Jason Dodge | Luca Gioacchino Di Bernardo in mostra presso la Fondazione Morra Greco

Nei lavori di Jason Dodge e Luca Gioacchino Di Bernardo le suggestioni formali date dalle “mancane” e dalle “assenze” sono elementi fondamentali e silenti che meritano rispetto e grande attenzione, non solo per leggere al meglio l’opera in se, ma soprattutto per recuperare e innescare un momento di riflessione del tutto personale.
17 Febbraio 2020
Jason Dodge – As soon as the invented language enters us something else will vibrate in our skin,2019, Courtesy Fondazione Morra Greco, Napoli Photo Maurizio Esposito

Testo di Giuseppe Amedeo Arnesano

Sotto gli affreschi settecenteschi che decorano il piano nobile di Palazzo Caracciolo di Avellino a Napoli, sede dalla Fondazione Morra Greco, le istallazioni scultoree di Jason Dodge (Newton, 1969) invadono in maniera ragionata lo spazio espositivo. Dal basso emerge una costellazione espansa di object trouvè che creano una percezione di disorientamento irrazionale, poetica e a prima vista caotica legata alla città partenopea, alle vicissitudini del quotidiano, del personale e dell’umano sentire. Oggetti consumati, stoffe, relitti, brani materici e prodotti industriali di identica e varia natura e con grandezze differenti, trovati in giro per la città o recuperati dagli abitanti della zona, si presentano discreti e contemporaneamente rumorosi agli occhi degli spettatori.
Gran parte del materiale utilizzato e pensato da Dodge, per gli ambienti della fondazione, fornisce una rappresentazione non solo fisica e concreta dell’oggetto in sé (difficilmente archiviabile), ma soprattutto offre una mappatura seriale e variegata che indaga e racconta quella porzione ipersensibile del nostro animo che fa parte indissolubilmente del vissuto, di ciò che accidentalmente abbiamo consumato o che per qualche fortuito motivo è entrato in correlazione con la nostra sfera di interesse.

Nonostante le opere dell’artista si dispongano nelle sale come un’unica installazione, nella loro diversità e singolarità d’insieme emerge una forte soggettività e sentimentalismo che cambia in rapporto alle sensazioni e alle esperienze percepite dall’osservatore. Dopo un anno e mezzo di preparazione l’opera di Jason Dodge prende corpo dall’intimità degli oggetti usati, per creare successivamente delle scenografie dell’animo. Con la realizzazione di queste architetture dell’effimero l’artista fa riemergere le complessità, le fragilità e il sarcasmo della natura umana, avviando una riflessione sull’idea dell’assenza e sulle convulse e mutevoli dinamiche sociali che soffocano il nostro Paese e inquinano la contemporaneità.

Jason Dodge – As soon as the invented language enters us something else will vibrate in our skin,2019, Courtesy Fondazione Morra Greco, Napoli Photo Maurizio Esposito
Jason Dodge – As soon as the invented language enters us something else will vibrate in our skin,2019, Courtesy Fondazione Morra Greco, Napoli Photo Maurizio Esposito
Jason Dodge – As soon as the invented language enters us something else will vibrate in our skin,2019, Courtesy Fondazione Morra Greco, Napoli Photo Maurizio Esposito

Al terzo piano della Fondazione Morra Greco i disegni eseguiti da Luca Gioacchino Di Bernardo (Napoli, 1991) scandiscono, dall’alto verso il basso e secondo un allestimento dinamico, il grande ambiente a navata unica. Attraverso una selezione di circa quaranta lavori, le opere dell’artista raccontano una dimensione più classica e accademica di un processo formale legato alla figurazione.

Gli ampi teleri su quali sono installati i disegni a matita realizzati su carta, rappresentano dei personaggi fantastici privi di colori e tratti da un immaginario legato ai bestiari di origine medioevale. Le opere in mostra nascono da una personale ricerca narrativa dalla quale spicca un raffinato ed elaborato gesto di esecuzione incompiuto e vibrante, atto a dichiarare anche un senso di libertà e autonomia incondizionata.

Nei disegni figure bizzarre e a tratti mitologiche compiono, in alcuni casi, movimenti ambigui mentre in altri, la forza delle loro inconsuete azioni si concretizza in atteggiamenti di piacere codificati. Dal grande al piccolo formato Di Bernardo prende in esame, questa volta con rigore scientifico e tratto definito, gli antichi erbari medioevali.  In questo caso i singolari e dettagliati studi botanici proposti dal giovane autore, presentano degli affascinanti elementi descrittivi che risultano poetici e surreali e accompagno i disegni e le illustrazioni di piante, foglie e fiori vari. Nei lavori di Jason Dodge e Luca Gioacchino Di Bernardo le suggestioni formali date dalle “mancane” e dalle “assenze” sono elementi fondamentali e silenti che meritano rispetto e grande attenzione, non solo per leggere al meglio l’opera in se, ma soprattutto per recuperare e innescare un momento di riflessione del tutto personale.

Jason Dodge – As soon as the invented language enters us something else will vibrate in our skin,2019, Courtesy Fondazione Morra Greco, Napoli Photo Maurizio Esposito
Luca Gioacchino Di Bernardo – Studio per Paesaggio e altri animali, 2019 Installation View – Courtesy Fondazione Morra Greco, Napoli Photo Maurizio Esposito
Luca Gioacchino Di Bernardo – Studio per Paesaggio e altri animali, 2019 Installation View – Courtesy Fondazione Morra Greco, Napoli Photo Maurizio Esposito
Luca Gioacchino Di Bernardo – Inetto Alato, 2013 Fusaggine su carta 215 x 150 cm – Courtesy Fondazione Morra Greco, Napoli Photo Maurizio Esposito
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