Eleonora Di Marino, Manifesto Bétile – GiuseppeFrau Gallery

GIUSEPPEFRAU GALLERY / Eleonora di Marino

GiuseppeFrau è un nome di pura fantasia, mentre Gallery è di purissima provocazione; è uno spazio non-profit estremo che ha sede in un’abitazione privata all’interno di  un villaggio minerario della Sardegna del Sud-Ovest, oltre che, da qualche mese, anche in un lotto di terreno di 16 ha, una sede “open-air”: la Barega Agri Art Gallery.

Nata nel 2009 con l’intento di ricercare e scoprire giovanissimi artisti con energie in grado di interagire attivamente con un territorio in crisi, ostile e distante anni di luce dalle dinamiche dell’arte contemporanea, la GFG oggi  è costituita da artisti frutto di quella mission: Eleonora Di Marino, Davide Porcedda e Riccardo Oi, insieme a Pino Giampà, gestiscono lo spazio, agendo sia come singoli che come collettivo.

Eleonora Di  Marino (Carbonia 1990) pone il suo lavoro d’artista non solo come riflessione teorica ma anche come azione pratica verso la soluzione di emergenze sociali ed ambientali. In questa occasione presenta un lavoro, Bétile, che parte dalle vertenze del suo territorio d’origine, il Sulcis Iglesiente: le miniere, inattive da circa vent’anni, e le industrie che ne hanno assorbito la forza lavoro, sono  causa di terribili devastazioni ambientali e, con la loro chiusura, anche della crisi stessa del territorio. I Fanghi Rossi, 2, 5 milioni di tonnellate di veleni alle porte di Iglesias, sono il simbolo di quello che è rimasto in eredità alla salute della popolazione: è qui che l’azione si concretizza nell’iniziativa di autobonifica S.P.A. (Soluzioni Per l’Ambiente), con il provocatorio tentativo di raccoglierli tutti attraverso piccoli contenitori di vetro e ad una serie di bastoni di legno che ne catturano una parte dopo essere stati immersi nel terreno.

 Per numerose civiltà, tra cui quella sarda nuragica, il Bétile è una pietra lunga conficcata nel terreno: essa rappresenta generalmente il dio-maschio nella parte emersa, e della fertilità in quella interrata. Eleonora non utilizza la pietra, ma un semplice bastone cilindrico di legno, simbolo di una natura pura, dove la tecnologia sa dare forma ma senza mutare la sostanza della materia: un oggetto semplice e pulito, ma che, al contatto con una terra assassinata dall’uomo, ruba ad essa una parte dei velenosi fanghi, svelandone la pericolosa essenza, che dalla madre terra viene portata al cielo, quasi potesse lui purificarla. Non è certo dal cielo che Eleonora si aspetta questa purificazione, ma dalle bonifiche progettate dall’uomo e boicottate dalla politica e dalla follia collettiva di un territorio, che da una parte chiede un riscatto ambientale, dall’altra si affida ad un’economia che ancora produrrà fanghi velenosi e posti di lavoro destinati a perdersi altrove, delocalizzati, prima o poi, in altrettanti luoghi del pianeta dove la sopravvivenza quotidiana non può misurarsi con un progetto di vita più ampio e sostenibile.

KALEIDOSCOPE / Andrea Sala e Tommaso Garner

Tommaso Garner – Andrea Sala – Kaleidoscope – Parigi 2012

LE DICTATEUR / Federico Pepe

Per questa occasione – Le Dictateur a ‘Le Associazioni LIbera’ alla Maison Rouge –   Federico Pepe presenta una ‘tappa’ di un suo progetto iniziato nel 2010 e ancora in progress.  L’artista ha pensato un’installazione formata da composizioni tipografiche ottenute con diverse tecniche: stampa, fotografia, pittura, ecc.  In ogni punto dove l’occhio si posa, sempre e solo una frase: I AM WASTING MY TIME, ‘Sto sprecando il mio tempo’. Caratteri tipografici, fotografie, installazioni, disegni, sono e saranno riprodotti da Federico Pepe per produrre una grande opera tipografica che raccoglie i tantissimi interventi prodotti i questi anni. Il contenuto è sempre, immancabilmente lo stesso: passare, sprecare, sciupare ma anche riempire, accompagnare,  giocare  con il tempo. Verrebbe da chiedersi se il vero contenuto dell’intero progetto non sia il linguaggio e la pratica artistica tout court. Perchè è indubbio che mentre l’opera si sviluppa, veicola anche la sua negazione: ‘mentre ti completo, perdo tempo’. Impossibile risolvere l’antinomia…

LUCIE FONTAINE /  Daniella Isamit Morales

Daniella Isamit Morales – Gemelle

For this  exhibition Lucie Fontaine will present The Monster N° 2 Patrimony , which is a long-term archival and performative project developed by Venezuelan-born Turin-based artist Daniella Isamit Morales , whose practice is focused on the notion of identity and how this notion can be stretched, redefined and de-structured.

In 2010 the artist started to post flyers around Milan offering money to men if they would allow her to beat them.  The flyer attracted the attention of an Italian journalist who contacted the artist and made an interview, which was  then manipulated and published in Italian tabloid magazines Vero and Visto. The article consequently attracted the  attention of the authors of Pomeriggio 5 a talk show broadcasted by Berlusconi’s TV company, which official target consists of old people and housewives. She decided to perform the character presented in those magazines and the fact that she was an artist was never mentioned. Eventually her appearance on the talk show generated another “media presence” in the famous Italian TV show called Striscia la Notizia, which is a parody of the week’s news and was one of the first examples of “Italian entertainment TV” brought to Italy by Berlusconi in the 80s. In Striscia la Notizia the artist is ranked “monster number two” in a top ten of media freaks, and this is the reason behind the title of the work  The Monster N° 2 Patrimony.

This Patrimony includes:

1) Mail from the first journalist.
2) “Visto” (magazine) N°31, August 2010.
3) “Vero” (magazine) N°29, September 2010
4) Mail sending an invitation in tv.
5) “Pomeriggio 5” September 29th, all the tvshow (cd)
6) “Striscia la Notizia” October 1, all the ranking (cd)
7) The monster received 92 e-mails asking for her services (printed inside a carpet)

MOUSSE / Yuri Ancarani

Yuri Ancarani, Piattaforma Luna – Foto di scena di Luca Gambi

Mousse è presente al progetto ‘Le Libere Associazioni’ con il video di Yuri Ancarani ‘Piattaforma Luna’. Photo (in esclusiva) del backstage © Yuri Anacarani

NERO MAGAZINE / Nicola Pecoraro

Nero Magazine è presente a ‘Le Associazioni Libere’ con l’artista Nicola Pecoraro

“Il lavoro che esporrò alla maison rouge s’intitola Hollywood Boulevard. È un lavoro che ho realizzato a Los Angeles nel 2011. Si tratta di una serie di calchi in negativo di sezioni particolarmente rovinate(con crepe, etc.) di marciapiedi di Los Angeles, appunto. Mi aveva colpito la trascuratezza di questi spazi pedonali, che a LA sono negletti quasi per definizione(visto che ci si sposta solo in macchina),  chi va a piedi diventa una sorta di reietto evanescente.  Il risultato ha preso la forma di una serie di reperti pseudo-archeologici, che in una città senza stratificazione come LA è ancora più un controsenso. Sono stati esposti in maniera un po’ museale per accentuarne questa qualità.” Nicola Pecoraro