ROOM 1 – DIDIER GUILLON – GAME OF THE PAST

Testo di Veronica Pillon —

Hansel & Gretel. White Traces in Search of Your Self è il primo group show presentato a Palazzo Bonvicini, neonata sede veneziana della fondazione Valmont. La mostra è un viaggio simbolico attraverso i lavori di Isao, Didier Guillon e Silvano Rubino, che permettono al visitatore di ripercorrere la propria storia e di interrogarsi sul proprio futuro.

I curatori Francesca Giubilei e Luca Berta pensano alla fiaba di Hansel e Gretel come ad una metafora. I due bambini si perdono nella foresta e incontrano una strega cattiva: solamente grazie alla prontezza di spirito di Gretel i due riescono a salvarsi e a ritrovare la via di casa. Ma sono ancora gli stessi bambini di un tempo? Il viaggio ha permesso loro di crescere, di diventare adulti: e noi invece? non siamo forse persi tra la folla? Chi siamo e dove stiamo andando? Questi sono gli interrogativi alla base di Hansel & Gretel, enfatizzati da un percorso espositivo immersivo e partecipativo che richiama la struttura della fiaba: la casa, la foresta, l’inganno, il ritorno.

Il tema dell’infanzia emerge nella prima sala, in cui tutti e tre gli artisti propongono una serie di lavori. La famiglia è il punto di partenza di ciascuno, è il luogo in cui l’artista si forma e riceve il proprio imprinting creativo. Isao, artista ispanico-giapponese, mostra una serie di fotografie di famiglia in bianco e nero, in cui emerge la pluralità delle sue radici. In particolare, volge la sua attenzione al Giappone e all’Oriente, in relazione con i natali della madre. Come Hansel & Gretel muovono i primi passi all’interno della foresta, anche Isao viene sostenuto nei suoi primi passi all’interno di una famiglia mista e multiculturale, la quale influenzerà il suo approccio all’arte, in cui tutto è visibile secondo molteplici prospettive.

Il passaggio dall’infanzia all’adolescenza avviene all’interno di un labirinto di maschere in cartapesta. L’installazione White Mirror di Guillon presenta infatti una serie di totem bianchi su poggiano delle maschere bianche. Il senso di paura e smarrimento è dettato dallo spazio ristretto, labirintico, che, come in un vortice, cattura il visitatore, stranito. Quei volti non sono altro che delle maschere, e come potremmo noi capire se persi nella foresta ci aiuteranno ad uscirne o ci affosseranno? L’ambiente claustrofobico è enfatizzato da un insieme di voci in sottofondo che intonano un “om”, il suono per eccellenza nella meditazione orientale: tuttavia non si è in pace. Il colore bianco, che dovrebbe veicolare un messaggio di speranza, in realtà evoca la paura, la solitudine, la morte.

ROOM 3 – ISAO – SUGAR SMILE
ROOM 1 – WOULD I STAY IN THIS HOUSE FOREVER

Ucciso l’adolescente, si diventa adulti. Ma per essere adulti bisogna saper distinguere la realtà dalla fantasia. Sugar Smile è un’installazione disturbante: Isao realizza dei cupcake succulenti, disposti ordinatamente su di un tavolo rotondo. Tuttavia, più ci si avvicina, più si nota come il dolce non sia altro che una trappola. Come Hansel e Gretel sono attratti dalla casa di marzapane della strega cattiva, noi siamo attratti da queste sculture bianche in verità ripugnanti. Topi, polipi, teschi, sono solo alcuni degli ingredienti utilizzati per cuocere i dolcetti. Il bianco, concepito nella sua accezione orientale, diviene simbolo della fine, del lutto, della morte. Capito e superato l’inganno, è possibile ritornare a casa e guardare al futuro.

Bianco nel bianco di Silvano Rubino è un’installazione immersiva. In uno spazio completamente bianco, caratterizzato da corridoi stretti, si percorre un labirinto quadrato per giungere in una stanza con arredi bianchi. In questo ambiente si conclude il viaggio di Hansel e Gretel che finalmente possono ritornare a casa. Qualcosa in loro è però cambiato, il loro è un ritorno che volge lo sguardo al divenire. La speranza nel domani e nel cambiamento non può che cominciare a partire da noi stessi: siamo noi, infatti, che dobbiamo capire chi vogliamo essere, se essere liberi o restare intrappolati nei dettami imposti dalla società, dai media. La mostra si chiude quindi lasciando lo spettatore pieno di domande, molte delle quali rimarranno irrisolte, incredulo e turbato da ciò che potrebbe aver scoperto o scoprire dopo la meditazione all’interno del labirinto bianco.

Hansel & Gretel – White Traces in Search of Your Self
A cura di Francesca Giubilei e Luca Berta
Fondation Valmont – Palazzo Bonvicini, Venezia
Fino al 24 novembre 2019

ROOM 5 – CHANGE IS THE KEY TO UNLOCK THE FUTURE
ROOM 4 – SILVANO RUBINO – BIANCO NEL BIANCO
ROOM 2 – DIDIER GUILLON – WHITE MIRROR