Nazzarena Poli Maramotti, Idillio, 2018, tecnica mista su tela, 175 x 145 cm - Crediti fotografici Alberto Petrò - Courtesy dell'artista e AplusB Gallery, Brescia (detail)

Nazzarena Poli Maramotti, Idillio, 2018, tecnica mista su tela, 175 x 145 cm – Crediti fotografici Alberto Petrò – Courtesy dell’artista e AplusB Gallery, Brescia (detail)

Negli anni, l’approccio che ho di fronte alla tela è cambiato. Addirittura quando iniziai a dipingere mi trovavo a preferire la carta, supporto che per sua natura fa sì che l’olio si asciughi in tempi brevi, permettendomi di lavorare molto velocemente. Macinavo in fretta le immagini e non si presentava ancora quel tipo di soggezione che provo davanti a una tela bianca, che io stessa preparo e monto sul telaio. Ogni volta lotto per far sì che questo sentimento di riverenza non si traduca in un freno causato dalla volontà di ragionar bene prima di partire.

Anche la scelta delle immagini che mi affascinano e accumulo sulla scrivania è mutata negli anni. L’archivio di riferimenti visivi, che mi tengo vicino mentre lavoro, cresce e muta continuamente. Riflette l’accumulo progressivo di appigli, di interessi e citazioni che man mano toccano la mia pittura. Per iniziare a dipingere ho bisogno di avere delle suggestioni, che però devono rimanere tali.

Mentre dipingevo Idillio, sul mio tavolo avevo foto di paesaggi e quadri antichi, ma anche immagini apparentemente molto lontane fra loro. Di tali soggetti non rimane che un ricordo vago, sono diventati altro: un luogo mentale a cavallo tra astrazione e figurazione, termini obsoleti ma ancora inevitabili per parlare di pittura.

Nazzarena Poli Maramotti, Idillio, 2018, tecnica mista su tela, 175 x 145 cm - Crediti fotografici Alberto Petrò - Courtesy dell'artista e AplusB Gallery, Brescia (detail)

Nazzarena Poli Maramotti, Idillio, 2018, tecnica mista su tela, 175 x 145 cm – Crediti fotografici Alberto Petrò – Courtesy dell’artista e AplusB Gallery, Brescia (detail)

Quando ho iniziato a lavorare a quest’opera non avevo ancora in mente il risultato esatto che andavo cercando, ma solo un’intuizione. Il punto in cui ho capito che il quadro era finito è frutto di una stratificazione non uniforme della pittura sulla tela. La vegetazione, già presente nel primo schizzo ad acrilico, viene negata dall’olio, il quale lascia poi riaffiorare dei frammenti, quasi stagliati nella foschia. Anche le presenze che si lasciano percepire sono una selezione dei corpi che, in un primo momento, animano il paesaggio.

Il bozzetto di partenza è gravido di situazioni, storie che evolvono e mutano con la pittura. L’intuizione che mi porta a scegliere quali lasciare in questo processo a levare, quasi più simile alla logica scultorea, è dettata da un’esigenza narrativa che trova equilibrio solo nel momento in cui la storia rappresentata, fatta di ruderi, protagonisti labili, vegetazioni fagocitanti e cieli in fiamme, si lascia spiare senza spiegarsi.

I riferimenti architettonici, che compongono la base e il lato sinistro, sono nati in maniera spontanea mentre lo scenario si delineava, a delimitarlo come una cornice. Questo è un elemento che nei miei lavori ritorna spesso e che mi permette di circoscrivere sia la durata temporale che quella spaziale dell’azione. È una struttura che sembra quasi nascere con l’obiettivo di reggere, di puntellare un cielo ingombrante e pesante .come un mantello; un cielo che diventa esso stesso uno dei protagonisti.

Nazzarena Poli Maramotti, Idillio, 2018, tecnica mista su tela, 175 x 145 cm - Crediti fotografici Alberto Petrò - Courtesy dell'artista e AplusB Gallery, Brescia

Nazzarena Poli Maramotti, Idillio, 2018, tecnica mista su tela, 175 x 145 cm – Crediti fotografici Alberto Petrò – Courtesy dell’artista e AplusB Gallery, Brescia

Nazzarena Poli Maramotti, Idillio, 2018, tecnica mista su tela, 175 x 145 cm - Crediti fotografici Alberto Petrò - Courtesy dell'artista e AplusB Gallery, Brescia (detail)

Nazzarena Poli Maramotti, Idillio, 2018, tecnica mista su tela, 175 x 145 cm – Crediti fotografici Alberto Petrò – Courtesy dell’artista e AplusB Gallery, Brescia (detail)

Ha collaborato Irene Sofia Comi
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I (never) explain – ideato da Elena Bordignon – è uno spazio che ATPdiary dedica ai racconti più o meno lunghi degli artisti e nasce con l’intento di chiedere loro di scegliere una sola opera – recente o molto indietro del tempo – da raccontare. Una rubrica pensata per dare risalto a tutti gli aspetti di un singolo lavoro, dalla sua origine al processo creativo, alla sua realizzazione.