• Jonas Mekas - Personale - installation view at Palazzo della Ragione, Bergamo photo @ Maria Zanchi
  • Shirley Clarke Birth of a Nation 2008
  • Jonas Mekas - Personale - installation view at Palazzo della Ragione, Bergamo photo @ Maria Zanchi
  • Jonas Mekas - Personale - installation view at Palazzo della Ragione, Bergamo photo @ Maria Zanchi
  • Jonas Mekas - To New York With Love, 2009
  • Jonas Mekas - To New York With Love, 2009
  • Jonas Mekas - Andy Warhol and Michel Auder- Birth of a Nation 2008
  • Jonas Mekas - b 1-164 In an Instant It All Came Back to Me, transparent printed glass, 100 x 56 cm, 2015.
  • Jonas Mekas - a 1-166 In an Instant It All Came Back to Me, transparent printed glass, 100 x 56 cm, 2015.
  • Jonas Mekas - photo by Marco Secchi

Alcune tra le sue opere più significative saranno esposte a Palazzo della Ragione a Bergamo dal 10 marzo al 15 aprile, creando uno stretto dialogo tra gli ambienti storici fortemente connotati e l’umanità delle sue narrazioni. Il protagonista è il poeta, artista e regista, nonché fondatore del New American Cinema Group e creatore dell’Anthology Film Archive, Jonas Mekas nella mostra Personale, a cura di Stefano Raimondi e Claudia Santeroni. Organizzata da Comune di Bergamo, Bergamo Film Meeting e The Blank in occasione della 36’ edizione del Film Festival, la mostra abbraccia la complessità di questo poliedrico artista, che attraverso il linguaggio cinematografico, la fotografia e la scrittura è riuscito a rendere le sue esperienze di vita e lavoro, le scoperte, gli incontri un lungo racconto fatto di parole e immagini.
Per ulteriori info Jonas Mekas – Personale CS

Seguono alcune domande ai curatori —

Elena Bordignon – Una delle priorità di “Personale”, la mostra di Jonas Mekas a Bergamo, è quella di presentare la complessità dei mezzi espressivi che lui ha scelto nella sua lunga carriera. Fin dalla sua gestazione, come avete sviluppato il progetto espositivo per potenziare questa ‘complessità’?

Stefano Raimondi – Jonas Mekas è un artista straordinario nell’utilizzare in modo coerente diversi linguaggi, dal video alla parola, dalla musica all’immagine. Nel suo lungo percorso artistico è stato testimone di trasformazioni tecnologiche epocali senza mai sottrarsi allo spirito del tempo, ma anzi intuendo in anticipo le potenzialità che i nuovi paradigmi offrivano. Se pensiamo che a 95 anni ha da poco aperto il suo profilo Instagram, ci rendiamo conto della sua inesauribile energia e positività verso il mondo.

EB – Avete scelto di installare il video “Seasons”, un opera-summa che raccoglie, per frammenti, la sua intera produzione cinematografica. Mi raccontate le motivazioni di questa scelta?

SR – Volevamo offrire allo spettatore la possibilità di ripercorrere, anche solo per frammenti e lampi di bellezza, l’intero percorso artistico e concettuale di Mekas. La pratica, originalissima, di utilizzare e mixare spezzoni di diversi film, girati in tempi diversi, anche molto distanti tra loro, conferisce alle immagini in movimento significati inediti. Le stagioni a cui si riferisce il titolo non sono quindi solo quelle del ciclo naturale, ma in modo più ampio le stagioni che attraversano e definiscono la vita.

 EB – Fin dagli anni sessanta, questo coraggioso, prolifico e visionario artista, ha ribadito con le sue opere la necessità di produrre dei film “vivi”, proclamando nel Manifesto del New American Cinema, che essi dovevano essere –metaforicamente – di “color sangue”. Come leggere oggi tali dichiarazioni, incarnate nelle sue opere sia passate che recenti?

SR – La vitalità attraversa le persone e i tempi. Mekas è stato protagonista di una stagione, siamo negli anni 60′, 70′, assolutamente fantastica per l’ambiente newyorkese, e ha saputo riprenderla e trasmetterla con una sensibilità rara e viscerale, senza illusioni o effetti speciali. Questa spontaneità, questa umanità, si ritrova oggi come allora in tutte le opere dell’artista.

Jonas Mekas - Personale - installation view at Palazzo della Ragione, Bergamo photo @ Maria Zanchi

Jonas Mekas – Personale – installation view at Palazzo della Ragione, Bergamo photo @ Maria Zanchi

EB – Conoscendo e approfondendo la sua ricerca, come raccontereste o motivereste il suo insaziabile desiderio di documentare la vita che gli si presentava – non senza meraviglia – davanti?

Claudia Santeroni – Jonas non potrà essere fisicamente presente alla mostra, in sua vece avremo con noi suo figlio, Sebastian. Jonas ci ha però omaggiati di uno splendido video messaggio, che ho avuto l’opportunità di vedere in anteprima, e che verrà proiettato il giorno dell’inaugurazione.
Si tratta di una meravigliosa introduzione al suo lavoro, una chiave di lettura del suo operato, semplice e brillante. La sua ricerca, come lui stesso la definisce, è un tributo agli amici, alle persone, ai volti, ai luoghi e alle cose che sono transitate davanti ai suoi occhi, per essere traslati su carta o su pellicola, e che lui ha celebrato tramite la video camera e la penna. Scorgere bellezza e gioia di vivere è quello che ha caratterizzato lo sguardo che ha posato sul mondo. L’indagine sulle “parti oscure” del vivere Jonas ha preferito lasciarle ad altri, lui si è concentrato sulla “beauty of living”.

EB – Uno dei tratti distintivi della sua cinematografia è la natura documentativa e diaristica. Mi introducete una o più opere in mostra che rappresentano la peculiarità di questo tratto stilistico, ma soprattutto esistenziale?

CS – Quelli che per Jonas sono amici intimi, persone con cui ha o ha avuto familiarità, per la maggior parte della gente sono celebrità, i cui volti riconoscibili rendono le immagini di Mekas delle “memorie comuni”. “Birth of a Nation” e “To New York with Love” sono due serie fotografiche che rispondono perfettamente a questa idea: scatti che a prima vista appaiono tratti da un album di famiglia, immagini fugaci in cui incontriamo però John Lennon, Yoko Ono, Jackie Kennedy. Sono frammenti della vita di Jonas, un artista straordinario capace di dichiarazioni come “My life is not so much different than your life, we’re part of humanity”.

EB: Una delle specificità di questa mostra è il suo svilupparsi in stretta relazione con il luogo espositivo, un palazzo storico di Bergamo. Mi raccontate come avete studiato l’allestimento e le sue particolarità a confronto con l’opera di Mekas?

CS – Rapportarsi con lo spazio non è stato semplice. Palazzo della Ragione è un luogo storico, splendido, ampiamente connotato. Il nuovo allestimento è un vincolo con cui abbiamo dovuto confrontarci, che non necessariamente ha semplificato la logistica. Abbiamo liberato il più possibile, dando modo ai lavori di Jonas di prevalere su un contesto così denso: una cascata di immagini luminose, la proiezione monumentale di Seasons, la traccia audio composta da Jonas che permea tutta la mostra, due serie fotografiche che si fronteggiano tra loro.

INCONTRI: CINEMA E ARTE CONTEMPORANEA
Jonas Mekas – Personale
Bergamo, Palazzo della Ragione | 10 marzo – 15 aprile 2018

Jonas Mekas incontra il pubblico
Bergamo, Cinema San Marco | Piazzale della Repubblica 2,
Bergamo sabato 10 marzo ore 15.30

Jonas Mekas - a 1-166 In an Instant It All Came Back to Me, transparent printed glass, 100 x 56 cm, 2015.

Jonas Mekas – a 1-166 In an Instant It All Came Back to Me, transparent printed glass, 100 x 56 cm, 2015.

Jonas Mekas - In an Instant It All Came Back to Me, transparent printed glass, 100 x 56 cm, 2015 copia

Jonas Mekas – In an Instant It All Came Back to Me, transparent printed glass, 100 x 56 cm, 2015