Teresa Giannico, Interno n°10 dalla serie Ricerca8, 2018, inkjet print, cm 21x31 © Teresa Giannico, courtesy Viasaterna

Teresa Giannico, Interno n°10 dalla serie Ricerca8, 2018, inkjet print, cm 21×31 © Teresa Giannico, courtesy Viasaterna

In occasione di Kaleidos, la sua prima personale alla galleria Viasaterna, abbiamo posto alcune domande a Teresa Giannico. Per questa occasione, l’artista presenta due progetti inediti: Lay Out e Ricerca8 sono due corpus di opere realizzate con tecniche differenti come la fotografia, il disegno e la scultura. La ricerca della Giannico ruota attorno alla rappresentazione di interni reali, spazi intimi e mondi in bilico che, come nell’omonimo gioco – Kaleidos – presentano sedimentazioni di oggetti di diversa natura.
Nell’intervista che segue abbiamo chiesto all’artista di raccontarci come sceglie i vari media espressivi per la realizzazione delle sue opere; i nessi e le analogie tra la sua ricerca e l’ambito della scenografia; cosa le interessa dell’immaginario (fintamente) reale del mondo della réclame. Uno degli aspetti più significativi della sua ricerca è l’appropriazione e, in seconda battuta, la costruzione di un importante archivio – “giacimento visivo“ – da dove attinge per il suo immaginario.

Elena Bordignon: Il titolo Kaleidos è mutuato da un gioco da tavola per bambini: Il concetto di base è quello di riuscire a scovare, in apposite tavole illustrate, quanti più soggetti possibile che abbiano come iniziale la lettera selezionata.  Quali relazioni o analogie ci sono tra le tue opere è il gioco?

Teresa Giannico: Kaleidos non è un titolo didascalico per il mio lavoro, ne suggerisce piuttosto una parte della pratica ovvero la ricerca e l’archiviazione degli oggetti che utilizzo nei miei diorami.
È da quando ho iniziato a lavorare con questi plastici che mi servo di fotografie trovate su internet, a volte si tratta di texture che ne rivestono le costruzioni, altre sono foto di oggetti che stampati direttamente su cartoncino allestiscono l’interno che andrò a fotografare. Dopo anni mi sono ritrovata ad avere un archivio molto grande di questi elementi, tant’è che in Ricerca8 ho lavorato offline sfruttando quanto avevo collezionato nel tempo e rendendo questi oggetti protagonisti dei diorami.

Teresa Giannico, Untitled dalla serie Ricerca8, 2018, inkjet print, cm 150x100 © Teresa Giannico, courtesy Viasaterna

Teresa Giannico, Untitled dalla serie Ricerca8, 2018, inkjet print, cm 150×100 © Teresa Giannico, courtesy Viasaterna

EB: Le due serie di opere che esponi – Lay Out e Ricerca8 – sono realizzate con tecniche differenti come fotografia, disegno e scultura. Mi racconti come metti in relazioni e gestisci media così diversi nella tua ricerca?

TG: Cerco di sfruttare le potenzialità di ognuno di questi media: con il disegno posso inventare qualsiasi tipo di ambientazione, con la scultura posso riprodurre in miniatura ciò che difficilmente riuscirei a costruire nella realtà, mi servo infine della fotografia per il suo carattere fortemente analitico.
Se utilizzassi solo uno di questi mezzi veicolerei un messaggio completamente diverso, mentre a me interessa l’ambiguità visiva dell’immagine.

EB: Molta della tua ricerca è, per certi versi, presa a prestito dalla scenografia. Cosa ti interessa di questa disciplina e che attinenza ha con le tue opere?

TG: Negli anni dell’Accademia ero iscritta al corso di pittura ma frequentavo la scuola di scenografia; il tempo trascorso in quelle aule tra i plastici e successivamente dietro le quinte dei teatri ha influenzato tanto la mia immaginazione. Così come penso che le mie origini campane abbiano altrettanto giocato la loro parte: non solo la scenografia quindi come disciplina in senso stretto, ma tutte le riproduzioni sia in grande scala che le miniature, sia di carattere scientifico, che decorativo o religioso.
Queste riproposizioni, che possono spaziare dai diorami dei musei di scienze naturali, ai presepi o alle scenografie teatrali, mi hanno sempre fatto interrogare sulla scena che stavo osservando, più che della stessa realtà.
Perché la riproduzione è sempre stata un mezzo di conoscenza e comunicazione per l’uomo, non vediamo qualcosa con occhi nuovi solo quando cambiamo punto di vista?
È questo quello che ha influenzato il mio modo di fare immagini, almeno finora.

Teresa Giannico, Interno n°7 dalla serie Ricerca8, 2018, inkjet print, cm 21x31 © Teresa Giannico, courtesy Viasaterna

Teresa Giannico, Interno n°7 dalla serie Ricerca8, 2018, inkjet print, cm 21×31 © Teresa Giannico, courtesy Viasaterna

EB: In Lay Out riproduci interni reali presi da annunci pubblicitari. Cosa ti interessa dell’immaginario (fintamente) reale del mondo della réclame?

TG: Le immagini di Lay Out fanno riferimento ad annunci di case in affitto pubblicati da utenti privati su vari motori di ricerca dedicati. Per la serie ho scelto di riprodurre attraverso diorami di carta alcune di queste fotografie. Per diversi anni il mio punto di interesse è stato lo spazio abitativo; in questo caso per me era molto affascinante vedere come questi utenti prima sistemavano il proprio ambiente e poi lo mostravano attraverso la fotografia.
La scelta delle inquadrature, del tutto amatoriali, è un altro degli aspetti che ho rispettato nel fotografare i diorami successivamente.
Un’operazione opposta alla fotografia di design probabilmente, ma molto più intima e ricca di dettagli.

EB: Nella tua ricerca una parte importante è data dall’archiviazione delle immagini. Come le scegli e le elenchi nel tuo catalogo? Da quali ambiti le scegli e come le selezioni per quelli che diventeranno opere?

TG: Non sono mai stata organizzata nella catalogazione di tutte le stranezze presenti nel mio pc, l’unica regola che col tempo ho seguito è stata quella di abbinare al nome dell’oggetto la macro-categoria, la forma e la dimensione. Questo mi ha permesso nell’ultima serie, in cui gli oggetti inseriti seguivano esclusivamente esigenze di composizione, di ricercare gli elementi in base alle forme di cui avevo bisogno. Non è studiato neanche il punto di partenza di questa ricerca, ho iniziato navigando su Google o su siti di stock immagini per salvare oggetti in base alle fotografie che dovevo riprodurre o agli editoriali che dovevo realizzare. Avendo ogni oggetto tantissime varianti è facile riempire in pochi minuti una cartella.
Il mio archivio ha comunque sia una parte digitale che una parte fisica: nel mio studio ho cassetti pieni di oggetti stampati che conservo sia per riutilizzarli, sia perché sono l’unica testimonianza che rimane dei diorami.

Teresa Giannico, Interno n°4 dalla serie Ricerca8, 2018, inkjet print, cm 21x31 © Teresa Giannico, courtesy Viasaterna

Teresa Giannico, Interno n°4 dalla serie Ricerca8, 2018, inkjet print, cm 21×31 © Teresa Giannico, courtesy Viasaterna

Teresa Giannico, Interno n°2 dalla serie Ricerca8, 2018, inkjet print, cm 21x31 © Teresa Giannico, courtesy Viasaterna

Teresa Giannico, Interno n°2 dalla serie Ricerca8, 2018, inkjet print, cm 21×31 © Teresa Giannico, courtesy Viasaterna

Teresa Giannico – Kaleidos
22 Gennaio – 8 Marzo 2019
Viasaterna, Milano