Fondazione Prada,   nuova sede di Milano Courtesy OMA e Fondazione Prada

Fondazione Prada, nuova sede di Milano Courtesy OMA e Fondazione Prada

La nuova sede della Fondazione Prada aprira? a Milano sabato 9 maggio 2015. Le giornate di anteprima si svolgeranno da sabato 2 a venerdi? 8 maggio. Parallelamente ai nuovi spazi di Milano, rimarra? attiva la sede di Venezia nel palazzo settecentesco di Ca’ Corner della Regina. Da maggio e nel corso dell’estate 2015 i due spazi saranno idealmente uniti da due mostre di arte antica a cura di Salvatore Settis.

La nuova sede di Milano, progettata dallo studio di architettura OMA, guidato da Rem Koolhaas, espande il repertorio delle tipologie spaziali in cui l’arte puo? essere esposta e condivisa con il pubblico. Caratterizzata da un’articolata configurazione architettonica che combina edifici preesistenti e tre nuove costruzioni, e? il risultato della trasformazione di una distilleria risalente agli anni dieci del Novecento. Situato in Largo Isarco, nella zona sud di Milano, il complesso si sviluppa su una superficie totale di 19.000 m2, di cui 11.000 m2 saranno utilizzati per le attivita? espositive. L’edificio all’entrata del nuovo centro accogliera? il pubblico con due spazi nati da collaborazioni speciali: un’area didattica dedicata ai bambini e sviluppata con gli studenti dell’E?cole nationale supe?rieure d’architecture de Versailles; e un bar ideato dal regista Wes Anderson che ricrea l’atmosfera dei tipici caffe? di Milano.

Grazie all’apertura di una sede permanente, la Fondazione intende partecipare in modo ancora piu? incisivo alla contemporaneita?, con l’idea che l’arte sia un efficace strumento di conoscenza. Una struttura aperta e flessibile – formata da curatori, scrittori, cineasti e pensatori, invitati a partecipare all’elaborazione e alla realizzazione dei nuovi progetti – permettera? di rinnovare continuamente la programmazione e attivare un processo intellettuale in continua evoluzione.

In occasione dell’apertura della nuova sede di Milano, la Fondazione Prada presentera? una pluralita? di attivita?. Robert Gober e Thomas Demand realizzeranno installazioni site-specific in dialogo con le architetture industriali e con i nuovi spazi. Roman Polanski esplorera? le suggestioni cinematografiche che hanno ispirato i suoi film in un progetto che si tradurra? in un documentario inedito e in una rassegna cinematografica. Selezioni di opere dalla Collezione Prada saranno presentate in esposizioni tematiche. Le mostre “Serial Classic”, a Milano, e “Portable Classic”, a Venezia – curate da Salvatore Settis, in collaborazione con Anna Anguissola e Davide Gasparotto – completeranno il programma. I due progetti espositivi, il cui allestimento e? ideato da OMA, analizzano rispettivamente i temi della serialita? e della copia nell’arte classica e della riproduzione in piccola scala della statuaria greco-romana dal Rinascimento al Neoclassicismo.

La mostra “Serial Classic”, aperta a Milano dal 9 maggio al 24 agosto 2015 (anteprima: 2-8 maggio), e? dedicata alla scultura classica ed esplora il rapporto ambivalente tra originalita? e imitazione nella cultura romana e il suo insistere sulla diffusione di multipli come omaggi all’arte greca. All’idea di classico tendiamo ad associare quella di unicita?, ma in nessun periodo dell’arte occidentale la creazione di copie da grandi capolavori del passato e? stata importante quanto nella Roma della tarda Repubblica e dell’Impero. Il percorso espositivo riunisce piu? di 70 opere e si apre con un approfondimento sugli originali perduti e loro copie multiple, rappresentate da due serie particolarmente note come il Discobolo e la Venere Accovacciata. Altri due importanti nuclei sono dedicati ai temi dei materiali e del colore dei bronzi e dei marmi classici. L’Apollo di Kassel, ad esempio, e? riproposto in due recenti calchi in gesso che riproducono la superficie bronzea dell’originale greco perduto e la coloritura delle copie romane in marmo. Un’altra sezione della mostra esplora le tecnologie e le modalita? impiegate nella realizzazione delle copie, illustrando due momenti fondamentali come la creazione del calco in gesso e il trasferimento delle misure sul nuovo blocco di marmo. Sono inoltre esposte due note serie, la Penelope e le Cariatidi sul prototipo dell’Eretteo di Atene.

La mostra “ Portable Classic”, presentata a Venezia dal 9 maggio al 13 settembre 2015 (anteprima 5- 8 maggio), esplora origini e funzioni delle riproduzioni in miniatura di sculture classiche, presentando oltre 90 opere. Sia nell’antica Roma che nell’Europa moderna si forma un vero e proprio canone di sculture, considerate come la formulazione piu? alta di un determinato soggetto. Il loro prestigio e? tale che il pubblico colto ne desidera almeno una riproduzione, anche di piccole dimensioni e in materiali diversi dall’originale. Un esempio di questa tendenza e? il caso dell’Ercole Farnese, proposto in mostra con una serie di riproduzioni in scala dai 20 ai 150 cm in marmo, bronzo e terracotta. Alcuni capolavori in piccole dimensioni di epoca classica sono avvicinati a multipli di eta? rinascimentale, attraverso gli esempi dell’Ignudo della Paura e della Venere al bagno. Un’altra sezione della mostra e? dedicata a importanti figure di collezionisti del Cinquecento. In alcuni dipinti di Lorenzo Lotto, Tintoretto e Bernardino Licinio, i soggetti sono ritratti tra sculture classiche e calchi in gesso provenienti dalle loro raccolte. Partendo dai casi emblematici del Torso del Belvedere e del Laocoonte, la mostra illustra come gli artisti rinascimentali abbiano utilizzato le copie in piccolo formato per elaborare ipotesi sulle parti mancanti degli originali classici.

Pier Jacopo Alari-Bonacolsi Marco Aurelio 1624 circa 50 x 36 x 20 cm con la base; cavallo 35 x 35 x 12 cm; cavaliere 30 x 20 x 25 cm bronzo dorato Courtesy LIECHTENSTEIN. The Princely Collections,   Vaduz–Vienna

Pier Jacopo Alari-Bonacolsi Marco Aurelio 1624 circa 50 x 36 x 20 cm con la base; cavallo 35 x 35 x 12 cm; cavaliere 30 x 20 x 25 cm bronzo dorato Courtesy LIECHTENSTEIN. The Princely Collections, Vaduz–Vienna

Calco in gesso del Gruppo del Laocoonte ante 1864 h. max. 225 cm; base 142 x 67 cm Courtesy Liceo Artistico - Scuola del Libro di Urbino; Universita? degli Studi di Urbino ‘Carlo Bo’ Foto: Luca Polidori (Universita? degli studi di Urbino Carlo Bo)

Calco in gesso del Gruppo del Laocoonte ante 1864 h. max. 225 cm; base 142 x 67 cm Courtesy Liceo Artistico – Scuola del Libro di Urbino; Universita? degli Studi di Urbino ‘Carlo Bo’ Foto: Luca Polidori (Universita? degli studi di Urbino Carlo Bo)

Erma di Doriforo I sec. a.C. h. 54 cm bronzo Courtesy Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei - Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Erma di Doriforo I sec. a.C. h. 54 cm bronzo Courtesy Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei – Museo Archeologico Nazionale di Napoli