Tuuli Malla rehearsing I am a cat Photo: Benedict Johnson 19 May 2015  Courtesy of Nahmad Projects and the artist

Tuuli Malla rehearsing I am a cat Photo: Benedict Johnson 19 May 2015 Courtesy of Nahmad Projects and the artist

Da un concetto di Francesco Bonami ha presto avvio dal 10 giugno scorso il progetto “I am NOT tino sehgal”, ospitato dalla galleria londinese Nahmad Projects. Il titolo, ingannevole, in realtà allude a Tino Sehgal, artista che però non è personalmente coinvolto in nessun aspetto di questo progetto. La mostra-evento dal forte taglio sperimentale, è la prima di una serie di progetti con il quale la galleria aprirà la sua attivita “volta ad indagare sulle più recenti espressioni della contemporaneità, portando una ventata di nuova energia nel panorama artistico delle gallerie di Mayfair.” Il 4 aprile è stata lanciata una “call for artists” perta ad artisti dai 10 ai 35 anni. Sono stati selezionati trenta testi, che sono diventati e diventeranno, per trenta giorni, fino al 20 luglio trenta uniche performances.

“Era da un po’ di tempo che pensavo all’idea di creare un progetto inspirato dal lavoro dell’artista tedesco Tino Sehgal, sebbene Tino Sehgal stesso non partecipi al progetto.” Spiega Francesco Bonami. “Sto riflettendo su un secolo di storia dell’arte contemporanea che è iniziato nel 1917 con la Fontana di Duchamp e che si è sviluppato fino ad ora con un continuo dibattito sull’oggetto artistico, la sua assenza e la sua scomparsa. La pratica artistica di Tino Sehgal interroga numerose questioni riguardo il nostro rapporto contemporaneo con l’arte, la produzione di immagini e la sua distribuzione, il mercato e il semplice scambio di beni attraverso diversi modi, sia simbolici che monetari. Tino Sehgal è stato rivoluzionario nel dematerializzare l’arte, facendoci riflettere su cosa sia l’arte, su chi la crea e chi la possiede. Questo progetto ha lo scopo di spingere queste idee oltre. Ritengo che realizzare un concetto come I am NOT tino sehgal in una galleria con un nome così associato al mercato possa essere un esercizio molto interessante per vedere se le sperimentazioni sono ancora permesse nel mondo dell’arte di oggi e nella produzione artistica. La mia idea è qui di investigare attraverso il lavoro di altri artisti se una pratica come questa possa ancora rispondere ai criteri di produzione artistica, mostre e distribuzione. Se i lavori di Tino Sehgal sono ‘situazioni costruite’, I am NOT tino sehgal sarà un esercizio di decostruzione di questa idea per vedere dove andrebbe a finire, se mai ci fosse una fine. Il nostro progetto dovrebbe essere percepito come un omaggio ad uno degli artisti più radicali dei nostri tempi. Ci poniamo come obiettivo quello di stimolare domande e, speriamo, anche di produrre qualcosa di divertente.”

Seguono alcune domande a Tommaso Calabro, collaboratore di Joseph Nahmad, direttore della galleria.

ATP: Nahmad Projects ha aperto i battenti con l’obiettivo di “portare un approccio radicale e innovativo alla scena artistica di Mayfair”. Come si differenzierà il programma della galleria rispetto agli altri spazi espositivi?

Tommaso Calabro: Ci concentreremo su tematiche e metodi espositivi che generalmente non trovano spazio a Mayfair. L’idea è di mischiare le carte in tavola proponendo un focus sull’arte contemporanea, ma anche una rivisitazione di opere moderne. Il nostro primo progetto, “I am NOT tino sehgal”, è in linea con questa idea e sicuramente, in futuro, cercheremo di mantenere questo tipo di approccio.

ATP: Il programma futuro prevede la collaborazione con artisti e curatori internazionali invitati a riflettere su ‘questioni urgenti’ che circondano l’arte contemporanea. La sfida, dunque, si presenta ardua. Perché dare questo taglio curatoriale così problematico?

TC: Per essere una galleria rilevante nel mondo dell’arte e non solo nel mercato dell’arte.

ATP: Da giugno la galleria ospita “I am NOT tino sehgal”, un progetto basato su un’idea di Francesco Bonami che, bene sottolinearlo, non coinvolge l’artista Tino Sehgal. Quali sono le caratteristiche principali di questo progetto?

TC: Le caratteristiche principali si possono riassumere in tre parole. Innovazione, nel proporre la performance come forma d’arte in una galleria di Mayfair; Contemporaneità, nel vedere quale siano le conseguenze della pratica artistica di Tino Sehgal nei confronti di giovani artisti e Partecipazione, dal momento che tutti gli artisti dai 20 ai 35 anni potevano partecipare in questo progetto. 

ATP: Il progetto ha previsto una ‘call for artists’. Su quali basi avete selezionati i progetti?

TC: Degli oltre 200 scripts che abbiamo ricevuto, alcuni sono immediatamente risultati più in linea con quello che stavamo cercando, ovvero una connessione con la pratica di Tino Sehgal. Altri sono stati scelti in quanto in diretto dialogo con Tino Sehgal – come la performance “Antithesis” che prevedeva la lettura di una lettera a Sehgal in vari linguaggi.

ATP: La galleria è diventata ‘teatro’ di una performance al giorno (e continuerà ad esserlo fino al 20luglio). A tuo parere, che effetto sta ottenendo questo assiduo programma sui visitatori? Quali sono le loro reazioni?

TC: Stupore e crescente interesse. Ormai abbiamo anche visitatori “abituali” che tornano ogni giorno. Sono rimasto piacevolmente stupito dal fatto che molta gente abbia voluto attivamente partecipare alle performances, con picchi fino a 100 visitatori a giorno.

Anna Fafaliou rehearsing Sleep  Photo: Benedict Johnson 19 May 2015  Courtesy of Nahmad Projects and the artist

Anna Fafaliou rehearsing Sleep Photo: Benedict Johnson 19 May 2015 Courtesy of Nahmad Projects and the artist

Adeline de Monseignat rehearsing This Whisper  Photo: Benedict Johnson 19 May 2015  Courtesy of Nahmad Projects and the artist

Adeline de Monseignat rehearsing This Whisper Photo: Benedict Johnson 19 May 2015 Courtesy of Nahmad Projects and the artist

Shortlisted artists for I am NOT Tino Sehgal, Nahmad Projects, London, 2016. Photo: Benedict Johnson.

Shortlisted artists for I am NOT Tino Sehgal, Nahmad Projects, London, 2016. Photo: Benedict Johnson.