• Yuri Pattison_Colocatiom time displacement
  • Seth Price_Chords (2006)
  • Roberto Fassone_P.S.P.S.-Naysayer
  • Riccardo_Benassi_PHONEMENOLOGY
  • OginoKnauss_Recentering Periphery 02_Moscow
  • Martin_Kohout_Sjezd
  • Jennifer_Chan_DeepThoughts
  • Jaakko Pallasvuo_Utopiassss3
  • Ilja Karilampi_Faze Miyake
  • Holly White
  • Harm van den Dorpel_Strategies
  • David_Horvitz_The Distance of a Day
  • Carola Spadoni_Unititled 2010-2015
  • Ben Vickers
  • Auto Italia South East_My skin is at war
  • Anne_de_Vries_Forecast
  • Andrew Norman Wilson_Robin_wide
  • Andrea_Magnani_TDRP
  • Alessandro Di Pietro, 24ØØ, extract
  • HPSCHD_Tshirt design by Gary Viskupic 1969
  • HPSCHD lejaren_hiller_and_john_cage_working_for_hpschd
  • HPSCHD 2015-Philip-Corner-piano-activities-Villa-Croce-2002
  • HPSCHD 1969 poster by Gary Viskcupic
  • HPSCHD 1969 live

(ENGLISH VERSION BELOW)

HPSCHD, considerata da molti come la più stravagante, colossale e ‘rumorosa’ composizione musicale del ventesimo secolo, è la leggendaria opera totale che John Cage, in collaborazione con Lejaren Hiller, realizzò nel 1969. Lejaren Hiller, direttore all’epoca del dipartimento di Computer Music dell’Università dell’Illinois, invitò Cage a presentare un progetto che prevedesse l’utilizzo dei calcolatori in relazione a procedimenti stocastici. Siamo agli albori della computer music. Nonostante l’avversione per il clavicembalo (“mi ricorda una macchina da cucire”), Cage elabora l’idea di HPSCHD partendo da una sollecitazione della clavicembalista svizzera Antoinette Vischer. Hiller raccoglie la sfida e si affianca a Cage per la soluzione dei problemi di calcolo e programmazione insiti nella composizione e nell’esecuzione con le tecnologie dell’epoca. Hiller suggerisce, per la felicità di Cage, di utilizzare il metodo compositivo del Gioco dei Dadi, che Mozart usò nel ‘700 in una sorta di composizione algoritmica ante-litteram. Nasce HPSCHD, un enorme evento multimediale che impiega 7 clavicembali, 208 nastri audio, 59 amplificatori, e un repertorio visivo di 6.400 diapositive (la maggior parte proveniente dalla NASA) e 40 film, proiettati su una superficie schermica circolare lunga 100 metri, realizzata da Calvin Sumsion. La prima esecuzione, vede la partecipazione di 8.000 persone, per una durata di 5 ore.

Esprimendo una certa sintonia con il clima tumultuoso di quegli anni, HPSCHD è stato anche un saggio sulla società dell’abbondanza. Cage percepiva il computer come un mezzo capace di prendere un enorme numero di decisioni, ma era la concertazione anarchica dell’insieme l’effetto che voleva creare. Retrospettivamente HPSCHD può essere letto come una risposta preveggente che metteva in risonanza gli studi sulla comunicazione, la società e l’immaginario collettivo di Marshall McLuhan, gli Happenings, l’atterraggio sulla Luna, la storia della musica classica occidentale, le utopie hippy e Buckminster Fuller. E’ stato anche un presagio sull’attuale epoca delle Information Technologies e i loro effetti sulla coscienza umana.

Con il progetto HPSCHD 1969>2015 Live Arts Week IV propone a Bologna, nella grande sala delle ciminiere di MAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna, una riedizione singolare di quell’opera multimediale. A MAMbo gli elementi costituivi della composizione musicale saranno rispettati adeguandosi alle tecnologie oggi disponibili, mentre l’impianto immaginario verrà riattualizzato affidando la sua realizzazione visuale a una nuova generazione di artisti visivi e multimediali (costituita in larga misura da nativi digitali, ovvero la cosiddetta millennial generation). Per l’esecuzione della parte musicale Xing ha invitato uno dei musicisti che ha partecipato alla prima esecuzione del 1969 assieme a John Cage: Philip Corner, pianista, compositore e artista visivo di area Fluxus, ora ottantenne, in qualità di testimone vivente oltre che esecutore, affiancato da altri musicisti di generazioni successive che si muovono tra musica contemporanea e musica attuale: Luciano Chessa, noto per la riproposizione dell’Intonarumori di Luigi Russolo, l’australiano Anthony Pateras, e gli italiani Marco Dal Pane e Salvatore Panu, con Valerio Tricoli al sound design ed electronics.

Dopo l’esecuzione con i musicisti dal vivo che inaugura Live Arts Week, tutto l’apparato audiovisuale sarà visitabile in forma di installazione per l’intera settimana. La composizione sonora di Cage fornirà in questa modalità uno strano sottofondo come ambiente acustico che accompagna la vera e propria mostra composta dagli interventi audio-visuali selezionati o commissionati ad hoc a venti artisti internazionali che rappresentano uno spaccato della produzione visiva contemporanea impegnata nell’analisi della rappresentazione del mondo nell’era digitale e la produzione di nuove estetiche.

Download –  HPSCHD – John Bewley Lejaren A. Hiller: Computer Music Pioneer

Appuntamenti:

martedì 21 aprile > h 21.00>24.00> MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna (sala delle ciminiere)

mercoledì 22 aprile > h 12.00>18.00 > MAMbo

giovedì 23 aprile > h 12.00>20.00 > MAMbo

venerdì 24 aprile > h 12.00>18.00 > MAMbo

sabato 25 aprile > h 12.00>20.00 > MAMbo

domenica 26 aprile > h 12.00>20.00 > MAMbo

Bio artisti:

Philip Corner, artista e musicista nato nel 1933 nel Bronx, New York. Dal 1992 vive e lavora a Reggio Emilia. Compie studi accademici con Henry Cowell alla Columbia University. A Parigi è nella classe di Olivier Messiaen. E’ compositore ed esecutore come pianista, trombonista e voce. Come performer suona anche il corno alpino, oggetti naturali e metalli. E’ esponente storico di Fluxus e del Judson Dance Theatre (1962-1965), e co-fondatore di Tone Roads (anni ’60), Gamelan Ensamble Son of Lion (1975-1992), Experimental Intermedia Foundation (1970-1980), Sounds Out of Silent Spaces (anni ’70). Negli anni ’60 entra nel gruppo di artisti dell’avventura nord-americana attorno a John Cage. Corner rivela nella sua opera musicale, performativa e di notazione grafica, un’attitudine critica nei confronti della tradizione occidentale e una disposizione al silenzio, alla registrazione ed emissione di una sonorità e una gestualità orientali. Oltre al lavoro di compositore e musicista ha creato numerosi assemblaggi, calligrafie, collage, disegni, dipinti e oggetti in materiali diversi. Tra i suoi lavori più rappresentativi ricordiamo Passionate Expanse of the Law, Sang-teh/Situations e Through the Mysterious Barricade, e dal suo vastissimo repertorio le composizioni per piano perfect, Pictures of Pictures from Pictures of Pictures, il pezzo per coro Peace, be still, Oracle war cantata per musica elettronica, e i 400 pezzi per Gamelan. Ha pubblicato per la Alga Marghen, e di recente Satie Slowly per la Unseen Worlds.

Luciano Chessa, compositore, direttore, concertista e musicologo attivo negli Stati Uniti, Europa, Australia e Sud America. Consegue il diploma in pianoforte e un master in composizione al Conservatorio G.B. Martini di Bologna, la laurea in Storia della Musica all’Università di Bologna, e un dottorato di ricerca in Storia della Musica Contemporanea all’Università della California, a Davis. Fra le sue composizioni più recenti: l’opera A Heavenly Act  (2011) su libretto di Gertrude Stein e video di Kalup Linzy, commissionata dal MoMA di San Francisco; Set and Setting (2014), un brano da camera commissionato dal San Francisco Contemporary Music Players e diretto da Steven Schick; Squeeze! Squeeze! Squeeze! (2013), un lavoro di teatro musicale per vibrafono e chitarra quartitonale scritto per il duo Living Earth Show. Dal 2000 Chessa comincia a sperimentare con la poesia sonora futurista. Nel 2001 esegue in prima moderna i due poemi Piedigrotta e Serata in onore di Yvonne dell’artista futurista Francesco Cangiullo, presentandoli successivamente in diversi teatri del mondo. Luciano Chessa è autore del volume Luigi Russolo Futurist. Noise, Visual Arts, and the Occult, uscito per la University of California Press nel 2012. RoseLee Goldberg, direttrice di Performa, la Biennale delle Arti Performative di New York, gli commissiona la prima ricostruzione mai tentata dell’intera orchestra d’intonarumori futuristi russoliana. L’Orchestra of Futurist Noise Intoners (OFNI) diretta da Chessa viene presentata a San Francisco e a New York nel 2009 con due concerti che includono brani in prima esecuzione assoluta commissionati al gotha della scena sperimentale contemporanea: Mike Patton, Tony Conrad, Blixa Bargeld, Joan La Barbara, Jennifer Walshe, Ellen Fullman, Elliott Sharp, Pauline Oliveros, Ulrich Krieger, Carla Kihlstedt, John Butcher. Un doppio LP dedicato al progetto è stato pubblicato dalla label belga Sub Rosa. Dal 2006 Chessa insegna al Conservatorio di San Francisco, dal 2011 è membro del comitato di redazione della rivista TACET, pubblicazione scientifica internazionale dedicata alla musica sperimentale dell’Università di Parigi 1/Panthéon-Sorbonne, e dal 2013 è membro del comitato curatoriale del SF Electronic Music Festival.

Marco Dalpane, pianista e compositore basato a Bologna. Ha studiato composizione, musica elettronica e si è diplomato in pianoforte. Dagli anni 80 svolge attività concertistica come solista e in varie formazioni cameristiche rivolte alla musica del ‘900. Il suo repertorio, che attraversa la musica contemporanea europea e nordamericana con incursioni nel pop e nel rock, comprende opere di Debussy, Ravel, Satie, Schoenberg, Webern, Bartok, Messiaen, Cowell, Gershwin, Cage, Stockhausen, Feldman, Bussotti, Cardew, Glass, Riley, Nyman, Oliveros. Ha lavorato a lungo con Tiziano Popoli (in duo e con il Popoli-Dalpane Ensemble da loro fondato), e con il gruppo avant-rock Ella Guru; ha inoltre preso parte a progetti in collaborazione con Tony Coe, Lindsay Cooper, Fred Frith, Butch Morris, Eyvind Kang, Alvin Curran, Nicolas Roseeuw, Ulrich Krieger e molti altri. È autore di musiche per il cinema, mostre d’arte, readings e musiche di scena per la danza e il teatro. Dal 1991 si dedica alla realizzazione di colonne sonore per il cinema muto, in veste di pianista e di compositore per l’ensemble Musica nel buio, da lui fondato. Tra i progetti recenti, Hextatic Piano (2012). Attualmente lavora a un repertorio di brani di Frank Zappa trascritti per pianoforte, Zappa Classics for Piano. Ha realizzato inoltre progetti curatoriali dedicati a John Cage, e scrive per Il Giornale della Musica.

www.marcodalpane.com

Anthony Pateras, compositore e pianista, originario di Melbourne, vive attualmente a Berlino. Il suo linguaggio musicale si sviluppa sul nesso tra notazione, improvvisazione e musica elettronica, esplorando il conflitto e la confluenza tra struttura e immediatezza, analogico e digitale, virtuosismo e intuizione. Le sue opere sono state eseguite da Brett Dean, la LA Philharmonic Association, Australian Chamber Orchestra, Erkki Veltheim, Speak Percussion, Richard Tognetti e Satu Vänskä, The Hague, Melbourne Symphony Orchestra, Ensemble Phoenix Basel, Timothy Munro, Ensemble Intégrales e Vanessa Tomlinson. In altri ambiti di ricerca musicale ha suonato e registrato con Jérôme Noetinger, Mike Patton, Han Bennink, Stephen O’Malley, Jon Rose, Christian Fennesz, Paul Lovens, Lucas Abela, eRikm e The Necks. Ha pubblicato per Tzadik, Mego, Synaesthesia, Ipecac, e nel 2012 ha fondato l’etichetta discografica Immediata. E’ stato direttore artistico della Melbourne International Biennale of Exploratory Music.

www.anthonypateras.com

Salvatore Panu, musicista e ricercatore di origine sarda. Ha studiato al Dams di Bologna e dal 1991 ha collaborato con Georges Lapassade con cui ha proseguito gli studi a Parigi, dove ha conseguito nel 1997 il DESS di Etnometodologia e nel 2004 il Dottorato in Scienze dell’Educazione. Nel 1992 fonda a Bologna la Scuola Popolare di Musica Ivan Illich, che ha diretto fino al 2006. Dal 1988 ha svolto ricerche sociali ed etnomusicologiche sul campo (pubblica nel 2001 il libro Il mito sardo, Cultura della festa e società dello spettacolo, per Sensibili alle foglie). Svolge un’intensa attività didattica e di sperimentazione musicale, prevalentemente in Italia e in Francia, conducendo laboratori sulle tecniche di improvvisazione e composizione collettiva, sulle musiche popolari di tradizione orale, sulle tecniche di arrangiamento per banda non convenzionale, e su storia, geografia e generi del canto sociale. Ha collaborato in varie forme con Paolo Fresu, Fred Frith, Jon Rose, Butch Morris, Giancarlo Schiaffini, Eugenio Colombo, Tristan Honsinger, Phil Minton, Barre Phillips, Giovanna Marini. Dal 1989 a oggi si è esibito in festival di musica contemporanea innovativa o di musica popolare di tradizione orale in Italia, Germania, Francia, Belgio, Olanda, Austria, Svizzera, Croazia, Slovenia, Irlanda, Turchia. Ha al suo attivo la produzione di una quindicina di album e ha prodotto cinque CD di ricerca etnomusicologica.

Valerio Tricoli, nato a Palermo nel 1977, opera tra Berlino e Monaco. Compositore di musica elettroacustica, e improvvisatore radicale su strumenti elettronici analogici, Tricoli è considerato uno degli elementi di punta della nouvelle vague musicale italiana. E’ stato membro fondatore dell’etichetta/collettivo Bowindo e del gruppo3/4HadBeenEliminated. Collabora con continuità con Thomas Ankersmit,  Antoine Chessex, Werner Dafeldecker,  Anthony Pateras, Robert Piotrowicz. Ha pubblicato con PAN, Die Schachtel, Formacentric, Dilemma Records, Bowindo.

Alessandro Di Pietro, artista visivo basato a Milano. La sua pratica artistica è focalizzata, in termini materiali e linguistici, sui processi di normalizzazione e di deviazione dalla norma. Nel 2014 realizza La table basse, una personale allo spazio off, Bad New Business della Galleria Francesco Pantaleone a Milano. Partecipa alle mostre collettive: Glitch Interferenze tra Arte e Cinema al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea a Milano, Primavera 2 al CNEAI–Centre National Édition Art Image-Chatou, On File al Platforma Space–MNAC Annex di Bucharest, Constructional System al VIR–Viafarini in Residence a Milano. Sviluppa i progetti editoriali OEI Magazine#65 POSTKONST (Stockholm, 2014); New Observation #130 (New York, 2014); e 24ØØ con Yes I am  Writing a Book publishing (Milano, 2015). E’ stato in residenza in A Natural Oasis (San Marino, 2014), Museo Carlo Zauli (Faenza, 2014),  Dena Foundation for Contemporary Art (Parigi, 2013), Fondazione Spinola Banna per l’Arte (Banna, Torino 2013-14), VIR Via Farini in Residence (Milano, 2012) e Fondazione Ratti (Como, 2012).

Andrea Magnani, artista visivo e designer basato a Milano, si muove in un variegato arco di ricerca tra installazione, video, musica e performance. Nel suo lavoro gli oggetti d’uso attivano immaginificamente narrazioni dense e stratificate. Percorsi ‘congelati’ in opere, in cui è possibile sperimentare una nuova forma di stregoneria fondata su rituali e simboli contemporanei. Ha esposto e realizzato le sue performance in spazi pubblici e privati, tra i quali: T293 (Roma), Stanford Housing (Londra), Viafarini, Mars, Crepaccio (Milano), Italienska Kulturinstitutet (Stoccolma), Archivio di Stato (Torino). Nel 2007 co-fonda Resign, collettivo di ricerca nell’ambito del design. Nel 2014 fonda Siliqoon, label ibrida di produzione e promozione artistica.

www.magnaniandrea.com

Andrew Norman Wilson, artista visivo, curatore e businessman basato a New York. Lavora sull’intersezione tra lavoro e media, realizzando un’indagine approfondita sui modelli di business praticati dalle corporation. Ha esposto al MoMA PS1 di New York, al Centre Pompidou a Parigi, Palais de Tokyo a Parigi, Ullens Center for Contemporary Art a Pechino, Museums Quartier Wien a Vienna, Hammer Museum a Los Angeles, Fluxia a Milano, Yvon Lambert a Parigi, Native Informant a Londra. Partecipa inoltre al Festival del Cinema di New York, al Festival Internazionale del Cinema di San Francisco e a Images Festival di Toronto. Ha insegnato presso l’Università di Oxford, Harvard University, Universität der Künste di Berlino, e CalArts.

www.andrewnormanwilson.com

Anne de Vries, artista olandese, lavora al confine tra fotografia digitale, video e scultura, interessandosi alle influenze dei nuovi media sulla nostra comprensione della realtà. Vries riconnette gli elementi paradossali di un mondo in cui informazioni contraddittorie vengono tenute separate, evidenziando la costante influenza reciproca tra materia e informazione. Le opere di Anne de Vries offrono un accesso al nostro crescente coinvolgimento tecnologico – le sue origini materiali e simboliche, la sua influenza sulla percezione della realtà sociale, le sue implicazioni socio-politiche e le potenzialità future. Una riflessione che parte dalle miniere, le centrali elettriche e le fabbriche, basi materiali dell’esistenza delle information technologies, passando per i brand, l’immagine pubblicitaria, i display, l’uso non commerciale, per finire ai rifiuti tossici: un insieme che rappresenta un unico complesso ciclo ecologico di trasformazione delle materie prime. Cosa serve a una merce per vivere e quali sono i principi ecologici dell’arte?

annedevries.info

Auto Italia South East è un’organizzazione basata a Londra che commissiona e produce nuovi lavori di artisti emergenti. Fondata nel 2007, ha lo scopo di fornire le condizioni necessarie per lo sviluppo di approcci alternativi alla produzione e distribuzione di arte contemporanea. Ha dato vita in questo modo ad un vasto catalogo di operazioni aggregative che include progetti espositivi (Golden Age problems, Yes Way!, EPIC,  Honey Honig, opti-Me*), di broadcast (Auto Italia Live), piattaforme di riflessione critica on-line e off-line (Immaterial Labour Isn’t Working, Where the possible begins, Meet Z *Now Live*, POLYMITH X Miss Information), mescolando spesso i differenti approcci mediali e inventando formati ibridi che attraversano pensiero teorico, displaying e disseminazione mediale. Auto Italia South East è attualmente gestita da Kate Cooper, Marianne Forrest e Marleen Boschen con l’assistenza alla produzione di Edward Gillman e il supporto di Benedetto Drew, Amanda Dennis, Lorna Gemmell e Ben Vickers.

autoitaliasoutheast.org

Ben Vickers è un curatore, scrittore, esploratore, tecnologo e luddista, attivo tra Londra e Atene. Attualmente è curatore del Dipartimento Digitale della Serpentine Gallery e co-direttore del LIMAZULU Project Space a Londra. Dal 2014 è sostenuto progettualmente da Near Now, ed è facilitatore per lo sviluppo del sistema open-source unMonastery, prototipo di uno spazio sociale contraddistinto da una nuova mentalità civile, nato a Matera ma che si svilupperà in altri paesi europei a partire dal 2015. Collabora nel tempo libero a EdgeRyders, e co-gestisce gli incontri nomadici di The Thought Menu e di Open Funerals.

www.benvickers.net

Carola Spadoni, filmaker e artista visiva romana basata a Berlino. Ha realizzato film, documentari, cortometraggi e video musicali presentati in festival, mostre e televisioni. Nel 2003 è tra i vincitori del Premio Giovani Arte italiana istituito dal PARC (Ministero della Cultura), ed espone alla 50a Biennale di Venezia. Sue opere sono esposte in collezioni pubbliche e private. Il suo interesse per il linguaggio del cinema sperimentale e la cultura underground si concretizza anche in un’attività giornalistica – scrive per The Independent Film & Video, il Manifesto, Alias, Rolling Stone Italia -, curatoriale – organizza numerose rassegne di cinema indipendente e video arte – e nell’Insegnamento – corsi universitari e workshop. Tra le mostre più recenti, partecipa a GLITCH. Interferenze tra arte e cinema in Italia al PAC Milano, e Italiens: Junge Kunst in der Botschaft a Berlino.

www.carolaspadoni.net

David Horvitz artista californiano basato a Brooklyn. Realizza libri d’artista, fotografie, performance e mail art, lavora inoltre nella sfera del virtuale. Ha pubblicato tra gli altri Xiu Xiu: The Polaroid Project (2007), Everything that can happen in a day (2010), e Sad, Depressed, People (2012). Fra le mostre personali, ha esposto da Blum & Poe-Los a Angeles, e a New York al Brooklyn Museum e al New Museum. Sta esponendo attualmente da Jan Mot a Brussels, alla Dawid Radziszewski Gallery a Varsavia, e da Peter Amby a Copenhagen. Ha partecipato in mostre collettive all’EVA International, al LIAF, al MoMA e a The Kitchen  a New York. Sempre a New York, ha realizzato progetti con Recess, Clocktower Gallery, post al MoMA, Printed Matter, Rhizome, e Triple Canopy. Ha pubblicato il libro The Distance of a Day (Motto Books & Chert, 2013). Nel 2011 ha ricevuto il Rema Hort Mann Grant e una nomination per il Discovery Award-Les Rencontres d’Arles. Nel 2013 ha aperto la Porcino gallery a Berlino.

www.davidhorvitz.com

Harm van den Dorpel, artista concettuale olandese, attualmente basato a Berlino. Il suo lavoro è incentrato sull’indagine dei rapporti tra gerarchie estetiche, organizzazioni cibernetiche e i sistemi dell’arte e della cultura visiva contemporanee. Esplora come le forme di espressione intuitiva e i sistemi di informazione strutturati algoritmicamente possono operare ibridandosi. Realizza sculture, collage, animazioni video e progetti web. Ha esposto recentemente all’Abrons Art Center e al American Medium di New York. Ha partecipato alle collettive Private Settings, Museo d’Arte Moderna di Varsavia, In Its Image, American Medium a New York, Art Post Internet, Ullens Center for Contemporary Art a Pechino, e al Moving Museum a Istanbul.

harmvandendorpel.com

Holly White, artista visiva, vive e lavora a Londra. Ha studiato Material Anthropology and Visual Culture alla UCL. Realizza vlog, sculture (con ceramica, bronzo, tessuti, maglie..), installazioni, progetti web, video e computer games. Finora ha esposto principalmente a Londra, per Young London 2013 al V22, Ocean Living da Arcadia_Missa, Net Narrative da Carlos Ishikawa, e The New Deal da LimaZulu. No one is going to go there anymore, la sua ultima mostra da Evelyn Yard a Londra, è un microcosmo colorato e derelitto di avanzi e oggetti. Un lavoro fortemente personale e accumulativo che propone un nuovo paradigma del presente, in una dialettica tra spreco/riappropiazione e accumulazione visiva on line.

holly-white.com

Ilja Karilampi, artista svedese, opera tra Göteborg e Berlino. Realizza interventi ambientali, sculture e video mockumentary. Fra le mostre più recenti: Haupstadtrevier, alla Galerie Wedding di Berlino, Faze Miyake al Belenius/Nordenhake a Stoccolma, Rauhassa Hund, al SIC di Helsinki, Xxxercise, presso la Suzanne Geiss Company a New York, e SweSh Xpress, al Marbriers 4 di Ginevra. Tra le collettive espone da Kiria Koula a San Francisco, a The Moving Museum a Istanbul, al Lunch Bytesa di Stoccolma, al HKW di Berlino, e partecipa a Sunbathers II al 1857 di Oslo, e Domino Effect alla Galerie Catherine Bastide a Brussels.

www.karilampi.se

Jaakko Pallasvuo artista finlandese, opera tra Helsinki e Berlino. Il suo lavoro assume varie forme, tra testo, video e scultura, impegnandosi parallelamente in campo teatrale. Al centro della sua riflessione è il tipo di sensibilità creata dagli incontri on-line e le forme di soggettività modellate dai social media. Ha esposto alla Kunsthalle a San Gallen, al Kiasma Museum of Contemporary Art di Helsinki, The Goss-Michael Foundation di Dallas, Kunstraum-Kreuzberg/Bethanien a Berlino, Eyebeam a New York e Future Gallery a Berlino.

www.jaakkopallasvuo.com

Jennifer Chan, artista canadese, nata ad Ottawa e cresciuta ad Hong Kong, attualmente basata a Chicago; si occupa di dinamiche di genere all’interno della cultura mediale, lavorando con remix video, gif, installazioni e progetti web. Ha realizzato mostre personali e partecipato con i suoi video a Transmediale 2013 a Berlino, alla Future Gallery a Berlino, Images Festival a Toronto, Vox Populi a Philadelphia, The Nightingale a Chicago, e recentemente a LTD a Los Angeles. Di lei hanno scritto e pubblicato on line Rhizome, Furtherfield, LEAP, Dazed Digital, New Hive e Sleek Magazine. I suoi video sono distribuiti da Vtape-Toronto.

jennifer-chan.com

Martin Kohout, artista ceco attivo tra Berlino e Praga. Ha studiato alla FAMU Accademia di Cinema di Praga, e arte visiva alla UdK a Berlino e alla Städelschule di Francoforte. Ha fondato e dirige la casa editrice TLTRPreß. Nel 2014 è stato nominato per il Jindrich Chalupecky Award per giovani artisti cechi. Il suo lavoro sui new media si declina tra installazione, performance e musica, e indaga in modo critico il sistema produttivo, quello dei consumi e il corporate branding. Tra i suoi progetti: Watching Martin Kohout composto da oltre 800 video pubblicati su YouTube. Espone in contesti molto diversi: in gallerie private, negli uffici dell’azienda di corporate consulting McKinsey & Company, alla Prague National Gallery e il Bundeskunsthalle di Bonn.

www.martinkohout.com

tltr.biz

Ogino Knauss, collettivo nato nel 1995 a Firenze, dal 2007 basato a Berlino. Nato come laboratorio di ‘cinema mutante’ Ogino:Knauss ha costantemente attraversato linguaggi, formati e pratiche di comunicazione diverse. La sua attività, all’incrocio tra arte, ricerca scientifica e attivismo politico, comprende la produzione di lungometraggi e documentari, live media e vj set, videoinstallazioni, opere audio, grafica, progetti editoriali e fotografici, arte pubblica, laboratori partecipativi. Centro di questa enorme mole di lavoro è la natura processuale e aperta dei singoli progetti, l’attenzione per i paesaggi urbani e la trasformazione del territorio, e la ricerca sui mezzi sperimentali e sui formati audiovisivi.

www.oginoknauss.org

Riccardo Benassi vive e lavora a Berlino. Utilizza il ruolo di artista, scrittore, performer, musicista e designer per dare vita a opere che mirano alla creazione di nuove situazioni. La sua ricerca oppone un attrito alla crescente virtualizzazione, puntando a ristabilire il valore primario dell’esperienza sensibile attraverso una costante revisione del concetto di architettura. I suoi ambienti installativi hanno come comune denominatore una temporanea occupazione del vuoto, che avviene grazie all’uso del suono e una costante sperimentazione sulle possibilità del ‘non visibile’ di matrice concettuale. Ha esposto in numerose istituzioni in Italia e all’estero. Tra le produzioni: il progetto Techno Casa (Live Arts Week/Gianni Peng II, Bologna 2013; Art Fall 13, Ferrara 2013; Marsèlleria, Milano 2014), e le mostre personali Attimi Fondamentali con Piero Frassinelli/Superstudio (Museo Marino Marini, Firenze 2011), 1982 (Macro, Roma 2010), Autostrada Verticale (PAC, Ferrara 2009). Esposizioni collettive recenti: La Scrittura degli Echi (MAXXI Roma 2015), Glitch (PAC Milano 2014), Diamanti (Careof Milano 2014). Fra gli agitatori della scena della musica sperimentale underground, è stato ideatore e promotore insieme a Valerio Tricoli del progetto collaborativo di live electronics Phonorama, e ha fondato con Claudio Rocchetti il duo audio-visivo OLYVETTY. Ha pubblicato Lettere dal sedile del passeggero quando nessuno è al volante (Mousse Publishing 2010), Briefly, Ballare (Danilo Montanari 2012), Attimi Fondamentali (Mousse Publishing 2012), Techno Casa (Errant Bodies 2015).

www.365loops.com

Roberto Fassone, artista visivo di Asti, realizza lavori che esplorano e indagano i processi e le strategie regolative della produzione di opere d’arte contemporanee. Ha esposto e performato, tra le varie, presso Carroll/Fletcher, Londra, ZHdK, Zurigo, Fondazione Bevilacqua LaMasa, Venezia e Room Galleria, Milano. È stato recentemente artista in residenza al Museo La Ene, Buenos Aires (2014) e a Viafarini, Milano (2013).

www.jamaicainroma.com

Seth Price, artista visivo, nato a Gerusalemme Est (Palestina), vive e lavora a New York. Basandosi sul principio della mutevolezza Price ha sviluppato nel corso degli anni una vera e propria estetica, dando vita ad un corpus di opere la cui difficoltà di collocazione ha contribuito a creare uno dei casi esemplari dell’arte dell’ultimo ventennio. Price impiega strategie differenziate di confezione e circolazione del proprio lavoro, partendo dalla riappropriazione di elementi presi dal sistema di produzione culturale, dall’industria dell’informazione e dal mondo della rete. Il suo ruolo è stato in questo senso anticipatorio, facendolo diventare un riferimento inter-generazionale per le tematiche affrontate e la sensibilità poetica. Tra le innumerevoli mostre, ha esposto a dOCUMENTA (13) Kassel, Biennale di Venezia 2011, Kunsthalle Zurich, Museum of Modern Art di New York.

www.distributedhistory.com

Yuri Pattison, artista multimediale irlandese basato a Londra. Si occupa dei modi in cui il mondo virtuale permea la realtà materiale. Utilizza diversi dispositivi per esplorare punti di forza e limiti della comunicazione digitale. Attualmente è in residenza alla Galleria Chisenhale, all’interno del programma Create Residency 2014-16. Nel 2015 l’Institute of Contemporary Arts di Londra gli ha commissionato un progetto on-line in relazione alla storica mostra Cybernetic Serendipity, prodotta dall’ICA nel 1968. Tra le mostre personali più recenti: Free Traveller, al Cell Projects di Londra, Collocation, Time Displacement da Minibar a Stoccolma, e ink pearl memory da Arcadia_Missa a Londra. Partecipa inoltre alle collettive The Future of Memory alla Kunsthalle Wien, Private Settings al Museo di Arte Moderna di Varsavia, Snow Crash da Banner Repeater a Londra e Objectness da Outpost a Norwich. Nel 2014 Pattison ha partecipato al Post Digital Cultures Symposium a Losanna, al Futurecamp del Wysing Art Centre, e al Lunch Bytes del CCA di Glasgow.

www.yuripattison.com

John Cage/Lejaren Hiller (USA)

HPSCHD 1969>2015

live concert & visual environment, produzione Xing/Live Arts Week

clavicembali Philip Corner (USA) / Luciano Chessa (I/USA) / Marco Dal Pane (I) / Anthony Pateras (AUS/D) / Salvatore Panu (I)

electronics e sound design Valerio Tricoli (I/D)

contributi visivi Seth Price (USA) / Ben Vickers/Holly White (UK) / Yuri Pattison (IRL) / Carola Spadoni (I/D) / Jennifer Chan (CDN) / Jaakko Pallasvuo (FIN/D) / Ogino Knauss (I/D) / Riccardo Benassi (I/D) / Andrea Magnani (I) /  Anne de Vries (NL) / Harm van Den Dorpel (NL) / David Horvitz (USA) / Andrew Norman Wilson (USA) / Martin Kohout (CZ/D) / Roberto Fassone (I) / Alessandro di Pietro (I) / Ilja Karilampi (S/D) / Auto Italia South East (UK)

coordinamento contributi visivi Enrico Boccioletti

coordinamento progetto Daniele Gasparinetti

produzione Xing/Live Arts Week

in collaborazione con MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Fondazione Teatro Comunale di Bologna

supporto tecnico BH audio, Radio Sata

Alessandro Di Pietro, 24ØØ, extract

Alessandro Di Pietro, 24ØØ, extract

HPSCHD is the legendary total opera John Cage achieved in collaboration with Lejaren Hiller. It premiered on May 1969 at the Assembly Hall of the University of Illinois, Chicago, and it continues to be appreciated as the most gigantic and loud musical piece of the Twentieth century. Lejaren Hiller, the director of the Computer Music dept. of the University of Illinois, invited John Cage to present a project based on the application of calculating devices and stochastic processes. Cage proposed the basic concept of HPSCHD, inspired by an idea from Swiss harpsichordist Antoinette Vischer. Accepting the challenge, Hiller worked alongside Cage for the score and the performance, as well as solving computational and programming problems related to technology in those days. HPSCHD was born: it was a huge multi-media event, featuring 7 harpsichords, 208 recorded tapes, 59 amplifiers and 52 tape-players, all of which was organised into 13 sections. Regarding visuals, the work took advantage of an archive of 6.400 slides (5.000 courtesy of NASA), 64 slide projectors, 40 films projected by 8 projectors on a one hundred meter circular display, specifically conceived by Calvin Sumsion. A crowd of 8.000 people observed that first performance, which lasted 5 hours.

The very nature of HPSCHD is inextricable from the tumult of the year it premiered, as an essay on the subject of abundance. Cage saw the computer as a means of making an enormous number of decisions, hence producing an abundance of music for delivery in a circus atmosphere: it was the quantity and the anarchic arrangement of the whole that create the effect. 1969 is the year when Buckminster Fuller’s Utopia or Oblivion was published, nearly twenty years after Norbert Wiener’s The Human Use of Human Beings (1950) and four years after Understanding Media: The Extentions of Man by Marshall McLuhan (1964). HPSCHD could somehow depict Cage’s reply to this sequence of forward-thinking works, encouraging mankind to take part in a big thought experiment and finally come to terms with the universal–rather than global–perception, which postwar society was inevitably to acquire. His reply was properly ‘Cagean': virtually endlessly ambivalent and random by method, per se. It was the first enactment or, so to speak, a first ‘listening’ of big data.

HPSCHD 1969>2015, produced by Xing for Live Arts Week 2015 at MAMbo Museo d’Arte Moderna di Bologna, reinterprets that trailblazing piece: both an homage, and an occasion to update and debate, thanks to the cooperation of forces from both the avant-garde generation peer to the original event, and either the so-called digital natives or Millennial generation. In the Bologna project the core elements of the musical score will be observed according to a few necessary technical updates. A visual rework is definitely worth the effort of a much more flexible interpretation, including a new series of commissions to young post-digital artists, scanning through big data networks in search of  inspiration, finding what, back in 1969, was beyond imagination. In the present moment of transition and ambiguity, HPSCHD 1969>2015 is conceived with the purpose to examine this complicated phase of contemporary visual culture.

For the music part of the performance, Xing has invited one of the musicians who took part in the first performance in 1969 along with John Cage: Philip Corner, pianist, composer and visual artist of the Fluxus movement, now in his eighties, a living witness as well as performer. He will perform alongside some other musicians from later generations who work in contemporary and current music: Luciano Chessa, known for his reinterpretation of the Intonarumori by Luigi Russolo; the Australian musician Anthony Pateras; and Italian musicians Marco Dal Pane and Salvatore Panu, with sound design and electronics by Valerio Tricoli.

After the live performance which will open Live Arts Week featuring also these musicians, all the visual contributions will be on display as an installation for an entire week. Cage’s sound composition will thus provide an unusual backdrop, an acoustic environment to accompany this exhibition of the audio-visual works that have been selected or specially assigned to 20 international artists who represent a specific area of contemporary visual arts that seeks to analyse the representation of the world in the digital sphere as well as the production of new aesthetics.

HPSCHD – John Bewley Lejaren A. Hiller: Computer Music Pioneer

Dates:

tuesday 21 april > h 9 pm>1 am > MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna (sala delle ciminiere)

wednesday 22 april > 12 pm>6 pm > MAMbo

thurday 23 april > 12 pm>8 pm > MAMbo

friday 24 april > 12 pm>6 pm > MAMbo

saturday 25 april > 12 pm>8 pm > MAMbo

sunday 26 april > 12 pm>8 pm > MAMbo

Bio:

Philip Corner, born in 1933 in New York, now resident in Reggio Emilia, Italy, is an american composer of interdisciplinary works that have been performed throughout the world; he is also active as a performer, visual artist and writer. In the field of new music, he has performed as a pianist, trombonist and vocalist and also played alphorn and various natural objects, including resonant metals. He studied composition with Henry Cowell and Otto Luening at Columbia University, and analysis and musical philosophy with Olivier Messiaen in Paris. In the 60’s he became part of the group around John Cage, and he taught Modern Music in USA in different schools and Universities. Corner was a founding participant of Fluxus since 1961. He co-founded with Malcolm Goldstein and James Tenney  the Tone Roads Chamber Ensemble (1963-1970), Out of Silent Spaces (1972-1979) and Gamelan Son of Lion (1976, still active). His music frequently explores unintentional sound, chance activities, minimalism, and non-Western instruments and tuning systems; improvisation is important, though not exclusive. Some ‘performance proposals’ lead to a kind of ecstatic semi-trance. Contact with artists in other media, especially dance and the visual arts, as well as a long-standing interest in Eastern religions such as Zen Buddhism and study of the music of composers from the Baroque and Pre-Baroque eras, has impacted his music. Representative works include the ensemble pieces Passionate Expanse of the Law, Sang-teh/Situations and Through the Mysterious Barricade, among many others. Also in his incredibly large oeuvre are piano pieces (perfect, Pictures of Pictures from Pictures of Pictures), choral works (Peace, be still), electronic music (the war cantata Oracle), and more than 400 works in the Gamelan series, to mention only some of his catalogue.  He has released part of his corpus for Alga Marghen, and recently a new interpretation of Satie Slowly for Unseen Worlds rec. In addition to his sound work, he has created numerous assemblages, calligraphy, collages, drawings, and paintings, and also written much poetry. His works are regularly exhibited in galleries, mostly in Europe, and are in notable museum collections.

Luciano Chessa, composer, conductor, pianist, has been active in Europe, the U.S., Australia, and South America. Luciano Chessa holds a D.M.A. in Piano performance and a M.A. in Composition from the G.B. Martini Conservatory of Music in Bologna, Italy, a M.A. in History of Medieval Music from the University of Bologna, and a Ph.D. in Musicology and Music Criticism from the University of California at Davis. Recent compositions include Set and Setting, a San Francisco Contemporary Music Players commission premiered by Steven Schick and the SFCMP in 2014, LIGHTEST, a SFMOMA commission presented in 2013, and Squeeze! Squeeze! Squeeze!, a large-scale work written for the quartertone vibe/quartertone electric guitar duo The Living Earth Show in 2013. Chessa is the author of Luigi Russolo Futurist. Noise, Visual Arts, and the Occult, the first monograph ever to be dedicated to the Futurist Russolo and his Art of Noise, out on University of California Press in 2012. Chessa’s Futurist expertise has resulted in an invitation by the New York-based Biennial of the Arts PERFORMA to direct the first reconstruction project of Russolo’s earliest intonarumori orchestra. A double LP dedicated to his Orchestra of Futurist Noise Intoners (featuring Mike Patton, Tony Conrad, Blixa Bargeld, Joan La Barbara, Jennifer Walshe, Ellen Fullman, Elliott Sharp, Pauline Oliveros, Ulrich Krieger, Carla Kihlstedt, John Butcher) has been released on the Belgian label Sub Rosa. In 2011 Chessa conducted the project with the New World Symphony in their new Frank Gehry designed Concert Hall as part of a Performa-produced event to celebrate 10 years of Art Basel | Miami Beach; the performance included the world premiere of Lee Ranaldo’s It All Begins Now (Whose Streets? Our Streets!). Luciano Chessa teaches at the San Francisco Conservatory of Music, serves in the Advisory Board of TACET, the international research publication dedicated to Experimental Music from the Université Paris 1/Panthéon-Sorbonne, is a member of the Steering Committee of the SF Electronic Music Festival, and collaborates with SF’s Italian Cultural Institute. His music is published by Edizioni Carrara and by RAI TRADE, the Italian National Broadcast Channels’ music publishing company.

Marco Dalpane, pianist and composer based in Bologna. He studied piano, composition, electronic music at Bologna Conservatory, and attended the graduate program at the University of Bologna DAMS. Since the 80’s he performs in concerts as a soloist and in various chamber music ensembles focusing primarily on 20th century music. His repertoire, which extends through European and North American contemporary music to pop and rock music, includes works by Debussy, Ravel, Satie, Schoenberg, Webern, Bartok, Messiaen, Cowell, Gershwin, Cage, Stockhausen, Feldman, Bussotti, Cardew, Glass, Riley, Nyman, Oliveros. He has worked extensively with Tiziano Popoli (in duo and with the Popoli-Dalpane Ensemble), and the avant-rock group Ella Guru; he also took part in projects in collaboration with Tony Coe, Lindsay Cooper, Fred Frith, Butch Morris, Eyvind Kang, Alvin Curran, Nicolas Roseeuw, Ulrich Krieger. He has composed scores for theater, dance and films, art exhibitions, readings, radio and television.  Since 1991, has been working on music for silent movies as a pianist, composer and conductor. He composed commissioned pieces for main European tv networks such as ZDF and ARTE, and collaborated for a decade with the Cineteca del Comune di Bologna. Among recent projects, Hextatic Piano, and a curatorial project dedicated to John Cage. Currently working on piano transcription of Frank Zappa’s music, Zappa Classics for Piano. He also writes for Giornale della Musica.

www.marcodalpane.com

Anthony Pateras is a composer, pianist and electro-acustic musician, originally from Melbourne, Australia, now living in Berlin. He works with a musical language at the nexus of notation, improvisation and electronic music, exploring the conflict and confluence between structure and intuition, the analogue and digital, the virtuosic and naïve. As a composer he has collaborated with many musicians, each of which adds new dimensions to his artistic aesthetic. His compositions have been performed by Brett Dean, the LA Philharmonic Association, Australian Chamber Orchestra, Erkki Veltheim, Speak Percussion, Richard Tognetti & Satu Vänskä, Percussion Group The Hague, Melbourne Symphony Orchestra under Markus Stenz, Ensemble Phoenix Basel, Timothy Munro, Ensemble Intégrales Hamburg and Vanessa Tomlinson. Outside of the concert hall, he has performed or recorded with musicians such as Jérôme Noetinger, Mike Patton, Han Bennink, Stephen O’Malley, Jon Rose, Christian Fennesz, Paul Lovens, Lucas Abela, eRikm and The Necks. He has released for Tzadik, Mego, Synaesthesia, Ipecac, and in 2012 he established his own record label Immediata. He has been the artistic director of Melbourne International Biennale of Exploratory Music.

www.anthonypateras.com

Salvatore Panu, musician and researcher from Sardinia. He studied at Dams Univeristy in Bologna, and  since 1991 worked with Georges Lapassade with whom he continued his studies in Paris, where he obtained in 1997 a DESS degree in Ethnomethodology, and in 2004 a Doctorate in Education Sciences. In 1992 he founded in Bologna the Scuola Popolare di Musica Ivan Illich, which directed until 2006. Since 1988 he has been researching in the ethnomusicological and social fields (in 2001 he published the book Il mito sardo, Cultura della festa e società dello spettacolo, for Sensibili alle foglie). He is currently teaching and researching in the music field, mainly in Italy and France, conducting workshops related to improvisation techniques and collective composition, oral tradition in the popular music, arrangement techniques for unconventional street band, and history, geography and genres of social singing. He has collaborated in various forms with Paolo Fresu, Fred Frith, Jon Rose, Butch Morris, Giancarlo Schiaffini, Eugenio Colombo, Tristan Honsinger, Phil Minton, Barre Phillips, Giovanna Marini. Since 1989 he has performed in contemporary and popular music festivals in Italy, Germany, France, Belgium, Holland, Austria, Switzerland, Croatia, Slovenia, Ireland, Turkey. He produced over a dozen albums and five CDs on ethnomusicological research.

Valerio Tricoli, born in Palermo in 1977 and based in Berlin and Munchen. Composer of electroacoustic music, radical  improviser on analogue electronic instruments, Tricoli is considered one of the flag-hips of the Italian nouvelle vague. He was a founding member of the italian avant-rock group 3/4HadBeenEliminated and of the Bowindo label/collective. He has been working extensively with Thomas Ankersmit, Antoine Chessex, Werner Dafeldecker, Anthony Pateras, Robert Piotrowicz. Ha pubblicato con PAN, Die Schachtel, Formacentric, Dilemma Records, Bowindo.

Alessandro Di Pietro lives and works in Milan. Among his most important solo shows: La table basse at the off-site space Bad New Business of Francesco Pantaleone Gallery (2014, Milan). Selected group shows include: Interferenze tra Arte e Cinema GLITCH at PAC (2014,Milan), Zodiaco at CAR drde (2014, Bologna); Primavera 2 at CNEAI Centre National Édition Art Image (2013, Chatou); Catch and Glimpse at Filser und Grӓf (2013, Munich); On File at Platforma Space – MNAC Annex (2013, Bucharest); Constructional System at VIR – Viafarini in Residence (2012, Milan); Engramme at 22,48m² Gallery (2012, Belleville, Paris). In 2013, he participated to the 16th Biennial of Europe and the Mediterranean (Ancona). He has published on NEW OBSERVATION #130 (2014, New York); OEI Magazine #65 POSTKONST (Stockholm, 2014); 24ØØ with Yes I am  Writing a Book publishing (Milano, 2015). He has co-curated with Cecilia Guida the show Facciamo il Punto at the space Riss(e) (2013, Varese). Selected residencies: A Natural Oasis (2014, San Marino); Museo Carlo Zauli (2014, Faenza); Dena Foundation for Contemporary Art (2013, Paris); Fondazione Spinola Banna per l’Arte (2013, Banna, Turin); VIR Via Farini in Residence (2012, Milano).

Andrea Magnani, visual artist and designer, based in Milan, works with installation, video, music and performance condensed into different research strands. In his work, imaginative but usable objects trigger dense and layered stories. Strands ‘frozen’ in works, in which one can feel a new form of witchcraft based on contemporary rituals and symbols. Andrea has exhibited and performed in public and private spaces, included: T293 (Rome), Stanford Housing (London), Bevilacqua La Masa (Venice), Viafarini, Crepaccio, Mars (Milan), Italienska Kulturinstitutet (Stockholm), Archivio di Stato (Turin). In 2007 he co-founded Resign, a collective research design studio. In 2014, he founded Siliqoon, a hybrid label of artistic production and promotion.

www.magnaniandrea.com

Andrew Norman Wilson is an artist, curator e businessman based in New York. His practice deals with the contemporary condition of labor and media, as well as a deeper understanding of business practice of multinational corporations. His work has exhibited at MoMA PS1 in New York, Centre Pompidou in Paris, Palais de Tokyo in Paris, Ullens Center for Contemporary Art in Beijing, MuseumsQuartier Wien in Vienna, The Hammer Museum in Los Angeles, Fluxia in Milan, Project Native Informant in London, Yvon Lambert in Paris, the New York Film Festival, the San Francisco International Film Festival and the Images Festival in Toronto. He has lectured at Oxford University, Harvard University, Universität der Künste Berlin, and CalArts.

www.andrewnormanwilson.com

Anne de Vries is a Dutch artist working on the border of digital photography and other media like video and sculpture. De Vries is interested in how our understanding of reality is influenced by new media. In a world where contradictory information is often carefully separated, Vries’ reconnects these paradoxical elements as raw material in his work, assessing how matter and information are constantly impacting one another. The works by Anne de Vries offer access to our increasing entanglement with technology – its material and symbolic origins, its influence on our sense of social reality, its socio-political implications and its future potentials. From the mines, energy plants and factories, where the hardware basis of information technologies comes into being, to brand names, advertising images, product displays, personal use and ultimately – piles of toxic waste – commodities undergo a variety of state changes throughout complex ecological cycles. What does it take for a commodity to live, and what are the ecological principles of art?

annedevries.info

Auto Italia South East is an artist run organisation based in London that commissions and produces new work – collaborating directly with emerging artists. Founded in 2007, it aims to provide a framework for developing alternative approaches to production and exhibition formats. They created in this way a vast catalog of aggregative operations which include exhibition projects (Golden Age problems, Yes Way !, EPIC, Honey Honig, opti-Me*), broadcast (Cars Italy Live), online/offline critical platforms (Immaterial Labour Is not Working, Where the possible begins, Meet Now Live *Z*, X POLYMITH Miss Information), stirring often the different approaches and inventing hybrid formats crossing theoretical thinking, displaying and media-dissemination. Auto Italia South East is currently run by Kate Cooper, Marianne Forrest and Marleen Boschen with production assistance from Edward Gillman and support from its board of trustees: Benedict Drew, Amanda Dennis, Lorna Gemmell and Ben Vickers.

autoitaliasoutheast.org

Ben Vickers is a curator, writer, explorer, technologist and luddite. He is currently based between London and Athens. Curator of Digital at the Serpentine Galleries, is Co-Director of LIMAZULU Project Space, a Near Now Fellow and facilitator for the open-source development of unMonastery, a new civically minded social space prototyped in Matera, Southern Italy during 2014 and now set to replicate throughout Europe 2015/16. During his spare time he contributes to EdgeRyders, co-runs the nomadic talks programme The Thought Menu and host’s Open Funerals.

www.benvickers.net

Carola Spadoni is born in Roma and lives in Berlin. Filmmaker and visual artist directed a feature films, documentaries, shorts and music videos that have been shown in festivals and screening series as well as broadcasted on tv. Since the early 2000s, the research within the cinematic language brought her work towards film and video installation, consequently showing in galleries and museums. In 2003 is among the winners of the Young Italian Art Prize given by the PARC (Office of the Ministry of Culture), for which participated in the 50th Venice Art Biennal. Her work is in private and public collections. Her interest for experimental cinema and underground cultures is also expressed through her journalistic activity for Il manifesto (IT), Alias (IT), Rolling Stone Italia and The Independent Film & Video (U.S.). She curated several screening series of independent film and contemporary art videos. Also lectured in universities, participated in symposia and taught workshops. Most recent exhibitions include the site specific project A sudden outpost at Glitch for the group exhibit GLITCH. Interferenze tra arte e cinema in Italia  in 2014 at PAC Milan, Italiens: junge kunst in der Botschaft in 2010 in Berlin.

www.carolaspadoni.net

David Horvitz is an artist born in California and lives in Brooklyn. He uses art books, photography, performance art, and mail art as mediums for his work. His published work includes: Xiu Xiu: The Polaroid Project (2007), Everything that can happen in a day (2010), and Sad, Depressed, People (2012). He is known for his work in the virtual sphere. Recent solo exhibitions include: Blum & Poe, Los Angeles, 2014; Brooklyn Museum, Brooklyn, 2014; the New Museum, 2014; concurrent shows at Jan Mot, Brussels, and Dawid Radziszewski Gallery, Warsaw, 2014; Peter Amby, Copenhagen, 2013. His work has been shown at EVA International 2014, Glasgow International 2014, LIAF 2013, MoMA, and The Kitchen. In New York, he has realized projects with Recess, Clocktower Gallery, post at MoMA, Printed Matter, Rhizome, and Triple Canopy. Recent artist books include The Distance of a Day (Motto Books & Chert, 2013). He has received the Rema Hort Mann Grant in 2011 and was nominated for the Discovery Award at Les Rencontres d’Arles in 2011. In 2013, he founded Porcino gallery in Berlin.

www.davidhorvitz.com

Harm van den Dorpel, born in Zaandam, The Netherlands, is a Berlin-based conceptual artist. With his work he investigates aesthetic hierarchies and cybernetic organisations of art and contemporary visual culture in general. He explores how intuitive associative expression, and algorithmically structured information systems can operate in hybrid. His practice includes sculpture, collage, animation and websites. He had a solo show at the Abrons Art Center in New York City, curated by Karen Archey, and American Medium, New York City. Recent group exhibitions include; Private Settings, Museum of Modern Art, Warsaw; The Moving Museum, Istanbul; In Its Image, American Medium, New York City; Art Post Internet, Ullens Center for Contemporary Art, Beijing.

harmvandendorpel.com

Holly White is a visual artist living and working in London. Graduated from MA Material Anthropology and Visual Culture at UCL, London, she makes vlogs, installations, sculptures (cast bronze, glazed ceramics, weaving, knitting..), websites, videos and computer games. Recent exhibitions include: Young London 2013, V22, London, Ocean Living, Arcadia_Missa, London, Net Narrative, Carlos Ishikawa, London, and The New Deal, LimaZulu, London. No one is going to go there anymore, her last solo show at Evelyn Yard, London, is a colored and derelict microcosm of remnants of objects. The British artist presents a body of work which is strongly personal and cumulative and proposes a new paradigm of present, affected by the dialectic between waste and re-appropriation and by online visual accumulation.

holly-white.com

Ilja Karilampi, swedish artist, lives and works in Gothenburg, and Berlin. His practice include environmental interventions, sculpture and mockumentary construction. Recent solo exhibitions include: Haupstadtrevier, Galerie Wedding, Berlin, Faze Miyake, Belenius/Nordenhake, Stockholm, Rauhassa Hund, SIC, Helsinki, Xxxercise, The Suzanne Geiss Company, New York, and SweSh Xpress, Marbriers 4, Geneve. Group exhibitions include Kiria Koula, San Francisco, The Moving Museum, Istanbul, Lunch Bytes, HKW, Berlin, Sunbathers II, 1857, Oslo, and Domino Effect, Galerie Catherine Bastide, Brussels.

www.karilampi.se

Jaakko Pallasvuo is an artist based in Helsinki and Berlin.​ Pallasvuo​’s​ work takes various forms. At the moment he is working with texts, videos and ceramics​, while also being engaged with the expanded field of theater.​ Pallasvuo thinks about what online encounters feel like and what kind of social media personae are shaped through them.​ ​In ​recent years ​his​ work has been exhibited at​​ Kunsthalle St. Gallen, Kiasma Museum of Contemporary Art, The Goss-Michael Foundation, Kunstraum Kreuzberg/Bethanien, UCCA, Eyebeam and Future Gallery, among others.

www.jaakkopallasvuo.com

Jennifer Chan is an artist born in Ottawa, raised in Hong Kong and now based in Chicago. She makes remix videos, gifs, installations and websites that contend with the gendered affects of media culture. Chan had solo screenings and exhibitions at Transmediale 2013 (Germany), Future Gallery (Berlin), Images Festival (Toronto), Vox Populi (Philadelphia), The Nightingale (Chicago), and recently LTD (Los Angeles). Her work has been featured on Rhizome, Furtherfield, LEAP, Dazed Digital, New Hive, and Sleek Magazine. Chan’s videos are distributed by VTape (Toronto).

jennifer-chan.com

Martin Kohout is a Czech artist living in Berlin and Prague. He has studied at the film academy FAMU in Prague and arts academies UdK in Berlin and Städelschule in Frankfurt am Main. He is the founder and director of TLTRPreß publishing house.  He was nominated for the Jindrich Chalupecky Award for young Czech artists in 2014. His works investigate absurd consumerism that seeks to make life under capitalism easier, and help you not only to survive but also to produce at a higher rate. Through factual installations, new media, objects, actions, video and sounds he develops ideas on hibernation, productivity and the absurdity of corporate branding. Among his projects: Watching Martin Kohout, a body of work of over 800 videos using YouTube as a platform. He has exhibited in solo in very diverse situations: from galeries such as Exile in Berlin to the Frankfurt offices of corporate consulting firm McKinsey & Company, invited to create a piece for their workplace, and in group exhibitions in museums such as Prague National Gallery or Bundeskunsthalle Bonn.

www.martinkohout.com     tltr.biz

Ogino Knauss is a collective created in 1995 in Florence. Since 2007 its operative base is in Berlin. Started as mutant cinema laboratory ogino:knauss has constantly drifted through diverse languages, formats and communication practices. Its activity at the crossroad among art, research and activism, includes the production of feature and documentary films, live media and VJ sets, video installations, audio works, graphic design, books and photographic projects, public art, participative workshop, etc. Main aspects of the work of ogino:knauss are the open processual nature of its projects, the focus on urban landscapes and spatial transformation, and the investigation of experimental media and audiovisual formats.

www.oginoknauss.org

Riccardo Benassi, italian visual artist based in Berlin. Operating within a range of international contexts, he uses his role as artist, writer, performer, musician, professor, and designer to produce works aimed at creating new situations. Moving between visual and sound research he creates videos, environments, installations and performances that celebrate and investigate the technological dysfunction and the semantic and associative short-circuit. He uses architecture as an imaginative tool, turning it into a social metronome aimed at defining the imperceptible erosion of events caused by history. Recent exhibitions include: the project Techno Casa (Live Arts Week/Gianni Peng II, Bologna 2013; Art Fall 13, Ferrara 2013; Marsèlleria, Milano 2014), the solo shows Attimi Fondamentali with Piero Frassinelli/Superstudio (Museo Marino Marini, Florence 2011), 1982 (Macro, Rome 2010), Autostrada Verticale (PAC, Ferrara 2009). Recent group exhibitions: La Scrittura degli Echi (MAXXI Rome 2015), Glitch (PAC Milan 2014), Diamanti (Careof Milano 2014). He has been one of the agitators of the underground experimental music scene between Bologna and Berlin. In 2004, together with Valerio Tricoli, he initiated Phonorama, a collaborative project of live electronics, and in 2006 he founded with Claudio Rocchetti the audio-visual duo OLYVETTY. Published works include Letters from the Passenger Seat with No One at the Wheel (Mousse Publishing 2010), Briefly, Ballare (Danilo Montanari 2012), Attimi Fondamentali (Mousse Publishing 2013) and Techno Casa (Errant Bodies 2015).

www.365loops.com

Roberto Fassone, italian visual artist based in Asti, makes works that explore and question the processes and the strategies regulating the production of contemporary artworks. He has exhibited and performed at Carroll/Fletcher, London, ZHdK, Zurich, Fondazione Bevilacqua LaMasa, Venice and Room Galleria, Milan, among many others. Recently he has been artist in residence at Museo La Ene, Buenos Aires (2014) and Viafarini, Milan (2013).

www.jamaicainroma.com

Seth Price is a visual artist. He was born in East Jerusalem, Palestine, and lives and works in New York City. His work is concerned with the principle of mutability and the appropriation of cultural consumerism. He is concerned with a redistribution of sound, music, and written texts. Price engages in strategies of appropriation, recirculation and packaging so as to consider issues of cultural production and the distribution of information, focusing on the bio-political implications of networked life. Shifting and manipulating the detritus of commodity culture, he has worked on different platforms, media and formats. He has exhibited his work at venues that include dOCUMENTA (13), Kassel, the 2011 Biennale di Venezia, the Kunsthalle Zurich, and the Museum of Modern Art in New York.

www.distributedhistory.com

Yuri Pattison is an Irish multimedia artist based in London who studies ways in which the virtual world permeates material reality. His work often uses different devices to explore the strengths and limits of digital communication. Pattison is the current recipient of the Chisenhale Gallery Create Residency 2014-16. He has been commissioned by the Institute of Contemporary Arts London to make a new online work in response to the legacy of the ICA’s seminal 1968 exhibition Cybernetic Serendipity. Recent solo exhibitions include Free Traveller, Cell Projects, London (2014); Colocation, Time Displacement, Minibar, Stockholm, Sweden (2014); and e ink pearl memory, Arcadia_Missa, London, UK (2012). Selected group exhibitions include The Future of Memory, Kunsthalle Wien, Austria (2015); Private Settings, Museum of Modern Art, Warsaw, Poland (2014); Snow Crash, Banner Repeater, London, UK (2014); and Objectness, Outpost, Norwich, UK (2013). In 2014 Pattison took part in Post Digital Cultures Symposium, Lausanne, Switzerland; Wysing Art Centre’s Futurecamp program and Lunch Bytes at CCA Glasgow.

www.yuripattison.com

John Cage/Lejaren Hiller (USA)

HPSCHD 1969>2015

live concert & visual environment, production Xing/Live Arts Week

harpsichordists Philip Corner (USA) / Luciano Chessa (I/USA) / Marco Dal Pane (I) / Anthony Pateras (AUS/D) / Salvatore Panu (I)

electronics & sound design Valerio Tricoli (I/D)

artists contributing visuals Seth Price (USA) / Ben Vickers/Holly White (UK) / Yuri Pattison (IRL) / Carola Spadoni (I/D) / Jennifer Chan (CDN) / Jaakko Pallasvuo (FIN/D) / Ogino Knauss (I/D) / Riccardo Benassi (I/D) / Andrea Magnani (I) /  Anne de Vries (NL) / Harm van Den Dorpel (NL) / David Horvitz (USA) / Andrew Norman Wilson (USA) / Martin Kohout (CZ/D) / Roberto Fassone (I) / Alessandro di Pietro (I) / Ilja Karilampi (S/D) / Auto Italia South East (UK)

visual coordination Enrico Boccioletti

project coordination Daniele Gasparinetti

production Xing/Live Arts Week

in collaboration with MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Fondazione Teatro Comunale di Bologna

technical support BH audio, Radio Sata

Anne_de_Vries_Forecast

Anne de Vries, Forecast

Jaakko Pallasvuo, Utopiassss3

Jaakko Pallasvuo, Utopiassss3