Testo di Margherita Moro —

Provare a riscrivere il mondo dai margini, interrogando pratiche artistiche che assumono aree geografiche e culturali liminali come avamposto critico. Leggere le ecologie dei flussi umani e non-umani in relazione alla morfologia culturale, economica e politica di un luogo. Contribuire al processo di de-centralizzazione della produzione artistica, operando dalle “province” dell’Europa. Comprendere come la tecnologia possa concorrere al disinnesco di censure situate e viralizzare pedagogie radicali.

Questi i presupposti che muovono la dodicesima edizione della Biennale des jeunes créateurs de l’Europe et de la Méditerranée ospitata dalla Repubblica di San Marino da ottobre 2020 a febbraio 2021. MEDITERRANEA 19 School of Waters – titolo dell’iterazione del 2020– è curata dai membri alla terza edizione del progetto A Natural Oasis? A Transnational Research Programme: Alessandro Castiglioni e Simone Frangi (Curatori Senior); Denise Araouzou; Giulia Colletti; Panos Giannikopoulos; Giulia Gregnanin; Theodoulos Polyviou; Angeliki Tzortzakaki; Nicolas Vamvouklis (Board Curatoriale).

Gli ultimi due anni di preparazione hanno visto il gruppo di A Natural Oasis? confrontarsi con alcuni nodi inestricati dei processi culturali – quali ad esempio la controversa carenza di professionisti nei sistemi artistici “periferici” in relazione ai processi di accentramento educativo. Lo hanno fatto rispettivamente a Palermo in occasione di Manifesta12; a Nottingham in occasione del festival UKYA City Takeover; a Cipro in occasione del festival Bodies of Work. In queste aree hanno rivolto la propria attenzione a grammatiche artistiche che decostruiscono gli stereotipi più radicati in Europa. L’intento che ha sotteso a tale percorso è stato quello di sperimentare all’interno un modello problematico come una biennale.

MEDITERRANEA 19 – School of Waters nasce da una tale urgenza e immagina una biennale come una scuola temporanea, ispirata dalle pedagogie sperimentali, e dal modo in cui queste sfidano i formati artistici e di ricerca. In questo senso, School of Waters opera come uno strumento di de-familiarizzazione dai canonici immaginari geografici, soprattutto quelli legati a un’interpretazione eurocentrica dell’area Mediterranea. L’adattabilità dell’acqua rappresenta, metaforicamente, il punto di partenza di tale progetto. L’evento è immaginato come un qualcosa di mutabile, così come l’acqua è l’elemento mutevole per eccellenza, capace di adeguarsi e provocare anche il cambiamento più repentino. Il desiderio è di creare un terreno fertile in cui far confluire pratiche differenti a partire dal concetto di comunità, inteso come primo luogo in cui si produce conoscenza. Una conoscenza non prettamente legata all’accademico, ma aperta alla sperimentazione. La metafora dell’acqua così si inserisce in una scuola di pensiero fatta di rapporto e collaborazione tra essere umano ed ecosistema. Un rapporto che vuole sviluppare e ampliare le possibilità che nascono dall’interazione tra differenti culture e tra nuovi media.

Rana pisces, from: Albertus Seba, Locupletissimi rerum naturalium thesauri accurata descriptio, et iconibus artificiosissimis expressio, per universam physices historiam … Tomus I, Amsterdam 1734, plate 78 (Tab. LXXVIII) Artis Library, Special Collections, University of Amsterdam, Legkast 034.01 Photo by Bert van de Roemer
The Deluge, from: Athanasius Kicher, Arca Noë, in tres libros digesta (…), Amsterdam 1675, Special Collections, University of Amsterdam, OF 06-1074 Provided by Bert van de Roemer

La proposta muove i passi verso un approccio pedagogico che possa influire sulla comprensione degli spostamenti geopolitici, in quanto essi contribuiscono al continuo progredire della nostra contemporaneità.

MEDITERRANEA 19 – School of Waters indaga e propone modalità di pensiero che stimolano un’azione consapevole dell’unicità del non-umano. Sebbene in maniera diversa, le comunità si riuniscono e imparano attraverso l’atto dello stare insieme e del condividere. In questa occasione, l’acqua diviene veicolo di trasmissione di conoscenza ecopolitica, un tramite attraverso cui convergono tutti i dialetti identitari che hanno reso il Mediterraneo una piattaforma di scambio. Il gruppo curatoriale parte però questa volta dai suoi confini, dai quali si sviluppa e diffonde un ecosistema poco noto.
Gli obiettivi sono quelli di creare una piattaforma fluida, favorevole alla malleabilità, e alle connessioni. Si tratta di riflettere sul senso di appartenenza al Mediterraneo, a partire da una riflessione non sulla terra, ma sull’elemento acquifero.

Il bando in scadenza il prossimo 26 gennaio 2020 ha l’obiettivo di valorizzare la pratica di giovani professionist* dell’arte altrimenti non supportata e si rivolge a tutti coloro che desiderano mettere in discussione frontiere fattuali e figurative; innescare una chimica d’intenti tra sperimentazioni artistiche non mappate – e fortunatamente non mappabili; implementare la consapevolezza delle criticità locali. L’intento non è soltanto di provocare uno spostamento nella percezione delle più recenti pratiche artistiche, ma anche quello di instaurare dialoghi duraturi sull’interconnessione geopolitica di micro e macro, e sulla rilevanza che le minoranze potrebbero ottenere all’interno delle ormai inarrestabili ondate di circolazione globale.

Il bando è aperto ad artisti/e, scrittori/scrittrici, ricercatori/ricercatrici di età compresa tra i 18 e i 35 anni (nati/e a partire dal 1 gennaio 1984), che vivono o lavorano nei seguenti territori: Albania, Algeria, Austria, Bosnia ed Erzegovina, Cipro, Egitto, Francia, Grecia, Italia, Giordania, Libano, Libia, Malta, Montenegro, Marocco, Palestina, Regione Nordica – Norvegia, Svezia, Danimarca, Finlandia, Groenlandia, Isole Faroe -, Repubblica di San Marino, Serbia, Siria, Slovenia, Tunisia, Turchia, UK.

Danish Sea Monkey, from: Johannes Jonston, Naeukeurige beschryving van de natuur der vier- voetige dieren, vissen en bloedlooze waterdieren, vogelen, kronkel-dieren, slangen en draken, Amsterdam 1660, Artis Library, Special Collections, University of Amsterdam, 126: 22, part I (fishes), plate 7 (Tab. VII) Photo by Bert van de Roemer
Hydra, from: Albertus Seba, Locupletissimi rerum naturalium thesauri accurata descriptio, et iconibus artificiosissimis expressio, per universam physices historiam … Tomus I,Amsterdam 1734, plate 102 (Tab. CII) Public domain, internet source: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/70/ Albertus_Seba_-_Hydra.jpg Provided by Bert van de Roemer