Performance di Heman Chong
Cesare Pietroiusti mentre firma le tessere del Kunstverein (Milano)
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Ora anche Milano ha il suo Kunstverein. Ho cercato nel traduttore automatico di G o o g l e la traduzione, che suona più o meno come circolo, associazione, club d’arte. All’evento (e che evento!) gran confusione di gente, ombrelli, bicchieri di buon vino rosso, polpette, polenta con pomodoro, formaggio con marmellata, spezzatino, crema allo zafferano. Saluti e baci ai tre curatori Alessandra Poggianti, Katia Anguelova e Andrea Wiarda. Bevo il buon vino rosso toscano. Oltre la ressa, seduto e attorniato di gente con soldi alla mano, Cesare Pietroiusti che si presta a firmare e timbrare un piccolo cartoncino con la scritta: “Un disegno di Cesare Pietriusti in 500 esemplari unici – da considerarsi tessere associativa a Kunstverein (Milano) per l’anno 2017 ed opera d’arte a partire dal primo gennaio 2018″ Il disegno è una macchiolina d’oro 23 k. Offerta libera.
Cerco la performance dell’artista Heman Chong. Non la trovo, mi faccio un altro bicchiere di vino. Mi dicono che è nell’altro stabile di fronte. All’ingresso mi passa davanti un uomo muscoloso con una smilza tutina/body. Mi guardo attorno e scorgo gente affaticata che si ingrossa i pettorali, bicipiti, muscoli vari. Salgo al secondo piano e, in una lunga stanza vuota e poco illuminata, scorgo due donne sedute attorniate da 5/6 bottiglie d’acqua. Sento poco di quello che si dicono. Una legge e ha in mano dei fogli, l’altra mezzo ride e mezzo si dispera nel tentativo di ripetere quello che l’altra gli dice. E’ in corso la performance di Chong che consiste nel ‘tramandare’ oralmente un brano di 499 parole che lui ha scritto. Riscendo e chiedo di potermi fare la tessera associativa. Costa 50 euro. Grazie ma non posso!
Ho come la sensazione di non aver visto niente o forse dipende dal troppo vino, troppo gente e dalle troppe polpette. Che dire? Ben arrivato Kunstverein (Milano).

Katia Anguelova e Alessandra Poggianti