Arno Atlas - Radio Papesse & GiulioAldinucci

Arno Atlas – Radio Papesse & GiulioAldinucci

Intervista a Radio Papesse  in occasione della pubblicazione di Radiofonica: tre giorni sulla radio arte allo spazio ‘O di Milano

Com’è difficile comunicare l’arte contemporanea! Per fortuna non è altrettanto complicato ascoltarla: basta sapere dove cercare. In Italia esiste solo una web-radio con focus sull’arte contemporanea: Radio Papesse. Nata nel 2006 negli spazi di Palazzo delle Papesse Centro Arte Contemporanea di Siena, la web-radio è frutto della collaborazione di Carola Haupt e Ilaria Gadenz.

Il progetto appare unico nel suo genere: una piattaforma-radio per far parlare l’arte contemporanea senza l’appoggio delle immagini. Otto anni fa Radio Papesse sceglie di lavorare il più possibile esplorando e sperimentando nuove narrative. Oggi il suo palinsesto propone sound art, brani (dal pop al rock, dal new folk all’elettronica e al cantautorato italiano) e approfondimenti inediti sull’arte contemporanea. Questi ultimi sono colloqui post-prodotti con artisti e addetti ai lavori. Dalla loro attuale sede a Villa Romana (Firenze), o in trasferta in giro per il mondo, Carola e Ilaria raccontano – a modo loro – l’arte e il suo suono.

All’interno dello spazio ‘O di Milano, Radio Papesse ha partecipato all’evento Radiofonica e registrato gli interventi dei partecipanti. Dal 6 all’8 novembre 2014, artisti, critici, curatori e produttori si sono confrontati sulle potenzialità e il futuro dell’arte radiofonica. Al progetto a cura di Anna Raimondo e Alessandro Bosetti e in collaborazione con Goethe-Institut Mailand ha partecipato Marcus Gammel, direttore di Klangkunst a Deutschlandradio Kultur.

Il brain storming di Radiofonica, lontano dal voler ricercare un significato univoco di radio arte, indaga il connubio dei due termini – in Italia e all’estero.

Lo spazio di riflessione comune aperto al pubblico si trova oggi sul sito di Radio Papesse: www.radiopapesse.org

ATP/Luisa Ausenda: Cosa si propone di fare Radio Papesse? Cosa propone?

L’intento principale è di costruire un canale di accesso al mondo dell’arte contemporanea. Quando intervistiamo, o meglio, conversiamo, con chi ha pensato un lavoro, siamo mosse principalmente dalla curiosità di conoscere la persona. Da ricerche e analisi approfondite su lavori, vite e carriere degli intervistati, realizziamo il nostro scopo: lasciare spazio alle storie personali. In qualche modo si tratta di penetrare la sfera umana del lavoro. Per questo motivo registriamo i suoni dell’allestimento: contribuiscono a condurre all’interno dei lavori stessi. Per quanto riguarda lo streaming, presentiamo opere di artisti e musicisti che altrove non trovano spazio. Il nostro non è un tentativo di sviluppare una critica né interventi speculativi sull’arte contemporanea; il proposito è trasmettere linguaggi artistici.

ATP/LA: Com’è strutturato radiopapesse.org?

I due pilastri del sito sono Archivio e Streaming. L’ascolto in entrambi i casi è on-demand. Tutto il materiale, disponibile secondo il nostro statuto con licenza Creative Commons, si può scaricare.

Il nostro Streaming, attivo 24/7, attinge da un bacino di brani in continuo aggiornamento, seguendo un andamento a onda. Il suo mood dipende dalle nostre classificazioni e indicizzazioni dei singoli pezzi. Si tratta di un canale di promozione musicale e sonora che, seppur “di nicchia”, aspira a coinvolgere anche i neofiti di Radio Papesse. I brani degli artisti con una pagina commerciale – quasi tutti – sono affiancati dai rispettivi link i-Tunes. Nell’Archivio confluiscono le produzioni che presuppongono disponibilità di tempo e dedizione. Dove, ad esempio, un’intervista supera i trenta minuti, la volontà ad ascoltarla deve essere forte. Davanti a uno schermo, nel momento in cui scompare la “distrazione” del video, l’udito passa in primo piano. Lo sguardo invece si apre all’ambiente attorno a sé. La qualità dell’ascolto, per esempio mentre si sta cucinando o guidando, dipende soprattutto dalla qualità della produzione sonora. In questo senso esiste una differenza fondamentale fra sentire e ascoltare e la radio si colloca nel suo interstizio.

ATP/LA Com’è organizzato il vostro archivio? Quali sono, se esistono, i progetti che vi caratterizzano?

L’Archivio è suddiviso in otto sezioni: Suoni d’artista, Paesaggi sonori, Interviste, Audioguide, Speciali, Radia,  Nuovi paesaggi e Süden Radio. Gli ultimi due sono singoli progetti di nostra produzione. Non esistono tanto progetti che ci caratterizzano, quanto un indirizzo di gusti e un intuito “di pancia”. In generale, se da una parte ci sobbarchiamo i limiti di una nicchia, dall’altra ci riserviamo il privilegio della selezione. I ‘Suoni d’artista’ sono lavori di radio arte o sound art condivisi dagli artisti, o che abbiamo prodotto (co-finanziato) noi.

I ‘Paesaggi sonori’, la traduzione dell’inglese soundscaping, sono storie acustiche di ambienti. Un esempio può essere il progetto Süden Radio, che grazie all’invito di Angelika Stepken, direttrice di Villa Romana, ha avuto luogo alla  Deutsche Bank KunstHalle (Berlino). Il tema di questo open call for artists era l’esistenza di dimensioni sonore dell’idea di Sud. Le ‘Audioguide’ sono particolari percorsi museali commissionati da musei e curatori. In ‘Speciali’ rientrano materiali dal corpus non univoco, ad esempio una serie di interviste e registrazioni intorno a una mostra, una Biennale o ai tre giorni di Radiofonica.

Nel 2011, in collaborazione con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e con il patrocinio del Comune di Firenze, è nato un progetto a contatto con la comunità: La Radio a Pedali. Nel flusso della Notte Bianca di Firenze abbiamo inserito una biciclettata. Ciclisti di tutte le età percorrevano la città ognuno con una radio sintonizzata sul concerto dell’inaugurazione del Maggio Fiorentino. Alla fine il corteo ha raggiunto il Teatro Comunale proprio al momento degli applausi. È stata un’esperienza magnifica. In questa occasione Alessio Ballerini, giovane e talentuoso musicista, ha prodotto un ritratto sonoro della serata registrando il percorso della sua bici. Ecco cos’è un paesaggio sonoro.

ATP/LA: Ascoltare con attenzione significa percepire con l’udito. L’ascolto assorto non si limita alla sfera acustica: esso evoca immagini (la sfera visiva) e pure percezioni (la sfera sensoriale-emotiva). A valle delle interviste di Radio Papesse gioca evidentemente un ruolo la consapevolezza di rivolgersi a un pubblico “cieco”. Il linguaggio realizzato è duplice. Infatti la narrativa viene plasmata anche dalla mediazione: la poetica di Radio Papesse. Il suono, accompagnando le voci, influenza e orienta la fruizione. Alla fine delle conversazioni sono i suoni a scortare fuori dal mondo dell’opera.

Laddove on-line il consumo di arte contemporanea è spesso vittima di un’impaziente attività del mouse, la web-radio in questione blocca e inverte il fenomeno. Il processo di rielaborazione dei contenuti sonori si fonda sulle immagini da essi di volta in volta evocate. L’ascolto – oggi più che mai, nell’epoca dell’assuefazione al visivo – apre così il campo a immaginazione, creazione di immaginario e creatività.

Vale la pena di ascoltare l’arte: in fondo basta sapere dove cercare.

Intervista di Luisa Ausenda

La Radio A Pedali,   2011

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Suden Radio - Berlin - Florenz 2013

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Radiofonica - DAY2 morning session / Radio Papesse

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Courtesy Villa Romana Ph. Ilan Zarantonello

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Children Of Unquiet,   Inaugurazione Mostra

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