Romina Bassu, La tregua, 2019, acrilico su tela, cm 40x50 – Courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma.

Romina Bassu, La tregua, 2019, acrilico su tela, cm 40×50 – Courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma.

Monday blues è il titolo della seconda personale di Romina Bassu – a cura di Manrica Rotili – ospitata allo Studio SALES di Norberto Ruggeri. La pittrice romana propone una nuova serie di opere incentrata sulla rappresentazione di figure femminili in atmosfere sospese, ovattate. Le loro azioni sono congelate in posizioni tanto più stereotipate quanto innaturali.
Le atmosfere sono attraversate da quel dark humour che spesso caratterizza l’immaginario dei lavori dell’artista.

In occasione di questa mostra, abbiamo posto alcune domande all’artista.

Elena Bordignon: Il titolo della tua mostra ha un nesso con un particolare giorno del mese di gennaio, ritenuto essere il giorno dell’anno più deprimente per le nazioni occidentali? Perché lo hai scelto?

Romina Bassu: Ho scelto Monday blues come titolo della mia ultima esposizione personale, perché volevo rievocare sarcasticamente un senso di stanchezza e forse inadeguatezza rispetto al proprio ruolo. La sindrome del lunedì sintetizza quella reazione di rifiuto tipico di chi deve ricominciare una routine o un’attività che si era interrotta dopo una pausa. Il titolo non vuole quindi coincidere necessariamente con il terzo lunedì di gennaio, ma evocarne lo stato d’animo, inserendo tutti i personaggi in una condizione di pausa, come se si fosse creato un corto circuito nel loro comportamento. Cosa turba le donne che raffiguro? È forse questa domanda, che insinuo sin dall’inizio, a diventare la reale protagonista delle mie ultime opere, domanda che non trova una risposta immediata e crea tensione.

EB: Il nuovo ciclo di opere che presenti ruotano attorno al mondo femminile, in particolare ad uno stato d’animo che potremmo definire ‘dark’. Cosa ti interesse di questo umore oscuro?

RB: Per descrivere i miei soggetti femminili scelgo spesso una massiccia dose di ironia. Credo che quella tendenza tragicomica sia un veicolo necessario, un’esigenza che mi concedo per dare la necessaria leggerezza alla ricerca che porto avanti: mi sono chiesta quali fossero i legami tra la patologia psicologica e una cultura ancora così fortemente sessista. Metto in evidenza come le donne in particolare, risentano degli effetti della disparità di genere, non solo nella società, ma soprattutto nel privato. Questa zona d’ombra che emerge dai miei lavori è ricalibrata dall’ironia, come se quell’ansia avesse bisogno di un respiro.

Romina Bassu, Monday, 2019, acrilico su tela, cm 80x60 – Courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma.

Romina Bassu, Monday, 2019, acrilico su tela, cm 80×60 – Courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma.

Romina Bassu,, Face the wall, 2019, acrilico su tela, cm 120x90 – Courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma.

Romina Bassu,, Face the wall, 2019, acrilico su tela, cm 120×90 – Courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma.

EB: Le tue presenze dipinte sono state definite ‘corpi assenti’, immobilizzante in azioni stereotipate. Perché scegli queste particolari pose per il tuo mondo femminile?

RB: Ho da poco scoperto che esiste una patologia che si chiama Piccolo male. In termini clinici è una forma lieve di epilessia, più frequente nell’infanzia; si manifesta con delle “assenze”: per pochi secondi la persona perde completamente il contatto con la realtà circostante in una temporanea sospensione della coscienza. Queste assenze descrivono perfettamente l’immaginario che ha ispirato la serie pittorica di Monday Blues, in cui esploro il conflitto interiore che si scatena nel dover forzatamente accettare la realtà imposta e il rifiuto della stessa. I comportamenti bizzarri che descrivo contemplano un’immagine stereotipata della figura femminile: dipingo acconciature sempre perfette o tacchi scomodamente indossati in ambiti domestici, dettagli che sottolineano quel ruolo sociale che ancora alberga nell’immaginario collettivo.

Nell’opera Monday una donna dal caschetto impeccabile e una manicure altrettanto curata cade, o si è lasciata cadere, con la testa nel piatto, in un momento di sconforto o in quella che potrebbe essere solo una piccola e necessaria pausa dalla realtà casalinga, prima di affrontare l’ennesimo lunedì. Anche in Astenia ho voluto analizzare questo stato di profondo esaurimento delle forze, un momento di abbandono, in cui il corpo prende il sopravvento costringendo la donna a prendersi quel tempo per sé stessa, come un dispositivo scarico che necessita di uno stand-by per poter tornare funzionale.

Romina Bassu, Monday blues, 2019. Installation view, courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma 2019

Romina Bassu, Monday blues, 2019. Installation view, courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma 2019

EB: Per i tuoi dipinti ci sono degli artisti che guardi per trarre ispirazione? O, altrimenti, quali altre sono le fonti da cui muovi per dipingere il tuo immaginario?

RB: Per questa mia ultima serie ci sono due personaggi cinematografici che mi hanno ispirato particolarmente: Adriana, interpretata da Stefania Sandrelli, in “Io la conoscevo bene”, di Antonio Pietrangeli; e Jeanne, interpretata da Delphine Seyrig in “Jeanne Dielman”, diretto da Chantal Akerman.
In entrambi i casi lo scorrere del tempo è scandito da azioni che sembrano rientrare perfettamente in una quotidianità piuttosto normale, anche la prostituzione di Jeanne sembra appartenere all’ordine dei lavori domestici, raffigurata sullo stesso piano del pelare le patate. Entrambe le protagoniste svelano progressivamente, come in una marcia lenta verso il finale, lo scioccante vuoto esistenziale che le tormenta.

EB: Cosa ti interessa svelare del mondo femminile?

RB: Ho immaginato di spiare questi soggetti attraverso una fessura delle mura domestiche e svelarne i segreti più intimi. Una donna che non accetta il suo corpo, e che ossessivamente cerca di trasformare la propria silhouette con delle arance, forse la prima cosa che ha trovato in cucina: il titolo (96.58.91. ossia le misure dichiarate, ma non reali, di Marilyn Monroe) suggerisce quella condizione di eterna ostilità verso il fisico che non riesce mai a raggiungere lo standard dettato dai parametri di bellezza del momento.
In altre opere è molto forte un senso di evasione dalla realtà, evidenziata da pose improbabili e inconsuete: ne è un esempio la Speleologa, in cui la composizione si incentra sulla caratteristica anatomica che costringe la donna che vuole scoprire la propria geografia intima a ricorrere ad uno specchio, per facilitarne la visione. c

Credo che nella mia narrazione pittorica l’aspetto centrale sia la vulnerabilità: recuperarla significa accedere a un residuo di umanità. In Monday blues é gestita con segretezza, mi piace pensare che sia un momento di autenticità in una cultura consumistica che pretende una costante produttività che si estende ai nostri stessi corpi.

Romina Bassu, To the left, 2019, acrilico su tela, cm 40x30 – Courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma.

Romina Bassu, To the left, 2019, acrilico su tela, cm 40×30 – Courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma.

Romina Bassu, Riverenza, acrilico su tela, cm 40x30. – Courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma

Romina Bassu, Riverenza, acrilico su tela, cm 40×30. – Courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma

Romina Bassu, 96.58.91, 2019, acrilico su tela, cm 80x60. – Courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma.

Romina Bassu, 96.58.91, 2019, acrilico su tela, cm 80×60. – Courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma.

Romina Bassu, La donna invisibile, 2019, acrilico su tela, cm 80x60 – Courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma.

Romina Bassu, La donna invisibile, 2019, acrilico su tela, cm 80×60 – Courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma.

Romina Bassu, Respiro, 2019, acrilico su tela, cm 40x30 – Courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma.

Romina Bassu, Respiro, 2019, acrilico su tela, cm 40×30 – Courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma.

Romina Bassu, Penelope, 2019, acrilico su tela, cm 40x50 – Courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma.

Romina Bassu, Penelope, 2019, acrilico su tela, cm 40×50 – Courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma.

Romina Bassu, Call me when you are done, 2019, acquerello su carta, cm 40x30 – Courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma.

Romina Bassu, Call me when you are done, 2019, acquerello su carta, cm 40×30 – Courtesy Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma.