Goldschmied&Chiari a studio in Lambrate

Mancano pochi giorni alla chiusura della mostra di Goldschmied & Chiari, nella sede della Galleria Poggiali a Pietrasanta. Inaugura invece il 15 ottobre a Milano, sempre nella galleria Poggiali con sede a Milano, la mostra Paesaggi Artificiali.
Per questa occasione vi proponiamo una conversazione tra le artiste e Gaspare Luigi Marcone, curatore di entrambe le mostre.

GLM: Avete iniziato la ricerca sulle Untitled Views nel 2014. Potete parlare della genesi di questi lavori?

G&C: Le Untitled Views nascono nel 2014 durante le ricerche e la realizzazione della nostra mostra personale La démocratie est illusion per il Centre d’Art Contemporain Passerelle a Brest e per il Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce a Genova. In questa occasione vengono esposti i primi Medusa Mirrors, ispirati agli effetti speciali ideati dal regista e illusionista Georges Méliès, che usava il fumo colorato per far apparire e scomparire oggetti e personaggi nei suoi film.  Le prime immagini vengono realizzate nel nostro studio a Roma, nell’appartamento di Eleonora, dove usavamo fumo di sigaretta e la macchina del fumo per realizzare le prime fotografie da stampare su specchio. Quando Sara si trasferisce a Milano e il collezionista Mariano Pichler ci lascia come studio l’ex autofficina in zona Lambrate cambia tutto. È in quel contesto che sperimentiamo fumogeni da stadio colorati. I primi esperimenti sono monocromi rosa e neri che esponiamo a New York nella galleria di Kristen Lorello nel 2014. Nel 2015 realizziamo le prime vere e proprie opere intitolate Untitled Views; si tratta di specchi monocromi blu e arancio che idealmente riproducono dei paesaggi artificiali, diurni e notturni, ricreati in studio. Alcuni di questi lavori sono raccolti nella nostra monografia La démocratie est illusion (Cura.Books, Roma 2016). Le Untitled Views sono delle vedute contemporanee dove lo spettatore si riflette proiettando sé stesso e il luogo nel quale è installato il lavoro in continuo dialogo con lo spazio, il tempo e l’identità di chi li vive.

GLM: Il fumo, l’illusione, la magia hanno caratterizzato molti dei vostri lavori… Fumo e specchio, inoltre, sono spesso associati a rituali magici o religiosi…

G&C: Come accennato, quest’ultimo ciclo di ricerca indaga la similitudine nella pratica dell’inganno e dell’illusione nella rappresentazione della realtà da parte della magia scenica e della politica dei servizi segreti.  Attraverso l’illusione, la velocità e l’abilità il mago concentra l’attenzione dello spettatore su alcuni elementi e ne nasconde altri. Rendendo il trucco realista inganna lo spettatore e lo rende cieco di fronte al palco, restituendo una sensazione di stupore infantile e incredulità. La relazione tra la magia e le pratiche dei servizi segreti sta nel fatto che il pubblico in qualche modo vuole essere eterodiretto, non vuole scoprire il trucco. La questione si gioca nella “differenza tra credere e vedere, tra credere di vedere e intravedere o meno” (Jacques Derrida). Lo stesso aspetto del credere si ritrova in rituali magici e religiosi. Lo specchio è un materiale archetipico del femminile che richiama il rapporto con l’alterità e con la riflessione di sé mentre l’utilizzo del fumo suggerisce sicuramente un immaginario simbolico legato alla strega, alla sciamana e alla sacerdotessa.

Goldschmied & Chiari, Eclisse,2019, stampa su specchio e vetro, dittico 140 cm di diametro, courtesy Galleria Poggiali (in fabbrica)

GLM: Avete spesso creato un confronto con i grandi artisti del passato come Monet per le Ninfee e Turner per le Untitled Views… oltre che con alcuni eventi storico-politici…

G&C: Sentiamo una forte connessione tra questi lavori e il ciclo delle Ninfee, fotografie realizzate dal 2003 al 2011 nel quale il Tevere inquinato è costellato di fiori realizzati con buste di plastica colorate “ri-rappresentando” le ninfee di Monet esposte all’Orangerie. Con le Ninfee la natura diventa set en plein air mentre per le Untitled Views il nostro studio è il luogo nel quale la natura viene riprodotta artificialmente con l’ausilio di fumi tossici e colorati. In entrambi i cicli la storia dell’arte e il paesaggio diventano citazioni e immagini da “ri-rappresentare” artificialmente. C’è un dialogo con la pittura attraverso il mezzo della fotografia: è quasi una sfida, forse anche un po’ ludica, al mezzo stesso e all’idea sacrale della storia dell’arte e dei “maestri” del passato. Crediamo che l’aspetto di connessione tra queste differenti pratiche nel nostro lavoro sia la necessità di spingersi oltre i limiti del concetto di “natura” e di “storia”, interrogandosi sulla costruzione culturale e sociale dell’idea di paesaggio.

GLM: Negli ultimi lavori emerge una riflessione ulteriore verso la natura sia a livello concettuale e sia, si potrebbe dire, cromatico, con alcuni lavori sul verde o altri che rievocano eclissi, tramonti, aurore boreali… Inoltre avete citato Derrida e la sua riflessione sul credere, vedere e intravedere, la metafora della visione e della conoscenza sembra importante…

G&C: Le Untitled Views riproducono un’ambiente naturale in modo artificiale, un paesaggio aereo all’interno dello studio grazie a una palette di fumogeni colorati e tossici. C’è un’estetica della distruzione alla base della ricerca delle Untitled Views come i conflitti di piazza, scenari di guerra, gli attacchi terroristici, l’inquinamento industriale e gli incendi che si trasformano in delicati paesaggi, tramonti infuocati, aurore boreali artificiali, lune notturne che spuntano da nuvole blu. Inoltre le iniziali di Untitled Views rievocano i raggi UV, di cui il sole è una delle principali sorgenti, ed è noto come possa essere difficile, o a volte dannoso per la salute, guardare il sole o un’eclisse a occhio nudo.
Per la Project Room della Galleria Poggiali a Pietrasanta abbiamo allestito una “nuova trilogia” con lavori circolari (tutti del 2019) che evocano i fenomeni naturali già accennati con passaggi cromatici dal blu al rosso che diventano anche trasformazioni alchemiche della natura e della materia. Sono quasi tre grandi pupille che si guardano e ci guardano.
In altri lavori c’è una prevalenza di paesaggi sui toni del verde che richiamano immagini di foreste tropicali, di giungle, una natura selvaggia estraniante ed esotica che rimanda ai nostri viaggi in Brasile e in Messico. Questi nuovi paesaggi sono inediti e fanno parte di un nuovo “ramo” delle Untitled Views.

Goldschmied & Chiari, Eclisse, 2019, stampa su specchio e vetro, dittico 140 cm di diametro, Museo Novecento, Firenze, courtesy Galleria Poggiali C ph.OKNOstudio
Goldschmied & Chiari, Eclisse, 2019, stampa su specchio e vetro, dittico 140 cm di diametro, Museo Novecento, Firenze, courtesy Galleria Poggiali B ph.OKNOstudio

GLM: Quindi, ricapitolando, che cosa sono le Untitled Views e come si pongono rispetto alla vostra produzione passata?

G&C: Le Untitled Views, letteralmente vedute/visioni senza titolo, sono specchi di grande e medio formato sui quali sono fissati scatti fotografici tramite una tecnica innovativa e segreta che riesce a integrare totalmente l’immagine nella superficie specchiante realizzata in un’azienda francese dopo anni di sperimentazione. Le foto ritraggono combinazioni di fumogeni colorati fatti divampare in studio. I fumogeni una volta esplosi producono differenti combinazioni di colore e nuvole che in pochi minuti fotografiamo prima che si volatilizzino in una nube colorata.
Sicuramente le Untitled Views sono in stretta relazione con le Ninfee oltre che per una naturale riflessione sulla natura e il paesaggio anche per l’aspetto trasformativo che le caratterizza: nel tentativo alchemico di trasformare un materiale vile in arte. La caratteristica unica di questi lavori è l’astrazione e l’aspetto meditativo e contemplativo che non c’è in nessun’altro nostro lavoro. Citando più o meno a memoria una tua frase “Untitled Views nel tempo si sono ‘svincolate’ da un preciso o univoco riferimento, sono opere che vivono di polisemia. Vi sono numerosi rimandi o allusioni che restano ‘sospesi’ e che lo spettatore può ‘significare’ in base alla propria sensibilità, alla propria cultura o al proprio immaginario”.

GLM: A che tipo di immaginario legate le Untitled Views?

G&C: Le composizioni si ispirano ai drammatici cieli delle opere degli artisti associati alla tradizione dei vedutisti e, in particolare, all’ultimo periodo del pittore William Turner quando i suoi cieli diventano quasi astratti. Proprio mentre stavamo portando avanti la ricerca per la realizzazione delle Untitled Views abbiamo visitato la mostra Late Turner: Painting Set Free a Londra alla Tate Britain (2014-2015). Ci interessava combinare i riferimenti pittorici con l’immaginario consueto nel quale siamo abituati a vedere l’uso del fumo e dei fumogeni come manifestazioni di piazza, segnalazioni di pericolo, zone di guerra e zone industriali. In termini di pratica abbiamo spesso lavorato confrontandoci con l’immaginario pittorico cercando di decostruire l’ideale naturalità del paesaggio attraverso l’uso della fotografia.

GLM: Parliamo dei processi performativi attraverso i quali si arriva alle Untitled Views: di che cosa si tratta e che peso hanno rispetto all’opera finita? Inoltre sembrano caratterizzanti le idee del doppio, dell’ambiguo, della relazione, anche perché siete una coppia o meglio un “duo” artistico…

G&C: Il lavoro è un atto performativo dal carattere alchemico: dalla realizzazione in studio all’esposizione in mostra. Il momento stesso delle esplosioni in studio è una performance, che avviene a porte chiuse, della quale siamo le uniche testimoni e che viene ripresa dal mezzo fotografico. Nell’attimo in cui i fumogeni sono esplosi con diverse combinazioni di sostanze e colori, la nube si espande nella stanza in volute colorate e imprevedibili che compongono paesaggi aerei artificiali che durano pochi minuti e cambiano in continuazione. La ripresa fotografica è un processo molto veloce con un’alta dose di incertezza nel risultato.
L’aspetto performativo non si conclude nel momento della realizzazione dell’opera ma prosegue all’interno dello spazio espositivo; l’installazione dei lavori è sempre realizzata da noi personalmente con un’attenzione e una cura per la natura dello spazio stesso che si riflette nell’opera perché lo spettatore diventa parte di una simile esperienza relazionale immergendosi nel lavoro. Le Untitled Views grazie alla loro materia specchiante si modificano durante il giorno reagendo all’ambiente in cui si trovano, rispondendo ai cambiamenti di luce, e ai movimenti dei singoli spettatori, rendendo il tempo, lo spazio e lo spettatore stesso protagonisti dell’opera.

Goldschmied & Chiari, Eclisse, 2019, stampa su specchio e vetro, dittico 140 cm di diametro, Museo Novecento, Firenze, courtesy Galleria Poggiali B ph.OKNOstudio
Untitled Views, 2019, stampa su specchio e vetro, 140 cm di diametro, veduta dell’installazione Paesaggi Artificiali, courtesy Galleria Poggiali, Pietrasanta