May Invitational - Split - Atelier Impopulaire

May Invitational – Split – Atelier Impopulaire

Riprende anche quest’anno  May Invitational*, il programma di inviti dedicato all’esplorazione di art initiatives italiane e internazionali.

L’edizione 2014 sarà curata da  Martina Angelotti  e Simone Frangi e si svolgerà negli spazi condivisi da  Viafarini DOCVA  e Careof DOCVA in Fabbrica del Vapore attraverso quattro solo presentation che indagheranno i meccanismi di ricerca e sostenibilità di realtà indipendenti e non-profit della cultura visiva italiana.

Alcune domande ai curatori.

ATP: Da dove nasce l’esigenza che ha portato alla creazione di “May Invitational”?

Martina Angelotti e Simone Frangi: May Invitational è un progetto nato nel 2013 come programma d’inviti dedicato all’esplorazione di art initiatives italiane e internazionali che articolano in modo complementare, strategie indipendenti e non profit di produzione culturale e di ricerca nell’ambito della cultura visiva contemporanea. Le prime tre realtà convocate nel 2013 da Simone Frangi a formulare una narrativa della propria identità sono state Gasconade (Milano), Kunstverein (Amsterdam-Milano) e Beirut (El Cairo). 
Quest’anno May Invitational si è trasformato in un progetto a quattro mani. La mia presenza a Careof è molto recente ed ha coinciso con l’esigenza di rinnovamento formalizzatasi lo scorso dicembre con il lancio di Taking Careof, nato da un importante cambio generazionale che ha visto il passaggio di consegna della direzione dal vecchio consiglio fondatore ad un nuovo staff. Quale sia oggi il ruolo di un’istituzione culturale come questa, che rapporto conserva con la città, quali sono le sue responsabilità politiche e culturali, sono state le domande, o meglio i mantra che ancora oggi governano le riflessioni comuni e costituiscono lo stimolo per proporre mostre, progetti e iniziative di vario ordine e livello. Per questo motivo, quando abbiamo cominciato a ragionare su May Invitational, ci siamo confrontati da subito su alcune realtà che, per ragioni diverse, sentivamo vicine nel modo di pensare, percepire e affrontare la complessità della ricerca e la responsabilità di due spazi come quelli in cui ci troviamo ad operare. Ci siamo semplicemente detti: Careof e Viafarini hanno una lunga storia alle spalle che ha oscillato fra momenti di gloria e di declino. Cercare il confronto proprio qui dentro, con realtà dallo statuto equivalente, dall’identità forte, è un modo per rimettersi in discussione, aprire lo sguardo verso imprevedibili spostamenti e affrontare il futuro con solidarietà intellettuale.

ATP: Quali sono le principali differenze di questa edizione rispetto a quella del 2013?

Martina Angelotti e Simone Frangi: L’obiettivo di MI è quello di assumere consapevolezza critica verso progettualità che a vario livello e su diverse geografie, agiscono in maniera indipendente rispetto alle strutture precostituite del mercato. In parte anche il programma di quest’anno conserva questa intenzione, componendosi però di una struttura più complessa che contempla entrambi gli spazi espositivi di Careof e di Viafarini. L’ambizione è quella di costruire negli spazi condivisi, una piattaforma, un forum fisico e virtuale, per indagare tramite quattro solo presentation, le possibilità di ricerca e di sostenibilità di progetti indipendenti.

ATP: Quali criteri avete seguito per selezionare i progetti e gli spazi da presentare durante gli incontri?

Abbiamo cercato di creare una relazione tra due storiche realtà italiane con “good practices” distinte da un profilo di ricerca spiccato e da un’attività continuativa. Se pur molto diverse tra loro, le esperienze selezionate sono frutto di un pensiero che ha considerato aspetti incisivi quali: la pratica time-based, la ricerca attorno all’immagine e la condivisione di contenuti attraverso piattaforme on line (Atelier Impopulaire); i terreni di interconnessione fra design, architettura, arte e urbanistica (Lungomare); l’attenzione verso indisciplinate forme che contemplano i molteplici contesti antropologici, filosofici e culturali (The Barber Shop); la partecipazione e il confronto attraverso progetti di residenza (BAR Project);

ATP: In che modo saranno strutturati gli incontri?

Ogni settimana a partire dal 9 maggio, in un set concepito da Canedicoda, le persone invitate presentano la propria pratica attraverso una presentazione e un talk e lasciano una traccia visiva che rafforzi e tematizzi la propria riflessione e il discorso collettivo; una sovrapposizione di esperienze per generare il confronto e misurare le proprie pratiche, nel tentativo di restituire anche a livello visivo una costellazione eterogenea di processi e ricerche. Da qui il live, lo screening, la book selection, l’ambiente sonoro ecc. dcc. Un ambiente che si compone per addizione e che cambia man mano. L’idea base di May Invitational è soprattutto quella di superare la logica espositiva e celebrativa e di utilizzare i due spazi in maniera speculativa e dialogica rispetto ai progetti ospitati.

ATP: Che ruolo ha Canedicoda?

A tenere insieme i pezzi, configurandoli in una cornice relazionale, sarà il set di Canedicoda, tessitore di fili, realizzatore di mobili e ambienti diffusi che delineano situazioni diverse destinate alle principali funzioni di May Invitational: raccontare, ascoltare, osservare, discutere, consumare.

(Intervista raccolta da Matteo Mottin)

May Invitational - As It Happens - Young Curators

May Invitational – As It Happens – Young Curators

Segue il programma completo  ?

May Invitational / a cura di Martina Angelotti e Simone Frangi

29 aprile – 5 giugno 2014

venerdì 9 maggio 2014

Giulio Bursi e Pia Bolognesi – Atelier Impopulaire (talk) h. 18.30

Sandra Gibson, Luis Recoder + Claudio Rocchetti (live performance) h. 20.30

Atelier Impopulaire è un artists’ collaborative project fondato nel 2012 da Pia Bolognesi e Giulio Bursi. ll lavoro di AI spazia dalle pratiche time based legate alle immagini in movimento alle esperienze post-performance, coinvolgendo l’aspetto scultoreo dei dispositivi e la ricerca teorica e sul testo, per indagare l’identità dell’immagine decostruendo e reinterpretando le sue politiche di rappresentazione.

In occasione di May Invitational Atelier Impopulaire presenta Split, un dialogo visivo tra artisti, filmakers e teorici dell’immagine in movimento che prende forma attraverso un talk, una perfomance site-specific (Sandra Gibson e Luis Recoder con Claudio Rocchetti), e un display dialettico (Margaret Honda, Morgan Fisher / Madison Brookshire, Sandra Gibson e Luis Recoder, Atelier Impopulaire), che focalizza le riflessioni portate avanti durante la ricerca di Atelier Impopulaire.

h.18.30 talk

Giulio Bursi e Pia Bolognesi (Atelier Impopulaire)

h 20.30 live performance

Sandra Gibson + Luis Recoder (USA) con Claudio Rocchetti (ITA, DE)

Entanglements for (up to) Four Projectors 
(2009 –014)

Multiple 16mm projectors, black & white film loops, mixed media, live optical sound processed by Claudio Rocchetti, 60 minutes

Visual Restitution 

Margaret Honda (USA),  4366 Ohio Street Living Room, 2012

Three-color silkscreen and hand-stamped ink on paper, 202 prints, each 61 x 61 cm (Courtesy of the artist)

Atelier Impopulaire,  17 Bethnal & 2nd St, 2013

mixed media installation, Woodskin ® + looped sound recording

Morgan Fisher (USA),  On Phi Phenomenon

sound recording

Morgan Fisher with Madison Brookshire in Highland Park, Los Angeles, 70’

(Courtesy of MOCA and the artists)

Atelier Impopulaire,  Uncanny Part 1:Wendy’s, 2012

single channel video installation, colour, HD, 11’

Sandra Gibson e Luis Recoder,  Threadbare, 2014

16mm projector, film, reels

Simone Frangi,   Martina Angelotti - ay Invitational - Has it happens - Curatori in residenza Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Simone Frangi, Martina Angelotti – ay Invitational – Has it happens – Curatori in residenza Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Simone Frangi,   Martina Angelotti - ay Invitational - Has it happens - Curatori in residenza Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Simone Frangi, Martina Angelotti – ay Invitational – Has it happens – Curatori in residenza Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

May Invitational - Has it happens - Curatori in residenza Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

May Invitational – Has it happens – Curatori in residenza Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

UPCOMING

VENERDì 16 MAGGIO 2014 h. 18.30 

The Barber Shop (Lisbona) – Margarida Mendes (talk e visual restituition)

VENERDì 23 MAGGIO 2014 h. 18.30 

BAR Project (Barcellona) – Juan Canela, Andrea Rodriguez Novoa, Veronica Valentini (talk)

Tobias Kaspar, Priscila Fernandes, Pauline Bastard, Ivan Argote, Marlie Mul, Cleo Fariselli, Ozlem Sulak e Nicoline van Harskampf (screening program)

MARTEDì 27 MAGGIO 2014 h 18.30 

Lungomare (Bolzano) – Angelika Burtscher, Daniele Lupo, Roberto Gigliotti, Lisa Mazza (talk e visual restituition)

Closing Event – May Invitational

GIOVEDì 5 GIUGNO h. 21.00 – Piattaforma Fantastica (Milano)

Wolf Eyes (live concert)

* Lanciato nel maggio 2013, May Invitational è un programma d’inviti dedicato all’esplorazione di art initiatives italiane e internazionali che articolano in modo complementare strategie indipendenti e non-profit di produzione culturale e di ricerca nell’ambito della cultura visiva contemporanea. L’edizione 2014 di May Invitational vede la collaborazione di Viafarini DOCVA e Careof DOCVA in un programma coeso curato da Martina Angelotti e Simone Frangi, progettato con l’ambizione di instaurare negli spazi condivisi dalle due associazioni in Fabbrica del Vapore, una piattaforma, un forum fisico e virtuale per indagare – tramite quattro solo presentation – i meccanismi complessi di ricerca e di sostenibilità di esperienze progettuali diverse, per natura e conformazione.  Ogni settimana a partire dal 9 maggio, in un set concepito da Canedicoda, saranno invitati progetti e spazi diversi, a presentare la propria pratica e a lasciare una traccia visiva che rafforzi e tematizzi il discorso collettivo; una sovrapposizione di esperienze per generare il confronto e misurare le proprie pratiche, nel tentativo di restituire anche a livello visivo una costellazione eterogenea di processi e ricerche.