Installation view,   Il Rituale del serpente,   Fondazione Pastificio Cerere,   foto: Mario Martignetti

Installation view, Il Rituale del serpente, Fondazione Pastificio Cerere, foto: Mario Martignetti

Installation view,   Il Rituale del serpente,   Fondazione Pastificio Cerere,   foto: Mario Martignetti

Installation view, Il Rituale del serpente, Fondazione Pastificio Cerere, foto: Mario Martignetti

Inaugura tra poco meno di un ora la mostra ‘partorita’ dalla mente di Gianni Politi, ‘Il rituale del serpente’, ospitata alla Fondazione Pastificio Cerere a Roma. La mostra è presentata come ‘un viaggio di Gianni con Alessandro, Lupo, Andrea, Namsal&Helena, Giulio, Matteo e Renato‘. Visibile fino al 31 gennaio 2014.

Artisti in mostra:  Giulio Delvè, Renato Leotta, Lupo Borgonovo, Alessandro Agudio, Andrea Dojmi, Matteo Nasini, Helena Hladilova&Namsal Siedlecki e Gianni Politi.

Alcune domande all’ideatore del progetto, Gianni Politi

ATP: Come è nata la mostra collettiva ospitata alla Fondazione Pastificio Cerere, Il rituale del Serpente? Quale idee ti è venuta…

Gianni Politi: Osservando il mio lavoro e quello di alcuni amici ho notato come siamo tutti accumunati dal medesimo bisogno di produrre immagini immobili e simboliche, capaci di contrastare la velocità del nostro quotidiano. Da qui l’idea di vederci assieme, in un unico ambiente, nel tentativo di sospendere la temporalità, accedendo, almeno per un attimo, all’onirico.

ATP: Qual’è il rituale del serpente a cui allude il titolo?

G.P. Ripensando agli studi universitari, ho trovato molti punti di contatto con il pensiero di Aby Warburg ed in particolare in una sua conferenza del 1923 “Serpent ritual” in cui si sottolinea l’importanza del potere psichico delle immagini nelle tribù native del Nord America.

ATP:  C’è un filo conduttore che lega le opere in mostra o ogni intervento è indipendente?

G.P.: I lavori in mostra sono uniti da un candido apparato ambientale, in cui un percorso guida lo spettatore a scoprire poco alla volta i singoli protagonisti, parti di un insieme che si mostra compiuto, ma si svela in continuo mutamento.

ATP:  Milano, Roma e Torino: gli artisti invitati giungono da queste città. Immagino che la scelta sia fondata soprattutto da un legame d’amicizia o mi sbaglio?

G.P.: Si l’amicizia ha giocato un ruolo importante, amicizie vecchie e nuove. La mostra ha avuto una lunga gestazione, lentamente si sono aggiunti elementi, ad uno ad uno è nato un gruppo, nell’insieme vedo la forza.

ATP:  Un uomo concentrato nella lettura accanto al ‘serpentello’ che rincorre la mela nel gioco che troviamo nei vecchi cellulari: due immagini molto lontane. Cosa nasconde questo mix?

G.P.: Tutti gli artisti in mostra sono cresciuti con un 3210 in tasca, un rituale che abbiamo vissuto, concentrati neanche fossimo intenti nella lettura di un trattato di Aby Warburg …. In più riprende la copertina del libro d’ artista pubblicato da cura.books che uscirà in concomitanza con il progetto espositivo.

Installation view,   Il Rituale del serpente,   Fondazione Pastificio Cerere,   foto: Mario Martignetti

Installation view, Il Rituale del serpente, Fondazione Pastificio Cerere, foto: Mario Martignetti

Installation view,   Il Rituale del serpente,   Fondazione Pastificio Cerere,   foto: Mario Martignetti

Installation view, Il Rituale del serpente, Fondazione Pastificio Cerere, foto: Mario Martignetti

Installation view,   Il Rituale del serpente,   Fondazione Pastificio Cerere,   foto: Mario Martignetti

Installation view, Il Rituale del serpente, Fondazione Pastificio Cerere, foto: Mario Martignetti

Il rituale del serpente - Fondazione Pastificio Cerere,   Roma 2013

Il rituale del serpente – Fondazione Pastificio Cerere, Roma 2013

Il rituale del serpente - Fondazione Pastificio Cerere,   Roma 2013

Il rituale del serpente – Fondazione Pastificio Cerere, Roma 2013

Il rituale del serpente - Fondazione Pastificio Cerere,   Roma 2013

Il rituale del serpente – Fondazione Pastificio Cerere, Roma 2013