Andrea Magnani – La Terrasse – Installation view – 2019 Interstate, NY
Andrea Magnani La Terrasse, 2019 Pencil on paper, 3D printed case, Arduino electronic system, motion sensor, thermal printer, thermal paper, lcd screen, key-board, lithium batteries, battery cases, digital print on adesive paper, transparent tape, barcode printed on paper, embroidery on salmon color fabric, coffee on pvc sheet, spray color on bended metal pipes, bended inox metal stripe, wine, glue, dirt, dust – 2019 Interstate, NY
Andrea Magnani Les couleurs de la nuit cannoise, 2019 Blowing glass, sapele wood, rubber, wine, metal spoon, digital print on photographic paper, plastic frame, glue, fixative spray, hair, dirt, dust – – 2019 Interstate, NY

Di corsa, per rifugiarci dal diluvio, entriamo.

Il proprietario di spalle, da dietro al bancone laminato in finta radica, armeggia con il suo smartphone.

Non si preoccupa affatto di noi, sta cercando un live di Bruce Springsteen da amplificare nell’impianto del locale.

Fuori si è alzato anche il vento ed uno degli ombrelloni decolla per poi incastrarsi sotto quello a fianco che magicamente regge il colpo. 

Questo sembra aver attirato l’attenzione del proprietario che solo dopo aver appoggiato il telefonino su un piedistallo di fortuna – forse per permettere anche alla clientela la visione del video? – finalmente si gira.

Lancia il suo sguardo verso la scena fuori poi subito su di noi come per dirci “perfetto!”. In effetti l’incastro regge.

Ordiniamo e ci guardiamo intorno.

Sulla sinistra un gruppetto di 3 local sulla sessantina beve pastisse e, a giudicare dalle facce, già da diverse ore.
In fondo sola e tutta imbacuccata, una signora silenziosa e mascolina.

Beviamo i nostri drink al bancone. Questa se non sbaglio è la seconda volta che entriamo a La Terrasse.

Dopo poco entra un signore seguito da un cane bassotto con due palle gigantesche che sfiorano terra.

Saluta tutti, fa parte di quel gruppetto. Il cane invece fissa la pioggia fuori come ipnotizzato.

“Ama l’acqua!”, si rivolge verso noi. “Ogni volta che faccio la doccia si piazza di fronte a guardare”. L’immagine è geniale.

Andiamo avanti a pastisse e chiacchiere in un francese sbagliato mentre Bruce dall’85 a Parigi continua a cantare sguaiato.

In quel preciso momento, per la prima volta, ho pensato a questo lavoro.


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Le dieci pratiche artistiche scelte per questa sezione di I (never) explain sono eterogenee eppure collegate da uno specifico approccio; ognuna di esse si sviluppa tramite l’ascolto di materiali e medium, intendendoli nella loro accezione più organica, autonoma, viva. Ognuna di queste opere è il risultato di una pratica fondamentalmente alchemica, poiché definita da gesti e stratificazioni, procedendo per addizione e sottrazione, manipolando la materia fino a trasmutarla in microcosmi personali. 

A cura di Zoë De Luca

Andrea Magnani – La Terrasse – – 2019 Interstate, NY
Andrea Magnani Cellar, 2019 Wine bottles, metal pedestal – – 2019 Interstate, NY
Andrea Magnani Untitled No. 4, 2019 Pencil on paper, wooden frame, champagne color aluminium rail, brass chain and hooks – – 2019 Interstate, NY

Per leggere gli altri interventi di I (never) explain

I (never) explain – ideato da Elena Bordignon – è uno spazio che ATPdiary dedica ai racconti più o meno lunghi degli artisti e nasce con l’intento di chiedere loro di scegliere una sola opera – recente o molto indietro del tempo – da raccontare. Una rubrica pensata per dare risalto a tutti gli aspetti di un singolo lavoro, dalla sua origine al processo creativo, alla sua realizzazione.

Dall’apertura della rubrica, tra i curatori invitati a selezionare gli artisti: Simona Squadito, Irene Sofia Comi