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Meno di un metro si larghezza e poche decine di centimetri di profondità. Uno spazio a dir poco esiguo, ma sufficiente per ospitare un progetto agli esordi. Il 14 marzo scorso, a Milano, è stato presentato GRID, una progetto ‘fuori formato’ a cura di Eddy Merckx. Mai sentito? Basta scrivere l’appellativo su un motore di ricerca è vi compare, sfrecciante, un ex ciclista belga che ha passato la settantina. Ovviamente non c’entra nulla (chissà!), quando scopro che “dietro” a Eddy Merckk ci sono Diego Bergamaschi, Antonio Grulli e Marco Martini. Presentato come un progetto curatoriale che frullava nella mente dei tre da un po’ di tempo, ha come caratteristica quella di avere un’identità ‘instabile’: un curatore e due collezionisti che, grazie ad un continuo dialogo, sono riusciti a creare un progetto che, ospitato nella mensola di una libreria (di Diego Bergamaschi), si presenta come un pretesto per suscitare interrogativi, presentare passioni, analizzare l’interesse che si cela dietro l’azione di collezionare arte, ma anche libri, cataloghi.. e relazioni.

La presentazione ufficiale —

Grid nasce per approfondire le molteplici sfaccettature che sottendono le scelte e le passioni degli attori coinvolti, organizzando sullo spazio limitato di una mensola di libreria, unità minima di una struttura complessa, una mostra in grado di raccontare storie di incontri, amori e esperienze. La libreria intesa anche come griglia culturale ed esperienzale ospiterà quindi in una delle sue celle un ospite, ogni volta di differente, che avrà il compito di curarne i contenuti pescando nella propria raccolta di libri, di oggetti o di opere d’arte. Il nume tutelare di ogni serata, e amorevole vicina della libreria in questione, sarà una griglia in metallo di Jonathan Monk corrispondente al calco di una griglia di bambù che la madre utilizzava per coltivare fagioli nell’orto, nell’intreccio di vita personale e schemi/ modelli dell’arte contemporanea tipico delle opere dell’artista britannico. Anch’essa sarà oggetto
e soggetto di riflessione e correlazione tra opere e ragionamenti, potendo ospitare dietro di se un lavoro selezionato dall’ospite della serata.
Il progetto GRID è curato da Eddy Merckx, una piattaforma di lavoro costruita sulla collaborazione tra la figura del critico e quella del collezionista.
Eddy Merckx vuole essere un laboratorio di sperimentazione sulle potenzialità ancora inespresse della figura del collezionista nel mondo dell’arte di oggi, a cui si a ianca la visione problematizzante del critico d’arte, in un inedito sodalizio curatoriale.

L’ospite di questo primo appuntamento di GRID è Christoph Schifferli, il quale presenta la sua collezione di libri d’artista realizzati da  e proietta sulla griglia una selezione di immagini dal suo immenso archivio fotografico, accumulato in anni di viaggi e amore per i libri.
Il logo GRID è stato realizzato dall’artista Andrea Kvas.

Quale sarà il futuro prossimo di GRID?
“Il nome del prossimo invitato non lo abbiamo ancora deciso. E ci muoveremo con assoluta libertà di tempi e modi, in base a quando avremo modo di avere nuovamente persone interessante rispetto al progetto. Ma molto probabilmente prima di fine anno faremo un altro appuntamento. Il prossimo ospite potrebbe essere un artista; in ogni caso sarà sempre una persona con una particolare attenzione ai libri.”

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GRID —  First guest curator: Christoph Schifferli

Milan, 14th March 2017

Grid was created to investigate the many facets underlying the choices and passions of the involved actors , organizing on the limited space of a library shelf, minimum unit of a complex structure, an exhibition able to tell stories of encounters, loves and experiences. The library , conceived also as a cultural and experiential grid, then will host in one of its cells a guest, different each time, which will be responsible for treating the contents fishing in its collection of books , objects or works of art.

The tutelary deity of every evening, and lovely neighbor of the library, will be a metal grid of Jonathan Monk corresponding to the cast of a bamboo grid that the mother used for cultivate beans in the garden, in the interweaving of personal life and patterns / models of contemporary art typical of the british artist’s works. Also the grid will be the object and subject of reflection and correlation between works and reasoning, accommodating behind itself an art work selected by the guest of the evening.

The GRID project is curated by Eddy Merckx, a working platform built on collaboration between the figure of the critic and that of the collector.
Eddy Merckx wants to be an experimental laboratory on the potential unexpressed about the figure of the collector in today’s art world, which is accompanied by the problematising vision of the art critic, in an original curatorial partnership.

The guest curator of this first meeting of GRID is Christoph Schifferli, who will present his collection of artists’ books made by Jonathan Monk and who will project on the grid a selection of images from his huge photographic archive, accumulated over years of travels and passion for books.

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