Grazia  Toderi e  Orhan Pamuk - Words and Stars (dialogo), Mart di Rovereto

Grazia Toderi e Orhan Pamuk – Words and Stars (dialogo), Mart di Rovereto

Dal 2 aprile al 2 luglio 2017 il Mart di Trento e Rovereto ospita la mostra Words and Stars nata dalla collaborazione tra l’artista Grazia Toderi e lo scrittore Orhan Pamuk. La curatela è di Gianfranco Maraniello.

Dopo aver visto Orbite Rosse della Toderi alla Biennale di Venezia, Pamuk si interessa del lavoro dell’artista, lo approfondisce e indaga fino a coinvolgerla in un progetto che ha avuto inizio nel 2013.

Pamuk l’ha invitata a pensare qualcosa per il Museo dell’Innocenza che lui stesso ha fondato, omonimo ad uno dei suoi romanzi più famosi. Inizia così una collaborazione “con la totale libertà di andare avanti o interrompere questo confronto, senza darci tempi e spazi precisi e senza necessariamente pensare ad una mostra come punto finale”, dice Grazia Toderi. Il progetto che ne è uscito prende il nome di Words and Stars e consiste nel dialogo tra due personaggi del romanzo di Pamuk: “È un dialogo innocente sul rapporto tra il pensiero, la visione e l’osservazione delle stelle” (GT). Il lavoro è una sorta di traduzione per immagini che lei fa delle parole di lui, che sono, ciclicamente, la trasposizione verbale delle figurazioni di lei. Il risultato è costituito da otto proiezioni video, dove, sulle immagini di Grazia, Orhan dispone le sue parole “che via via si trasformavano, finché lui le ha inserite nel video nella posizione e nel momento che voleva. Mi piace che questo testo possa essere letto sia come monologo che come conversazione, è bello poter cambiare il numero delle voci” (GT). Insomma, In Words and Stars le parole di Orhan Pamuk riprendono e sviluppano la trama del Museo dell’Innocenza.

Grazia  Toderi e  Orhan Pamuk - Words and Stars (dialogo), Mart di Rovereto

Grazia Toderi e Orhan Pamuk – Words and Stars (dialogo), Mart di Rovereto

Ci è stato presentato il progetto a Palazzo Madama di Torino durante Artissima 2016, dove Grazia posizionò un piccolo planetario realizzato dall’ebanista torinese Paolo Piffetti (1701-77), in legno con intarsi d’avorio rappresentanti i segni zodiacali. “Mi piace l’idea che lo strumento possa essere ancora montato e smontato; mi piace l’aspetto di attesa, di costruzione, d’ingranaggio, di macchina dell’oggetto, che poi va a rappresentare la dimensione dell’universo” (GT). Lo spettatore è portato a vivere due dimensioni di scoperta del cielo stellato: quella “contenente”, di fonte al planetario piccolo, e quella “contenuta”, sotto la grande cupola del Planetario di Pino Torinese. Qui fu stato proiettato un video in cui le luci della città di Istanbul (dove vive Pamuk) creano una costellazione su cui emergono e affondano le frasi dello scrittore.

Il lavoro nasceva a partire dalle luci e dal cielo di Istambul. “Già da tempo lavoro ad Istanbul, che come tante delle mie città è così lontana che a volte non la riconosci più, a volte sembra trasformarsi in qualsiasi altra città. Da anni lavoro sull’idea di trasformazione che avviene nelle città e sul rapporto tra la città e il cielo: tutte le volte penso che la costruzione della città sia nata guardando le stelle. Per me è importante in queste immagini o video innescare sempre il dubbio che quello che si vede in realtà non è il cielo di Istanbul, ma un foglio di carta, una proiezione…per me l’immagine è ancora un grande mistero. Le mie opere d’arte sono qualcos’altro, tendo a non fare video che siano descrittivi di qualcosa: le mie città si dissolvono, a volte diventano cielo, a volte terra… E spesso lavoro anche sulla figura del cerchio: come le orbite dei nostri occhi. ‘Orbite rosse’ è proprio un lavoro dedicato all’orbita oculare, terrestre, satellitare, delle traiettorie nell’universo. Sono tante le cose che interagiscono in questo mio lavoro”. Il discorso del cerchio e della circolarità d’altra parte appare nella fruizione dei lavori della Toderi, laddove i video non hanno né inizio, né fine, ma sono come degli anelli percorribili senza sosta, da diventare anche irriconoscibili, mescolamento di immagini di sfondo e di superficie. Il suo lavoro evoca l’impalpabilità e la pulviscolarità del tempo pittorico piuttosto che la simbologia e la crono-logia del tempo cinematografico.

L’esito di questo eccezionale sodalizio artistico, dopo quattro anni di lavoro, conversazioni, incontri e intenso scambio di corrispondenza tra i due autori, ha portato alla realizzazione di una trilogia costituita da un “monologo”, un “dialogo” e una “conversazione” -  per un totale di otto proiezioni video – che sono adesso presentate al Mart, Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.

Grazia  Toderi e  Orhan Pamuk - Words and Stars (monologo), Mart di Rovereto

Grazia Toderi e Orhan Pamuk – Words and Stars (monologo), Mart di Rovereto

Grazia  Toderi e  Orhan Pamuk - Words and Stars (monologo), Mart di Rovereto

Grazia Toderi e Orhan Pamuk – Words and Stars (monologo), Mart di Rovereto