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In poche righe, Mauro Zanchi ci introduce la genialità atemporale di uno tra i più controversi, amati (se non venerati), e studiati artisti del ‘500. Parliamo di Lorenzo Lotto, artista protagonista di una recente pubblicazione – Lorenzo Lotto – THE SMILING MOON – uscita dalla casa editrice Fortino.
Il saggio – edito sia in italiano che in inglese – racconta non solo la complessa genialità del Lotto, ma vuole anche collocarlo, a ragione, in una prospettiva contemporanea, ossia in dialogo con linguaggi, sensibilità e scelte stilistiche degli artisti contemporanei. 
Tra le suggestioni più calzanti utilizzate da Zanchi, una su tutte sembra aderire, con coerenza, al taglio ermeneutico del libro: l’opera di Giulio Paolini, Giovane che guarda Lorenzo Lotto (1967). Ma a parte i nessi stringenti con il contemporaneo, sono le stesse opere del Lotto a raccontarne la sua capacità di dialogare con immediatezza con correnti storiche del ‘900, per giungere ai giorni nostri.

Stracciata la sicurezza rinascimentale, dimenticata la massima perfezione di Raffaello, con Lotto entriamo nel vivo del Manierismo: lo sfondamento della regola, l’indisciplina formale unita alla rarità (od oscurità) semantica, il capriccio esteriore per esprimere l’irrequietezza interiore. Con Lotto, da sempre considerato tra i più “contemporanei”, ci affacciamo alla tormentata agitazione dei romantici, all’infinito struggimento dei decadenti.. per giungere ai Surrealisti. Non potrebbe infatti Lotto andare a Braccetto con Max Ernst?

L’indecifrabilità che connota molte sue opere – gli intarsi del coro della basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo, su tutte – nasconde un’ “algebra segreta dell’equilibrio tra forma e contenuto”, rivelano come “una cosa può essere molte”, come un significato può scindersi come se visto attraverso un prisma che ne moltiplica il senso. Ribaltamenti dei punti vista, sproporzioni, natura e bizzarrie, mondo onirico e mondo reale: in questo oscillare tra opposti, emerge un Lotto al di là del suo periodo storico, che dialoga, affascina e, aggiungerei, confonde chi guarda le sue opere oggi. 

Le scelte stilistiche e formali non fanno altro che rispecchiare la complessità concettuale dell’artista. Zanchi descrive tutte le ‘invenzioni’ presenti nei pannelli del “coro della memoria” di Bergamo come “lo svolgersi di un pezzo di storia veterotestamentaria in forma cinetica, all’interno del presente storico del Lotto, accanto a scene di vita quotidiana, che sgrana la sua estensione temporale in un non-tempo interiore. In questa speciale macchina pensata per moltiplicare le narrazioni e le letture di senso, girano ingranaggi di tempi contingenti e paralleli.” (p.29)

LORENZO LOTTO, THE SMILING MOON (LA LUNA CHE SORRIDE) Testi di Mauro Zanchi – Fortino Editions

A metà saggio, Zanchi ci/si pone delle domande sulla capacità di un’immagine di significare al di là del periodo in cui è stata creata, sul suo essere contemporanea, sulla sua capacità di dialogare con un ipotetico futuro. 
In particolare – e qui si entra nel vivo sulla presunta ‘contemporaneità’ dell’artista – in che modo possiamo considerare il Lotto atemporaneo, dunque strettamente legato ai tempi odierni? Possiamo pensarlo come un artista dalla visione sia pop e concettuale?
A sostegno della sua tesi-caleidoscopio, Zanchi porta ad esempio un capolavoro dell’artista veneziano: Il Ritratto di Lucina Brembati (1521 – 1523), opera che sostiene anche la copertina del libello, ma non solo, dà prova anche di sapersi confrontare con una grafica – quella sì tutta contemporanea – scelta dalla casa editrice (bravo Alessandro Gori).
Ma torniamo alla nostra opera eccelsa, introdotta da Zanchi come “un capolavoro assoluto della frizione che sta al confine fra ironia e camuffamento esoterico.” 
Dense sono le due pagine che entrano nel merito di questo enigmatico quadro, summa dell’ironia, del mistero e della capacità criptica dell’artista. Un dettaglio su tutti, le lettere dipinte “C” e “I” sulla luna crescente che suggeriscono il nome della giovinetta effigiata: Lu-CI-na.
Ma non voglio svelare altro su questo enigmatico dettaglio, lo lascio scoprire a coloro che, con il libro tra le mani, si immergeranno nelle astuzie celebrali del grande pittore del ‘500. 

Questa edizione fa parte della Picnic collection, una serie di libri-opuscoli tascabili in bianco e nero presentati come delle brevi escursioni che introducono a una visione, o a un’intuizione, tra parole e immagini e viceversa. Della stessa serie si contano 01, Andrea Branzi, The Primitive Metropolis (La metropoli primitiva).

LORENZO LOTTO, THE SMILING MOON (LA LUNA CHE SORRIDE)
Testi di Mauro Zanchi
Tascabile: 11,5 X 17,8 CM

Punti metallici in ottone 56 PP.
Bianco e Nero
Inglese / Italiano
2020
Picnic collection 02 ISBN 978-1-941372-21-0
€/$ 15
Credits, design: Alessandro Gori.Laboratorium; book photographs: Sara Scanderebech

Fortino Editions è un progetto editoriale di nicchia anti-tematico. Pubblichiamo libri con visioni particolari, sperimentali e raffinate; progetti interessati a dare forma a inediti legami tra le immagini, e tra le immagini e le parole.
Per ulteriori informazioni e materiale stampa: libri@fortinoeditions.com

LORENZO LOTTO, THE SMILING MOON (LA LUNA CHE SORRIDE) Testi di Mauro Zanchi – Fortino Editions

MAURO ZANCHI
LORENZO LOTTO, THE SMILING MOON

With respect to which time are we contemporary? “The Smiling Moon” should be considered as an atemporal eulogy given that Lorenzo Lotto (Venezia 1480 – Loreto 1557) has often been considered a 20th-century artist in that his success among critics began following his rediscovery by the American art historian Bernard Berenson.

Berenson is credited with being the first to have grasped the sensitivity and modernity of the painter for his psychological depth and complexity of detail between lenticular description and symbolic allusion. For the author Mauro Zanchi, Lotto is relevant because he is a paradigm of modern man and can inspire contemporary artists even today. We may venture the idea that Lotto is an artist who works on two seemingly distant registers, a pop yet conceptual perspective with an eye towards Arte Povera when he tries to evoke the power of the substance-spirit through the symbolic details of objects with alchemical, mathematical, astrological, and hermetic allusions. In Lotto, the imaginary potential of a divine world coexists with the gestures of bodies suspended between the sublime and the everyday being of the world. In The Smiling Moon Zanchi introduces us to an inedited Lorenzo Lotto that dialogues with Contemporary Art.

The Portrait of Lucina Brembati (circa 1521-1523) on the cover, is an absolute masterpiece representing the friction that lies at the fine line between irony and esoteric camouflaging. Lucina Brembati is presented to us as a contemporary woman, aware and ironic and presumptively one of the “Initiates of Diana”—16th-century “witches”. Indeed, one of the more intriguing features of Lotto is that of creating images that can evoke more than one meaning or reference at the same time.

LORENZO LOTTO, THE SMILING MOON
Texts by Mauro Zanchi
Pocketbook: 11,5 X 17,8 CM

BRASS STAPLES
56 PP. BLACK AND WHITE PANTONE COVER ENGLISH AND ITALIAN 2020
Picnic collection 02
ISBN 978-1-941372-21-0
€/$ 15

Fortino Editions Picnic Collection