Iaroslav Serpan  Oskojolonohiksicha, 1955  oil on canvas 97 × 130 × 4 cm  Ph: Antonio Maniscalco  Courtesy: Dellupi arte

Iaroslav Serpan Oskojolonohiksicha, 1955 oil on canvas 97 × 130 × 4 cm Ph: Antonio Maniscalco Courtesy: Dellupi arte

Strutturata come un tragitto che attraversa il ‘900, la nuova edizione della sezione Decades – curata da Alberto Salvadori, Direttore, ICA, Milano – porta a miart nove gallerie che, attraverso mostre personali o collettive, approfondisce un particolare decennio.

Gli anni ‘90 saranno raccontati da Jon Thompson (Anthony Reynolds, Londra), figura fondamentale per lo sviluppo della Young British Art e artista la cui ricerca sulla storia dell’arte è ancora da scoprire, mentre Sandro Chia — uno dei protagonisti del movimento della Transavanguardia — rappresenterà gli anni ‘80 con Alessandro Bagnai, Foiano della Chiana. Gli anni ‘70 saranno interpretati dalla galleria acb di Budapest attraverso il lavoro di Katalin Ladik e le pratiche sperimentali delle artiste della Neo-avanguardia ungherese, e la Galleria Gomiero di Milano presenterà una straordinaria selezione di disegni inediti dell’ultimo periodo di attività dell’architetto Carlo Scarpa. La recente riscoperta del lavoro di Maria Lai sarà al centro della sua mostra personale che organizzerà M77, Milano, con lavori degli anni ‘60, mentre gli anni ‘50saranno raccontati da uno dei capolavori dell’artista ceco Jaroslav Serpan (Dellupi Arte, Milano). Antonietta Raphaēl, artista di riferimento della Scuola Romana, sarà la protagonista degli anni ’40 attraverso la personale allestita da Copetti Antiquari di Udine. La galleria Russo, Roma, presenterà una mostra dedicata all’artista romano Duilio Cambellotti con una selezione di opere degli anni ‘30, mentre la Società di Belle Arti di Viareggio realizzerà un percorso attraverso gli anni ‘10 e ‘20 con opere di Lorenzo Viani, Elisabeth Chaplin e altri.

Accando a Decades, idealmente è presente in fiera Established Masters (sempre a cura di Alberto Salvadori), la sezione che approfondisce il lavoro di importanti artisti storici, tra cui Arman(Maab, Milano – Padova), Elisabetta Catalano (Paola Verrengia, Salerno), Alfredo Chighine (Matteo Lampertico, Milano con Repetto Gallery, Londra), Lucio Fontana(Robilant+Voena, Londra – Milano – St. Moritz), Urs Lüthi (Otto Gallery, Bologna), Elio Marchegiani (Galerie21, Livorno), Roberto Sebastian Matta (Eidos Immagini Contemporanee, Asti), Maurizio Mochetti (Conceptual, Milano), Raymond Parker(Gariboldi, Milano), Mimmo Rotella (Cardi, Milano – Londra), Mario Schifano (Studio Marconi ‘65, Milano), Emilio Vedova (Galleria dello Scudo, Verona).

Maria Lai, Presepe con figura, 1958  Mixed technique on paper and fabric  33.5 × 43 × 14 cm Courtesy M77 Gallery

Maria Lai, Presepe con figura, 1958 Mixed technique on paper and fabric 33.5 × 43 × 14 cm Courtesy M77 Gallery

Seguono alcune domande ad Alberto Salvadori —

Elena Bordignon: Con Generations, Decades è la sezione che più compiace i critici e i curatori per le proposte mai scontate e prevedibili. Che linea di ricerca hai seguito per la selezione delle gallerie e i rispettivi artisti?

Alberto Salvadori: Decades effettivamente suscita molto interesse sia nel pubblico generico e quello dei collezionisti sia nel pubblico diciamo così specializzato. Su tre edizioni realizzate fino ad oggi per due volte uno stand di Decades ha ricevuto il premio come migliore della fiera. Ogni anno le linee guida sono quelle di effettuare una ricerca diffusa sul secolo scorso, il primo nella storia dell’arte che ha aperto il campo di indagine e di espressione artistica a 360 gradi verso ogni pratica e interpretazione possibile.
Cerco ogni volta di mostrare aspetti meno conosciuti o peculiari dell’arte italiana e allo stesso tempo ospitare progetti internazionali che diano la possibilità alla fiera di assolvere il suo compito di offrire ricerca e opportunità di vendita.

EB: La sezione è strutturata per approfondire alcune ricerche del ‘900. Mi racconti brevemente cosa vedremo in fiera? C’è un particolare percorso che hai seguito?

AS: Ho cercato di approfondire i primi decenni del 900 attraverso una presenza italiana di progetti che raccontino personalità e momenti salienti della nostra vicenda artistica, culturale e politica; poi dagli anni 50, questo percorso sarà intersecato da presenze internazionali che testimoniano come il dibattito in termini concettuali e geografici tra gli artisti sia sempre esistito, in antitesi a propensioni nazionalistiche o regionalistiche.

EB: Dopo alcuni anni  che curi questa sezione che riscontro hai intuito da parte dei collezionisti? Un collezionista che entra al miart, è disposto a comprare, indistintamente, contemporaneo e moderno o le scelte sono decisamente marcate?

AS: I collezionisti sono molto eterogenei, non saprei se sono disposti a comprare indistintamente, quello che posso testimoniare è che sono estremamente curiosi e interessati e non più soltanto orientati in una sola direzione. Decades da questo punto di vista è davvero un’opportunità e nel corso delle varie edizioni artisti fino a poco tempo fa osservati da pochi hanno riscosso davvero grande successo.

Sandro Chia, Der Hund und sein Meister, 1983  oil on canvas 280 × 300 × 5 cm Courtesy Galleria Alessandro Bagnai

Sandro Chia, Der Hund und sein Meister, 1983 oil on canvas 280 × 300 × 5 cm Courtesy Galleria Alessandro Bagnai

EB: Tra le proposte delle gallerie, ce ne sono alcune di poco conosciute e che saranno, per molti visitatori, delle vere e proprie scoperte. A tuo parere, quali stand susciteranno questo tipo di reazione? 

AS: Penso alle magiche scenografie e disegni di Cambellotti oppure alla grande arte di Antonietta Raphael, per non parlare poi di “riscoperte” recenti come sarà lo stand di Antony Reynolds.

EB: Per partecipare a una fiera viene sempre chiesto di proporre un progetto. E’ come se fosse necessario presentare una piccola personale o, in altri casi, delle vere e proprie mostre curate. Anche in Decades avete fatto questo tipo di richiesta? Penso ad esempio allo stand Avanguardie e bon ton, Società di Belle Arti (Viareggio) o Katalin Ladik e la Neo-avanguardia ungherese, acb (Budapest).

AS: L’indagine parte dalla ricerca e dalla conoscenza del lavoro delle gallerie, poi inizia un dialogo e attraverso questo scambio arriviamo al progetto.
Società di Belle Arti è una realtà che esiste da più di 50 anni ed è una miniera di scoperte e di eccellenza per quanto concerne l’arte Italia tra fine 800 e primi decenni del 900. Quello è un periodo molto meno conosciuto di quello che si pensi, idiosincratico e meno soft di quanto possa apparire; ecco il perché di un progetto così. acb presenterà uno straordinario progetto al femminile dove l’arte, come spesso succede, testimonia una necessità di libertà espressiva ed esistenziale, un progetto inedito almeno per gran parte del pubblico di Miart.

EB: Tra le proposte, anche un vero e proprio maestro: Carlo Scarpa presentato dalla Galleria Gomiero (Milano). Cosa vedremo nello stand? Un’apertura verso il design anche per la sezione Decades?

AS: E’ una gemma di quest’anno e siamo estremamente contenti della possibilità che Gomiero ci ha offerto. Non è un’apertura al design che è ben presente in fiera con una sezione che da anni riscuote successo; è la volontà di mostrare la mente geniale di un protagonista italiano  della scena internazionale che ha creato un vero modello interpretativo e di visione dell’arte. Amato, studiato, a tratti idolatrato da artisti, curatori, studiosi, collezionisti e amanti dell’arte in genere. Alcuni suoi progetti sono considerati oggi come vere e proprie opere, pensiamo al negozio Olivetti di Venezia oppure alla Tomba Brion per non parlare di Castelvecchio o palazzo Abatellis di Palermo.

Carlo Scarpa, Studio per padiglione - Tomba Brion , 1970  Grafite e pastello colorato su carta  20.5 × 28.5 × 28.5 cm Courtesy Galleria Gomiero

Carlo Scarpa, Studio per padiglione – Tomba Brion , 1970 Grafite e pastello colorato su carta 20.5 × 28.5 × 28.5 cm Courtesy Galleria Gomiero

Katalin Ladik Poemim, 1978  gelatin silver print  40 × 26 × 0 cm each Courtesy acb gallery

Katalin Ladik Poemim, 1978 gelatin silver print 40 × 26 × 0 cm each Courtesy acb gallery

Virgilio Guidi, Donna dalla cintura rossa, 1934  Olio su compensato 90 × 72,2 cm Courtesy Società delle belle arti

Virgilio Guidi, Donna dalla cintura rossa, 1934 Olio su compensato 90 × 72,2 cm Courtesy Società delle belle arti

Antonietta Raphael Mafai Testa di Giulia, 1938  Gesso dipinto  43 × 21 × 21 cm Courtesy Copetti Antiquari

Antonietta Raphael Mafai Testa di Giulia, 1938 Gesso dipinto 43 × 21 × 21 cm Courtesy Copetti Antiquari