Teatro Metastasio Panoramica dal Loggione Foto di Marco Badiani

Teatro Metastasio Panoramica dal Loggione Foto di Marco Badiani

Dopo i tre intensi giorni di dibattiti, proposte e discussioni (anche animate) del Forum dell’Arte Contemporanea di Prato, domenica mattina se ne è tenuto l’incontro conclusivo con alcuni dei partecipanti. Ricordiamo che il Forum ha contato 42 coordinatori, 400 relatori e oltre 1000 presenze. Nella platea gremita del Teatro Metastasio si sono esposte considerazioni e riflessioni, dopo le quali è stata data parola al pubblico. Gli interventi antagonisti sul forum sono stati pochi, ma sicuramente “sentiti”. In particolare, quello un signore di una certa età che urlava ‘a strappa polmoni’ (prendendo il microfono non si è presentato) un’invettiva contro “voi che state sempre a parlare”, “voi che non pensate agli artisti”, “voi che vi siete impossessati del vostro fallo-microfono e non c’è stato modo di tirarvelo via”. Si sono poi esposte altre persone del pubblico, tra cui Enrico Morsiani e Gianni Caravaggio.

Tutte le conversazioni tenutesi negli oltre 36 tavoli di discussione sono state registrate durante il Forum ed è stato comunicato il proposito di fare, entro breve, un documento riassuntivo che ne raccolga gli spunti fondamentali emersi.

Seguono alcuni estratti degli interventi di questo appuntamento conclusivo.

Cesare Pietroiusti, artista e docente.

In questa iniziativa sono sicuramente emerse autoanalisi e auto-osservazione. Solo il fatto di essere stati qui in tantissime persone è di per sé un segnale molto forte, non solo per gli amministratori, la politica, ma anche per noi stessi, per dare stimoli di pensiero oltre che di incoraggiamento. La creazione della comunità è un elemento essenziale per la costruzione dei progetti: solo con reti di fiducia e conoscendosi di persona si costruiscono collaborazioni fattive. L’dea del tavolo è un modello molto interessante, è un’immagine dialettica, intorno a cui costruire uno scambio di idee orizzontale. Il tavolo è un modello che si affianca al modello frontale di vecchio stile comunicativo. Può essere un collettore di idee che da tanti attori poi finiscono nella bocca di qualcuno. I coordinatori hanno dato proprio questa idea di efficacia. Sono colpito dalla coerenza, autorevolezza e capacità di sintesi della giovane generazione di persone che ha guidato i tavoli. I tavoli hanno sicuramente raccolto idee ed esperienze per poi rilanciarle verso prospettive ed approfondimenti. Il dibattito critico è anche e soprattutto ‘organizzazione’.

Anna Daneri, curatrice indipendente

E’ emersa dal Forum la necessità di continuare a dibattere, confrontarsi, elaborare pensieri condivisi. Abbiamo pensato di mantenere le macro-aree di riferimento come luoghi di confronto. Vogliamo quindi condividere i diversi contatti di relatori, coordinatori e partecipanti, in modo da poter continuare a confrontarsi su questi temi per mantenere una piattaforma aperta di discussione. Coi relatori partecipanti di “Formazione” ci potrebbe essere anche un incontro organizzato per aree geografiche, trovandosi fisicamente in alcune specifiche città per discutere. Bisogna cercare di coagulare i confronti virtuali per mail con momenti reali.

Alessandra Casadei, critica e curatrice indipendente (Cheremius)

Uno dei punti di forza emersi è la capacità di apprendimento che tutti abbiamo affrontato. Ogni gruppo ha fatto moltissime proposte, ma quello che ci ha accomunati è la disponibilità e generosità ciascuno nei confronti degli altri e il progetto di continuità della ricerca. Dal processo di discussione sulla formazione spero nascano appuntamenti condivisi vitali e generosi.

Antonella Crippa, Art advisor di Open Care – Servizi per l’Arte

Da tutti i nostri tavoli è emerso il pensiero di come proseguire il lavoro. Certamente ci si potrebbe incontrare per aree geografiche, ma anche per temi, con incontri non sempre a Prato, ma anche in altri luoghi, anche in modo informale, fuori dal Forum. Inoltre abbiamo intercettato mondi che provengono da altre sfere, che si occupino di cultura ma non solo, contaminando con l’arte contemporanea interlocutori diversi. Cercherei di mantenere molto forte il contatto anche con l‘esterno del nostro paese e con l’Europa.

Chiara Vecchiarelli, curatrice

Abbiamo toccato aspetti molto concreti. Ma è stato evidente che i punti molto pratici che venivano alla luce sempre erano il sintomo di un problema più diffuso. Questi strumenti, come il dialogo con la politica, possono diventare l’arma a nostro vantaggio, intervenendo su aree ad ampio respiro. Un altro tema emerso è lo scollamenti tra politica ed arte. (…) Occorre pensare a luoghi di raccordo e a forme di cui avvalerci per non ipostatizzare la politica, il sistema dell’arte… in un orizzonte pratico e teorico da tenere a mente. E’ importante individuare anche gli interlocutori, capire bene a chi stiamo parlando, quali sono i canali di maggiore efficacia per portare avanti questi temi.

Pietro Gaglianò, critico d’arte e curatore

E’ un forum che distribuisce la forza del ruolo di essere tutti produttori di contenuti, in cui avviene la messa in opera di idee. C’è il desiderio e la volontà di ritrovarsi sul piano orizzontale, forse ribellandosi creativamente possiamo continuare il nostro lavoro. E’ emersa anche la volontà di portare avanti un dialogo, invitando al confronto persone che vengono da nazioni diverse. Le esperienze di persone diverse danno indicazioni di vie di fuga. Una cosa molto positiva è che il Forum ha dato spazio a persone che vengono da luoghi diversi del paese. Tenere tavoli su base nazionale e non regionale è molto positivo. Importante soprattutto è mantenere uno spirito che favorisca continuamente processi di riflessione, con cui reinventare le strutture dell’arte contemporanea.

Pier Luigi Sacco, docente e critico d’arte

Occorre far emergere proposte concrete di politica culturale. Si è creata un’energia su cui ora dobbiamo capitalizzare. Un aspetto chiaro emerso è che con questo Forum abbiamo provato a fare, con riscontri, un processo di intelligenza collettiva. Nessuno di noi è in grado di avere una visione complessiva di tutte le norme sociali, economiche e culturali del sistema dell’arte italiana. Attraverso questo lavoro, estremamente focalizzato, siamo riusciti a costruire una continuità di conoscenze e punti di vista, che ciascuno di noi potrà riscoprire producendo materiali su cui focalizzarci. Un altro aspetto di unicità: in Europa vedo pochi esempi capaci di fare un lavoro di intelligenza collettiva come questo, è uno degli aspetti sorprendenti dell’Italia, che talora presenta punte interessanti di innovazioni. Siamo in un processo di transizione faticosa. L’organizzazione culturale è nata in modo diverso da questo e sta facendo fatica ad affermarsi; ci sono vincoli ambientali molto forti; il nostro paese soffre della capacità di reagire. Questo forum può essere l’inizio di un mutamento enorme.

Come rispondere concretamente. Tre scenari: un’ipotesi minimale è di dare carattere di stabilità a questo forum, creando partecipazione collettiva; un’ipotesi più ambiziosa è pensare ad un’agenzia che a livello italiano diventi un interlocutore tra sistema di iniziative diverse e consenta un distanziamento dalle culture ministeriali, demandandole ad un organismo capace di lavorare con l’obiettivo di specificità; ma l’ipotesi più ambiziosa di tutte è rifarsi ad un modello, come l’inglese dell’Arts Council, che ha la capacità di organizzare una politica culturale indipendente da condizionamenti politici e che si trasferisca in modo trasparente.

Il punto è che, se l’Italia vuole rimanere nei paesi socio-economicamente avanzati anche per le iniziative culturali, non può non lavorare ad un processo di ridimensionamento sostanziale. Io credo che possa essere importante provare a fare una proposta concreta di riflessione riguardo ai vari scenari individuati. Tutto, ovviamente, dipende dalla nostra capacità di proposta e da quella di ascolto dei nostri interlocutori.

Fabio Cavallucci, Direttore del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato

Il Forum nasce come forma di espressione indipendente, che inizialmente non aveva nessuna aspettativa se non quella di creare una forma di autoriconoscimento, da parte del sistema dell’arte italiano, di essere un po’ stanco e malinconico da alcuni anni. E’ stato un esperimento per dire che il sistema, fatto di persone, c’è e che queste persone ci mettono energie importantissime, dal punto di vista dei contenuti, dal punto di vista fisico, venendo qui, facendo viaggi talvolta dell’estero. Hanno segnato con la loro presenza una necessità forte. Il tutto per rafforzarci, per essere capaci di pensare che prima dobbiamo riconquistare fette di società e di comunicazione, pensare che il mondo della politica e della società debba riconoscerci: se non riusciamo a conquistare la società reale non possiamo fare molto.
Se questa riunione si fosse fatta nel 1515, ci sarebbero stati Michelangelo, Raffaello, Leonardo tornato dalla Francia: questi ci sono anche oggi! L’arte è la stessa, ha accompagnato la storia dell’umanità dalle sue origini. Qui ci sono tutti coloro che in quegli anni sono stati i rappresentanti del riconoscimento dell’arte italiana a livello mondiale. Con questa consapevolezza, determinazione e con questo lavoro ci dobbiamo anche rendere conto che questo Forum non è stato una passeggiata! Se riusciamo ad incanalare tutte queste energie in una dimensione artistica salda, allora anche la politica si accorgerà che l’arte esiste, e la sosterrà. Per me, il Forum permanente è un’ipotesi realizzabile.

Testimonianze raccolte da Marco Arrigoni

Il sindaco di Prato Matteo Biffoni annuncia la prossima riapertura del Centro Pecci, Teatro Metastasio Foto di Claudia Gori

Il sindaco di Prato Matteo Biffoni, Silvia Simoncelli, Pierluigi Sacco, Pietro Gaglianò, Fabio Cavallucci, Ilaria Bonacossa, Chiara Vecchiarelli, Antonella Crippa, Cesare Pietroiusti, Anna Daneri  Teatro Metastasio –  Foto di Claudia Gori