Lisa Dalfino - Fantaspazio Milano 2015

Lisa Dalfino – Fantaspazio Milano 2015

Apre un nuovo luogo a Milano dedicato alle espressioni contemporanee, Fantaspazio. Il nome – decisamente simpatico – è già il presagio di una programmazione che muoverà, se ci lasciamo guidare dall’etimo (Phanta), in diverse e impreviste direzioni. Per l’apertura, i promotori di Fantaspazio – Alessio Baldissera, Gloria de Risi e Alberto Zenere – hanno deciso di presentare la ricerca di Lisa Dalfino. Da domani, 3 ottobre e fino al 14 novembre 2015, è possibile vedere la mostra della giovane artista negli spazi di Via Merano 21B, Milano.

Seguono alcune domande al team di Fantaspazio -Alessio Baldissera, Gloria de Risi, Alberto Zenere – per conoscere la ‘natura’ del luogo espositivo e la sua ambizione culturale.

ATP: Quando avete aperto lo spazio e con quali esigenze? Quali sono i vostri obbiettivi?

Fantaspazio: L’idea di Fanta nasce circa un anno fa, dall’esigenza di sperimentare e metterci in gioco in prima persona, confrontandoci e collaborando con artisti che sentiamo vicini e di cui stimiamo il lavoro. Il dialogo, fra di noi come con tutte le persone che ci hanno accompagnato nella definizione di questo progetto, è stato sin dall’inizio un elemento fondamentale per noi. Tutti e tre viviamo e lavoriamo a Milano da molti anni e nel corso del tempo, anche attraverso le nostre rispettive esperienze professionali e di studio, abbiamo imparato a conoscere le molteplici realtà che compongono il panorama artistico della città e in modo spontaneo abbiamo sentito il desiderio di entrare in dialogo con esse. E’ difficile in questo momento poter definire gli obiettivi di Fanta nel lungo termine, ma ci piacerebbe che questo progetto diventasse una sorta di ponte, una piattaforma che possa mettere in contatto e a confronto generazioni e posizioni diverse.

ATP: Avete già dato allo spazio un taglio curatoriale?

F: Stiamo ancora definendo la programmazione del primo anno, nella quale verranno coinvolti sia artisti italiani che stranieri. Oltre alla presentazione di mostre personali, che saranno il centro del nostro programma, stiamo lavorando anche ad alcuni progetti che avranno un taglio più curatoriale. La scelta dello spazio e gli interventi di ristrutturazione che abbiamo realizzato sono stati pensati tenendo in considerazione diverse possibilità espositive. Abbiamo deciso di giocare su altezze e punti di vista differenti e di alternare zone più raccolte a spazi più aperti.

ATP: Che mostre avete in programma per i prossimi mesi?

F: La mostra con cui inaugureremo lo spazio il 3 ottobre è una personale di Lisa Dalfino. Lisa è un’artista con cui siamo in dialogo da tempo e il cui lavoro è ancora poco conosciuto. Siamo quindi felici che l’apertura dello spazio coincida con la sua prima mostra personale, in cui sarà possibile vedere per la prima volta il risultato della sua ricerca di questi ultimi anni. A fine novembre presenteremo invece un progetto di Beatrice Marchi, un’installazione corale resa possibile grazie al prezioso contributo di numerose artiste. E’ anche questo un progetto molto speciale per noi, e non vediamo l’ora di vederlo realizzato.

ATP: Oltre alle mostre temporanee pensate di ospitare anche appuntamenti di altra natura? Presentazioni di libri, reading, conferenze ecc.

F: Assolutamente si! Come accennavamo prima, vorremmo che lo spazio diventasse un luogo aperto, di incontro e di scambio, e quindi oltre alla programmazione espositiva stiamo già organizzando una serie di appuntamenti e progetti che coinvolgeranno professionalità diverse, di cui comunicheremo presto i dettagli. Insieme a Beatrice Marchi per esempio, stiamo già pensando alla realizzazione di una pubblicazione, che verrà presentata successivamente alla mostra.

ATP: Tra cinque anni, cosa sperate diventi Fantaspazio?

F: Per il momento, con l’inaugurazione alle porte e la programmazione del primo anno in via di definizione, siamo concentrati sul futuro più prossimo. Ci siamo posti più volte questa domanda, e nonostante abbiamo sicuramente delle aspettative sullo sviluppo che potrà avere Fanta, ci piacerebbe concederci la possibilità di vedere in che modo questo progetto crescerà nel tempo. Guardandoci indietro fra cinque anni sicuramente ci piacerebbe poter dire di essere cresciuti insieme agli artisti e alle persone che ci avranno accompagnati in questo percorso, e allo stesso tempo essere stati in grado di disegnare attraverso la nostra programmazione un paesaggio che sia espressione delle nostre sensibilità personali.

ATP: Il tre ottobre inaugurerete una mostra di Lisa Dalfino. Cosa vi ha attratto della ricerca di questa artista?

F: Fin dal primo incontro con Lisa, siamo rimasti molto colpiti dalla singolarità della sua ricerca, dalla sua capacità di creare attraverso le sue opere un mondo molto personale, abitato da paesaggi e personaggi diversi che sembrano poter prendere vita da un momento all’altro. La sua pratica è forse lontana dai dibattiti e dalle correnti artistiche più recenti, ma allo stesso tempo è, nella sua dimensione così intima, quasi privata, estremamente attuale.

Guardando le sue opere, è difficile non domandarsi quale sia il processo che ha portato alla loro realizzazione. Un procedere a volte lento e meticoloso, altre invece frutto di un’intuizione che l’ha portata a lavorare velocemente per adeguarsi a determinate condizioni ambientali. Lo sforzo fisico fatto per la loro produzione rimane però celato nella formalizzazione del lavoro e quello che traspare è una sensazione di delicatezza e di apparente fragilità.

Fantaspazio Milano 2015  copia

Fantaspazio Milano 2015 copia

Fantaspazio Milano 2015  copia

Fantaspazio Milano 2015 copia

Work in progress,   Lisa Dalfino - Fantaspazio Milano 2015  copia

Work in progress, Lisa Dalfino – Fantaspazio Milano 2015 copia

Work in progress,   Lisa Dalfino - Fantaspazio Milano 2015  copia

Work in progress, Lisa Dalfino – Fantaspazio Milano 2015 copia