Laura Cionci - Kalopsia - Video still, April 2016

Laura Cionci – Kalopsia – Video still, April 2016

L’8 settembre alle 21,30, in occasione della Notte Rossa di Volterra dedicata alla Cultura,  Laura Cionci presenta il video Kalopsia, realizzato negli spazi dell’ex-ospedale psichiatrico di Volterra, con la regia di Alessandro Zangirolami, nell’aprile 2016.

“Una luce verde e cangiante di sapore elettronico riempie lo sguardo; contemporaneamente, un suono organico in divenire accarezza l’orecchio. Così inizia Kalopsia, un’esplorazione (unico piano sequenza, in loop) di uno spazio architettonico e del suo stretto, mai doloroso, dialogo con la penetrante natura che lo circonda. Privato di qualsiasi riferimento simbolico e/o storico, lo spazio è trattato dai due artisti in maniera astratta, come in un viaggio cinematico invertito. Iniziando e terminando con la stessa inquadratura, Kalopsia posiziona lo spettatore all’interno di un loop percettivo entro cui è richiesto di rimanere, riflettere, ed attendere l’apparizione di un nuovo elemento spaziale”- scrive nel testo critico Eleonora  Raspi.

Il video sarà proiettato sulle mura della Fortezza, mentre palazzo dei Priori ospita fino al 2 settembre la mostra di Laura Cionci, a cura di Marco Izzolino, “Il giardino segreto”.

ATP: Mi racconti quali sono state le prime sensazioni che hai provato entrando nel Padiglione Ferri, un luogo – parte del complesso monumentale dell’ex Ospedale Psichiatrico San Girolamo di Volterra – che un tempo fu reparto giudiziario destinato ai malati considerati pericolosi?

Laura Cionci: Il padiglione Ferri fa parte del complesso monumentale dell’ex ospedale psichiatrico ed è come uno degli organi di un corpo.
Questo “essere” ha un’epidermide verde che esplode nel suo splendore cancellando i confini del territorio e miscelando l’esterno con l’interno. La biodiversità volterrana corre lungo le strade della città, rafforzandosi nei pressi del complesso, e nel tempo, timidamente, penetra tra le strutture donando una nuova vita ai padiglioni.

La storia di questo posto gioca brutti scherzi alle percezioni e caccia in qualche modo i male intenzionati. Inizialmente è stato difficile adattarsi agli spazi densi ma più passavo ore in quel luogo più tutto mi accoglieva e mi proteggeva. Ho un rapporto stretto con le “altre dimensioni” e lì tutto mi parlava, sentivo un “corpo” respirare dove non c’era. E’ la magia che avvolge il territorio volterrano, carico di storia, di saggezze antiche legate alle energie del luogo, ai personaggi vissuti lì e alla forza della natura. Un territorio con un alto valore energetico non a caso scelto dagli etruschi come dimora e diventato centro nevralgico di eventi importanti nel corso della storia. Volterra chiude e racchiude, come uno scrigno: l’ospedale psichiatrico, la fortezza. Bisogna avere la necessità direi quasi spirituale per voler entrare e conoscerla davvero.

ATP: Qual è il significato di Kalopsia – titolo del video -, e perché lo hai scelto?

Kalopsia in greco significa “vedere il bello anche dove non c’è”.
Credo che nella prima risposta ci sia anche il perché ho scelto insieme ad Alessandro Zangirolami, il regista, questo titolo. Ci racconta che aldilà della storia di un luogo e delle visioni collettive che questo suscita nel tempo, non solo in termini di opinione pubblica ma anche come utilizzo artistico dello stesso, si può vivere una sensazione, un’esperienza senza conoscerne l’origine, solo attraverso le immagini, senza contestualizzare, trovi una bellezza, un’armonia che il tempo trasforma ma non cancella.

Laura Cionci - Kalopsia - Video still, April 2016

Laura Cionci – Kalopsia – Video still, April 2016

ATP: Nel video Kalopsia si ha la sensazione di uscire da un grande corpo architettonico. Dalla prima inquadratura che, ingannevole, ci mostra un esterno, piano piano attraversiamo stanza fatiscenti e luoghi bui. Mi racconti come è nata l’idea di questo video?

LC: L’idea del video nasce dalla visita a questi luoghi incredibili, trattando come artista, da tempo, la tematica delle zone liminali tra corpo, biodiversità e architettura.
Eleonora Raspi, che segue le mie ricerche da alcuni anni, mi porta a conoscere i vari padiglioni e quando incontro il Ferri, trovo immediatamente una chiave di lettura visiva: vedo una delle tante stanze distrutte dal tempo e mangiate dalla pioggia, penso di farla tornare a come inizialmente era, quando questo padiglione viveva. Lo spaesamento che si crea, questo distacco netto che cambia non solo le forme, ma anche la luce, porta lo spettatore a percorrere l’intero padiglione partendo da una sensazione di benessere, di tranquillità. La natura è l’unico elemento che altera questa normalità: entra dentro la stanza, fluttua nell’aria dentro un’altra dimensione che non è più la sua ma riesce comunque a penetrare. Il video è interamente girato in piano sequenza e camminando all’indietro. Frutto di un duro lavoro fisico del regista e dell’operatore Paolo Terraneo. Le difficoltà incontrate sono state molte, iniziando dal continuo ed incessante logoramento della struttura, finendo alla pioggia incessante di giorni durante il lavoro di ristrutturazione e le riprese.
Il loop ci direziona verso il tempo come anche la visione all’indietro. Fa entrare ed uscire dalla dimensione naturale, ponendo lo spettatore alla continua scoperta di elementi spaziali e temporali, partendo da un micro per arrivare ad un macro.
Non meno importante il messaggio critico: Un luogo che può essere rivalutato senza essere stravolto o lacerato, che può mantenere integra questa essenza senza una speculazione edile.
Una ricchezza da scoprire e mantenere.

Il mio legame con il territorio è forte. E’ iniziato lo scorso anno con il progetto realizzato per M’ARTE biennale d’arte contemporanea che vedeva Montegemoli Pomarance e Volterra come comuni protagonisti, dal titolo MOEVA. Quest’anno, invece, grazie al Comune di Volterra, nel mese di luglio ho svolto una residenza in città culminata in una mostra al Palazzo dei Priori a cura di Marco Izzolino. Il progetto dal titolo “Il Giardino Segreto” ha coinvolto i volterrani, veri protagonisti del lavoro, che hanno fatto scoprire nuovi tesori della città al pubblico, a sua volta coinvolto. Un lavoro iniziato a Medellin in Colombia grazie al Museo Casa de la Memoria e sviluppato per Volterra insieme a Izzolino, trovando legami stretti con il territorio e con tematiche che sono parti fondamentali della mia ricerca.

Kalopsia è stato il primo vero incontro che non è uscito subito allo scoperto: solo l’anno scorso ha visto la luce nel Museum of Innocence di Mildura in Australia facendo nascere un gemellaggio tra le due città. Un intervento accolto con entusiasmo dal pubblico, che prevedeva anche un atto performativo insieme all’artista italo-australiano Domenico De Clario.

Ora Kalopsia torna a casa. Ritrova il suo posto e spera di dare un punto di vista nuovo anche agli stessi volterrani, una riflessione nuova e aperta ad un luogo che continua a vivere a modo suo riuscendo a trasformarsi continuamente.

Laura Cionci - Kalopsia - Video still, April 2016

Laura Cionci – Kalopsia – Video still, April 2016

Laura Cionci - Kalopsia - Video still, April 2016

Laura Cionci – Kalopsia – Video still, April 2016