La danza dei giganti, 2018, acrilico su cotone, dimensioni ambientali. Visione della mostra. Photocredit Pietro Motisi per Oltre Oreto

La danza dei giganti, 2018, acrilico su cotone, dimensioni ambientali. Visione della mostra. Photocredit Pietro Motisi per Oltre Oreto

La Danza dei Giganti è un’opera site-specific ideata per Magazzino Brancaccio in occasione di OltreOreto, prima edizione della rassegna d’arte e rigenerazione urbana che ha interessato le sponde della città oltre il fiume Oreto.

Magazzino Brancaccio è uno spazio dedicato alle arti visive, alla musica sperimentale e alla performance; ha sede in un bene confiscato di 2000 mq, che ha aperto al pubblico per la prima volta il 16 giugno 2018.

Dal momento in cui ci siamo relazionati per la prima volta con lo spazio, siamo stati investiti da un’energia ancestrale di natura quasi magica: le architetture possenti e modulari hanno rievocato l’identità misteriosa di strutture antiche come Stonehenge, gli allineamenti di Carnac e le Mura dei Giganti di Erice, e proprio da questa suggestione siamo partiti per sviluppare l’idea del lavoro: abbiamo ricercato infatti le leggende – sempre per ricalcare l’alone di occultamento che la struttura evoca – legate ai complessi megalitici e abbiamo scoperto che una delle mitologie legate a Stonehenge vuole che le pietre fossero dei giganti prima impegnati in una danza ludica ma ritualistica.

Non abbiamo dunque voluto interferire con l’energia propria della struttura, quasi sacrale – il colonnato ricorda anche la struttura a navate di una chiesa -, bensì abbiamo lavorato per integrazione.

Stonehenge

Stonehenge

Allineamenti di Carnac

Allineamenti di Carnac

La Danza dei Giganti è una struttura di 20 metri che si estende orizzontalmente nello spazio, attraversando la verticalità del Magazzino Brancaccio come un fendente dimensionale. Il nero e il bianco sono complementari in un gioco di pieni e vuoti in cui il nero diventa profondità percorribile: girando attorno alla tela capiamo di essere non dietro ma dentro quella profondità spaziale, e così si concretizza la percezione di aver fondato un nuovo ambiente all’interno di quello originale.

Confeziona infine l’esperienza il suono: al primo impatto la profondità dello spazio, questo suo culminare nel buio, ci ha fatto pensare all’idea di eco, un’esperienza simile a quella de L’Orecchio di Dionisio, cava artificiale di Siracusa.

Siracusa - Orecchio di Dionisio

Siracusa – Orecchio di Dionisio

«La fama di questa eco è tanto vasta che si considera privo di valore il soggiorno a Siracusa se il visitatore, siciliano o straniero, non sia andato a sentirne gli effetti.»

(Jean Houël, Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Malte et de Lipari, 1782-1787)

Abbiamo lavorato con degli ‘esperti’ del suono: Ricardo Atienza e Robin McGinley, che hanno già collaborato con il Magazzino. Insieme abbiamo studiato le modalità che regolano le frequenze di risonanza dell’architettura che ci ospitava, facendola risuonare.
Con il posizionamento della fonte audio dietro la struttura, il lavoro diventa un sistema autonomo in cui le geometrie minimali comprimono e dilatano le luci e i volumi nella generazione di un nuovo complesso ambientale della stessa energia magica dei megaliti che hanno ispirato originariamente l’opera.

La danza dei giganti, 2018, acrilico su cotone, dimensioni ambientali. Visione della mostra. Photocredit Pietro Motisi per Oltre Oreto

La danza dei giganti, 2018, acrilico su cotone, dimensioni ambientali. Visione della mostra. Photocredit Pietro Motisi per Oltre Oreto

La danza dei giganti, 2018, acrilico su cotone, dimensioni ambientali. Visione della mostra. Photocredit Pietro Motisi per Oltre Oreto (2)

La danza dei giganti, 2018, acrilico su cotone, dimensioni ambientali. Visione della mostra. Photocredit Pietro Motisi per Oltre Oreto

La Danza dei Giganti di Genuardi/Ruta fa parte del progetto  Beni Confiscati: Architettura, Ideologia e Performance – Giugno / Novembre 2018 – A cura di Valentina Sansone.
La mostra è in corso fino al 23 settembre 2018.

Genuardi/Ruta 

Antonella Genuardi (Sciacca, 1986) e Leonardo Ruta (Ragusa, 1990) vivono e lavorano a Palermo.

Mostre recenti: 2018: “SIGNAL”, DOM art space, Palermo; “Tutto porto/ Lo spazio cristallino del tungsteno”, Palazzo Briuccia, Palermo; “Project Room(s)”, Castello di Carini; “Liber Fare”, Palazzo Ziino, Palermo/ Museo del segno e della scrittura, Torino; 2017: “La vita della mente”, Istituto Svizzero, Roma; “Supercella SS115”, Chiesa di Santa Maria del Gesù, Modica.