Vernissage Do Disturb au Palais de Tokyo. Jacopo Miliani “Throwing Balls at Night”.

Throwing Balls at Night

Tre figure si perdono nel bosco di notte alla ricerca di una palla da tennis.

Questa è la trama del balletto Jeux presentato per la prima volta nel 1913 al Teatro degli Champs-Élysées a Parigi. Due settimane dopo nello stesso luogo va in scena la Sagra della Primavera opera della stessa compagnia: I balletti Russi di Sergei Diaghilev. Al centro della scena c’era Vaslav Nijinsky star indiscussa e della danza. Colui che ha detto “I merely leap and pause” (Semplicemente salto e mi metto in pausa).

La Sagra della Primavera è conosciuta come un capolavoro, mentre pochi addetti al settore conoscono Jeux. Si tratta di un poème-dansé ma anche di una faida tra diversi artisti, amanti, danzatori che si è conclusa in uno spettacolo che nessuno dei suoi creatori ha mai veramente voluto mettere in scena. Un meraviglioso fracasso di cui restano pochissime immagini: disegni, fotografie e alcune lettere e pagine di diario che narrano i “gossip” dell’epoca.

Diaghilev scrisse Jeux pima di un esaurimento nervoso e voleva che parlasse del suo coming out, raccontando un ménage-a-trois di tre gai uomini alla ricerca di una palla. Nijinski decide di cambiare un po’ i personaggi e arruolare in questa fallimentare avventura lui stesso come primo ballerino accompagnato da due donne: Tamara Karsavina e Ludmilla Schollar. Dalle fonti in mio possesso non capisco se anche la sorella di Vaslav, Bronislava Nijinska abbia performato Jeux. Tuttaviaè quest’ultima a definire l’opera come il primo balletto moderno, sia per la trama sia per l’uso di scarpe comode e per i movimenti di cui parlerò a breve.

Achille-Claude Debussy non voleva inizialmente comporre la musica e lo fa solo quando Diaghilev decide di raddoppiare il suo compenso. Compone un libretto, con più di sessanta variazioni, di difficile esecuzione per un’orchestra, impossibile per le mani di un solo pianista.  Per non parlare dell’aeroplano che doveva esplodere in scena, mai realizzato dallo scenografo Leon Bakst. C’è poi una teoria che lega il balletto al Gruppo di Bloomsbury, composto di giovani intellettuali che si riunivano nei salotti di Londra discutendo di politica, arte, cultura e a volte, seguendo il peccaminoso trend del tempo, giocavano a tennis di notte. Si vocifera che Nijinsky, invitato a uno di questi incontri, avrebbe forse notato un atteggiamento ambiguo tra Virginia Woolf, la sorella Vanessa Bell e il pittore Duncant Grant… identificati appunto come gli originali giocatori di tennis.

Boom!!!!

Tutto questo che vi ho appena raccontato esplode nella mia mente…

“I passi assolutamente liberi, la gestualità dominata da pugni semichiusi e braccia flesse o intrecciate, i movimenti geometrici e le posture stilizzate” (cosi viene descritto Jeux dal critico della danza Marino Palleschi) diventano per me le catwalk delle Ballroom, in cui si contendono i tornei di Voguing.

Vogue come nel video di Madonna, come le pose delle modelle nelle copertine dell’omonima rivista… Paris is Burning, è il titolo del documentario di Jennie Livingstone che nel 1990 fece successo e scalpore trasformando le comunità di Voguers di New York in un fenomeno mainstream. Adesso che i Novanta sono diventi il nostro nuovo linguaggio, il Voguing è esploso come il fantomatico aereo di Jeux… è dappertutto!

I passi geroglifici della categoria di danza OLD WAY sembrano proprio venir fuori dalle fotografie dell’infausto balletto. Il Voguing non è però una semplice coreografia, ma un nuovo linguaggio usato da persone (spesso black o latine) appartenenti alla comunità LGBTQI+, che allontanatesi dalle famiglie di origine costruiscono delle HOUSE in cui poter esprimere e rivendicare i propri corpi. Movimenti e gesti favolosi che non si sono mai spenti nonostante abbiamo dovuto far fronte a attacchi omofobi, alle categorizzazioni del potere e alla classificazione medica che ha diviso i corpi sani da quelli malati attraverso la diffusione di un epidemia del terrore chiamata AIDS.

Nella performance Throwing Balls at Night, la storia di Jeux incontra il Voguing mischiando l’idea di SHADE con la faida interna del balletto, lo scandalo omosessuale di Dhiaghilev, Nijinsky e Virgina Wool con il concetto di GENDER FLUID, il tennis con il pericolo da sempre insito nella dimensione della YOUTH …

Throwing Ball at Night (2016) è stato presentato alla David Roberts Art Foundation di Londra e al DODISTURB! Festival presso il Palais de Tokyo di Parigi.

Hanno performato: Diva Miyake-Mugler, Prince Maya, Benjamin Milan, Eve Stainton, Yanou Ninja, Mathieu La Durèe, Patric Kuo.

Vernissage Do Disturb au Palais de Tokyo. Jacopo Miliani “Throwing Balls at Night”.
Vernissage Do Disturb au Palais de Tokyo. Jacopo Miliani “Throwing Balls at Night”.

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I (never) explain è uno spazio che ATPdiary dedica ai racconti più o meno lunghi degli artisti e nasce con l’intento di chiedere a una selezione di artisti  di scegliere una sola opera – recente o molto indietro del tempo – da raccontare.
Una rubrica pensata per dare risalto a tutti gli aspetti di un singolo lavoro o serie, dalla sua origine al processo creativo, dall’estetica al concetto.