedì 4 giugno alle 21.15 omaggio (a cura di Lorenza Pignatti) all’artista e filmaker finlandese Mika Taanila (che sarà presente in sala), che realizza film al confine tra pratica documentaria e sperimentazione artistica, che sarà a Milano per l’occasione per presentare in anteprima italiana i suoi lavori più importanti. Taanila riflette sulle modalità in cui i dispositivi tecnologici stanno ridefinendo il mediascape in ambiti diversi come l’architettura, la musica, la robotica. Riporta alla luce geni dimenticati come il techno visionario Erkki Kurenniemi e le “Futuro House”, utopiche unità abitative progettate a fine anni ’60. Compie viaggi nel passato e indaga il tempo futuro, come ha mostrato nella video installazione presentata a dOCUMENTA (13) sulla costruzione della centrale nucleare Olkiluoto 3 in Finlandia, il primo reattore costruito in Occidente dopo il disastro di Chernobyl. Oltre alla partecipazione a festival cinematografici internazionali, a Taanila è stata dedicata un’importante mostra personale al Kiasma Museum di Helsinki, e ha partecipato a numerose mostre collettive tra cui dOCUMENTA (13), Aichi Triennale (Nagoya), Schriftfilme, ZKM (Karlsruhe), TENT, Rotterdam.

Per il programma completo ed approfondimenti > iboreali.it

© Mika Taanila

© Mika Taanila

 Segue un testo di Lorenza Pignatti sull’opera di Mika Taanila

Le Time Machines di Mika Taanila

Mika Taanila è un artista pluridisciplinare che opera in diversi ambiti espressivi come il documentario, il cinema sperimentale e le arti visive. Le opere filmiche e installative dell’artista e filmmaker finlandese (nato nel 1965 a Helsinki), si trovano sempre al confine tra video arte e indagine scientifica, con un interesse specifico verso le modalità in cui i dispositivi tecnologici hanno ridefinito e ridefiniscono l’interazione tra gli individui e l’ambiente circostante. Un ambiente divenuto sempre più artificiale, che Taanila indaga nel momento della sua formazione, nei primi anni ’60 in diversi ambiti progettuali come quello architettonico, musicale e della robotica.
Nelle opere di Taanila non troviamo un’unica timeline, il passato rispetto al futuro, o viceversa. Non compie viaggi fantascientifici in galassie lontane, perchè i viaggi nel tempo si possono compiere in entrambe le direzioni, anche nella riscoperta del passato, indagine che permette di poter meglio comprendere il tempo presente e immaginare scenari futuri. Per questo motivo Taanila ha documentato nel 2005 la costruzione della centrale nucleare di Olkiluoto, a Eurajoki, città di 6,000 abitanti che si trova nella Finlandia occidentale. L’attivazione del reattore nucleare (previsto per il 2018), il primo costruito in Occidente dopo il disastro nucleare di Chernobyl, determinerà cambiamenti radicali nell’ecosistema presente e futuro del Paese. Tale documentazione è stata presentata come video installazione a dOCUMENTA (13) a Kassel, mentre il film Return of the Atom è ancora in fase di realizzazione. Taanila non è un’attivista politico, attraverso The Most Electrified Town in Finland, questo era il titolo della video installazione, ha reso evidenti le scelte politiche e economiche del governo finlandese che ha investito una grande quantità di danaro in questo progetto. È un’osservatore che testimonia come cambiamenti sociali già avvenuti, come quelli citati precedentemente, o in atto, come quelli che stanno accadendo a Eurajoki, influenzino I rapporti tra l’uomo e l’ambiente circostante. Vivere nei pressi di un grande reattore nucleare altera le condizioni di vita degli individui, e non si tratta solo del fatto che vengano costantemente monitorate le perdite radioattive. Quanto il fatto che anche gli abitanti siano monitorati costantemente.

Tra le sue opere più conosciute ricordiamo il documentario The Future Is Not What It Used To Be, realizzato con found footage e materiali d’archivio, riguardante la vita e le opere di un genio sottovalutato come il techno visionario Erkki Kurenniemi. Nato nel 1941 a Hämeenlinna, Kurenniemi è considerato uno dei più significativi pionieri della musica elettronica in Finlandia, ed è universalmente noto per gli strumenti elettronici che ha progettato nel corso degli anni ’60 e ’70. E’ stato inoltre un esperto di robotica, programmatore, pioniere nell’ambito della musica elettronica, del cinema sperimentale e della media art. La sfida di Kurenniemi era rivolta ai dispositivi scientifici a lui contemporanei e a quelli del futuro, in grado, secondo la visione cyber-utopica della controcultura degli anni ’60 di riformulare l’esperienza percettiva e sensoriale, come dimostrano i software musicali e i film da lui realizzati, più di una decina. È la cibernetica e l’intelligenza artificiale ad interessarlo fin dai primi anni ’60, quando teorizza l’utilizzo di visori e protesi elettroniche e l’avvento in un futuro non lontano di un computer quantistico che, attraverso sofisticati algoritmi, avrebbe permesso di creare avatar virtuali degli esseri umani grazie all’elaborazione delle informazioni visive e testuali fornite. Per permettere la realizzazione del suo avatar virtuale Kurenniemi raccoglieva e registrava frammenti della sua quotidianità. Non l’evento straordinario quanto frammenti di vita, i lunghi viaggi nella notte, le conversazioni con amici e colleghi, le relazioni sentimentali.

Un altro documentario di grande importanza storico-artistico è Futuro: A New Stance for Tomorrow in cui ha utilizzato film amatoriali e d’archivio per ripercorrere la storia delle “Futuro House”, unità abitative prefabbricate realizzate in plastica, progettate e sviluppate dall’architetto finlandese Matti Suuronen nel 1968. Distribuite in più di 20 paesi le “Futuro House” erano nate come abitazioni per la villeggiatura, grazie alla facilità con cui potevano essere spostate da un luogo all’altro essendo in plastica. La loro forma ricorda quella dei dischi volanti e testimonia la seduzione e la fiducia, tipica di quegli anni, della conquista dello spazio, anche se, come ha dichiarato Suuronen, l’estetica Space Age delle “Futuro House” è stata determinata solo da calcoli matematici.

Il film, composto da filmati amatoriali, materiali d’archivio, e da interviste girate da Mika Taanila, racconta il fascino che ancora oggi suscitano queste abitazioni, divenute oggetto di culto. La fabbricazione delle “Futuro House” è stata interrotta con la crisi petrolifera dei primi anni ’70. Alcune sono sopravvissute, altre demolite, altre ancora acquistate da musei internazionali, e vengono esposte come opere d’arte.

Six Days Run ci porta invece nella Finlandia contemporanea con la storia di un finlandese illustre. Pekka Aalto è un atleta specializzato nell’ultra maratona, gare di corsa che hanno una distanza superiore a 42,195 chilometri, la distanza ufficiale della maratona. È stato più volte vincitore della Self-Transcendence 3100 Mile Race, che si tiene a Flushing Meadows, a New York. È la competizione no-stop di maggior distanza che si svolge su un circuito di 883 metri, da completare entro i 51 giorni concessi dalla gara, ed è riservata solo a 15 selezionati adepti. Taanila ha seguito Aalto durante la maratona del 2012, mostrando come per Aalto correre sia un esercizio spirituale, una forma di meditazione, è infatti un discepolo del filosofo, artista, guru spirituale indiano Sri Chinmoy.

Ancora corpi-macchina, questa volta non organici ma composti di carbonio e materiali artificiali sono quelli indagati nel cortometraggio Rococup99. Il documentario fu girato durante il campionato mondiale di robot-calciatori organizzato a Stoccolma nel 1999. Nella partita finale si sono sfidate la squadra italiana e quella iraniana, e un appassionato pubblico di ricercatori e scienziati si sono interrogati sulle potenzialità, calcistiche e non solo, degli umanoidi.

La connessione e l’integrazione tra l’immagine e il suono è indagata in diverse opere di Taanila. Nei videoclip realizzati per la band Circle e in molteplici video installazioni, tra queste ricordiamo A Physical Ring e Optical Sound. La prima è composta da un film amatoriale ritrovato al Finnish Film Archive, che mostra la realizzazione di un test di fisica. Delle finalità del test, realizzato nel 1940 da uno scienziato rimasto anonimo, non sono rimaste tracce, ma poco importa visto che è stato trasformato da Taanila in un’opera d’arte cinetica. Optical Sound mostra invece un diverso utilizzo delle stampanti ad aghi, tecnologie divenute quasi obsolete rispetto alle più contemporanee e seducenti stampante 3D, che possono però essere trasformate in strumenti musicali in un scenario lowtech. Attraverso sofisticate e complesse tecniche di ripresa e registrazione Taanila in Optical Sound esplora le qualità estetiche e sonore delle stampanti ad aghi.

I film di Taanila sono state presentati in più di 300 festival cinematografici internazionali (tra cui IFF Rotterdam, TIFF Toronto, International Short Film Festival Clermont-Ferrand, Karlovy- Vary Film Festival, Midnight Sun Film Festival, IDFA Amsterdam and Oberhausen Kurzfilmtage. Ha esposto in musei, gallerie e in numerose mostre collettive tra cui dOCUMENTA (13), Aichi Triennale (Nagoya), Schriftfilme, ZKM (Karlsruhe), Shangai Biennal (2006), Migrosmuseum, Zurich (2005), Berlin Biennal (2004), Manifesta 4 (Francoforte, 2002). Time Machines è il titolo della mostra personale che il Kiasma Museum of Contemporary Art di Helsinki ha dedicato a Mika Taanila (Nov. 2013 – Marzo 2014).

mikataanila.com

Lorenza Pignatti

© Mika Taanila

© Mika Taanila

© Mika Taanila - Six Day Run, photo by Jussi Eerola

© Mika Taanila – Six Day Run, photo by Jussi Eerola