• James Casebere, exhibition view - Photo Jack Reims - Courtesy Lisson Gallery
  • James Casebere, exhibition view - Photo Jack Reims - Courtesy Lisson Gallery
  • James Casebere, exhibition view - Photo Jack Reims - Courtesy Lisson Gallery
  • James Casebere, Untitled 5 2014 Digital fine art pigment print - Framed dims. 109.22 x 83.82 x 3.49 cm - Courtesy Lisson Gallery London, Milan
  • James Casebere, Untitled 4 2014 Digital fine art pigment print - Framed dims. 109.22 x 83.82 x 3.49 cm - Courtesy Lisson Gallery London, Milan
  • James Casebere, Party at Caffey s Inlet Lifesaving Station, 2013 - courtesy Lisson Gallery - photo Daniele Venturelli
  • James Casebere, exhibition view - Photo Jack Reims - Courtesy Lisson Gallery
  • James Casebere, Untitled 3 2014 Digital fine art pigment print - Framed dims. 109.22 x 83.82 x 3.49 cm - Courtesy Lisson Gallery London, Milan
  • James Casebere, exhibition view - Photo Jack Reims - Courtesy Lisson Gallery
  • James Casebere, Cloudy:Sunny Skies 2013, Digital archival inkjet print - Print 76.2 x 62.2 cm – Courtesy Lisson Gallery London, Milan

Testo di Francesca D’Aria

Frutto di un lungo processo di ricerca, le opere di James Casebere in mostra alla Lisson Gallery di Milano rivelano uno stile caratterizzato da una purezza assoluta delle immagini, all’interno delle quali l’artista compone una sorta di set cinematografico, ricostruendo ambienti reali in sculture-modellini realizzate su scale diverse. Sono oggetti tridimensionali che esistono, prima di tutto, come installazioni ma che l’artista trasforma in fotografie e, spesso, successivamente distrugge. Questi oggetti sono archetipi funzionali alla realizzazione delle immagini, sono riproduzioni curate nei minimi dettagli, con un’attenzione per la profondità, le proporzioni, i colori e sono così precise da sembrare strutture architettoniche e paesaggi fotografati dal vero.

Ma è proprio la perfezione assoluta della copia fotografica a svelarne l’artificialità: i soggetti, ormai rappresentati bidimensionalmente, sono contraddistinti da un estremo iperrealismo, soprattutto nelle immagini che mostrano i paesaggi americani, colmi di desolazione ma definiti da una cura impeccabile presente nelle casette recintate, perfette e ordinate in ogni dettaglio, in ogni filo d’erba e fonte di luce. Tuttavia, ogni singolo angolo di queste costruzioni risulta, dopo un’attenta osservazione, falso e l’occhio di chi guarda scopre l’inganno. Non si è, però, più certi di essere solo spettatori di uno scatto, ci si sente protagonisti di quegli spazi, li si vorrebbe toccare, vivere, abitare davvero.

La questione climatica contemporanea si presenta come tema cardine nelle opere di Casebere;  coglie, e omaggia, gli aspetti della ricerca stilistica del genio romantico di Caspar David Friedrich. La sequenza dei paesaggi innevati è legata a doppio filo a Trees and Bushes in the Snow, da qui egli matura l’intenzione di ricostruire un ambiente candido, minimalista, nel quale gli arbusti secchi resistono alla morte lottando contro un clima ed un territorio avverso; in un ultimo tentativo di sopravvivenza le piante resistono alla mutazione epocale nella quale sono inserite dichiarando di non voler soccombere. Il tema della natura morta è al centro della poetica di questo corpus di opere; è una natura sentimentale, romantica appunto, che si scopre in tutta la fragilità e la potenza possibile. La neve, che diventa matrigna di queste composizioni, altro non è che bicarbonato e soda sapientemente utilizzati per la creazione di un paesaggio innevato domestico.

Di grande impatto è anche Sea of ice, sempre ispirata al talento tedesco del pittore Friedrich che aveva rappresentato un paesaggio dall’atmosfera glaciale ed imponente, dai toni catastrofici che riemergono con la stessa energia dirompente nel lavoro di Casebere. L’artista ripropone un artificiale prototipo tridimensionale dell’opera e lo fotografa, riportando in auge la riflessione ottocentesca sul continuo incontro-scontro dell’uomo con la madre terra, temuta ma venerata dalla cultura dello Sturm und Drang e infine denigrata e depauperata dall’egoismo dell’uomo contemporaneo. Il tono di questi lavori è poetico e trascinante, la dimensione è trasognata, troppo perfetta per essere reale tanto da sembrare parte di uno scenario onirico.

James Casebere, Sea of Ice 2014 Digital fine art pigment print 95.9 x 126.4 cm (print) - Courtesy Lisson Gallery London, Milan

James Casebere, Sea of Ice 2014 Digital fine art pigment print 95.9 x 126.4 cm (print) – Courtesy Lisson Gallery London, Milan

James Casebere, exhibition view - Photo Jack Reims - Courtesy Lisson Gallery

James Casebere, exhibition view – Photo Jack Reims – Courtesy Lisson Gallery

James Casebere, Caffey’s Inlet Lifesaving Station (Dare County, NC) 2013 Fine art pigment print -  Print 76.2 x 111 cm - Courtesy Lisson Gallery London, Milan

James Casebere, Caffey’s Inlet Lifesaving Station (Dare County, NC) 2013 Fine art pigment print – Print 76.2 x 111 cm – Courtesy Lisson Gallery London, Milan